Promemoria

Creato il 22 giugno 2015 da Andrea Scatolini @SCINTILENA

Gruppo Grotte Treviso e La Venta

vi invitano alla seconda serata della rassegna “Storie di Uomini e Montagne”

con il patrocinio di Società Speleologica Italiana e Federazione Speleologica Veneta
nell’ambito di RetEventi Cultura 2015 della Provincia di Treviso

Venerdì 26 giugno, ore 21.30
presso il Centro di documentazione speleologica Franceso Dal Cin, via Cal di Breda 132/III Treviso

Promemoria
Con Lorenzo Cadeddu e Ezio Anzanello

“Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra”
(tratto da “Promemoria” di Gianni Rodari) 

Il Carso era una prora…
Nell’estate e autunno del 1916 il generale Cadorna, non avendo a disposizione le forze necessarie per una grande offensiva, effettua degli attacchi mirati su settori delimitati del Carso. Il 14 settembre inizia la Settima battaglia dell’Isonzo, la prima di tre offensive limitate al Carso, che si susseguono nel giro di due mesi.
Partendo da un verso di una canzone di E.A. Mario dedicata al soldato ignoto, il colonnello Lorenzo Cadeddu ci racconterà dell’enorme sacrificio di sangue di queste “spallate carsiche” e delle trincee, immani ferite della crosta terrestre, luoghi di infinite attese in condizioni estreme e al tempo stesso “sicurezza” per i soldati che ci vivevano dentro.
Il colonnello Lorenzo Cadeddu è Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, presidente del Centro Studi Storico-Militari sulla Grande Guerra “Piero Pieri” di Vittorio Veneto e membro della Società Italiana di Storia Militare.

La Grande Guerra da Valparola al Passo Ombrettola
Nella seconda parte della serata, Ezio Anzanello, speleologo e fotografo, ci guida attraverso alcuni percorsi di guerra sul fronte delle Dolomiti. 
Da Valparola al Col di Lana, risalendo la cresta del Padon attraverso la via ferrata delle Trincee e poi ancora in Marmolada, Anzanello ci illustrerà le sue ricerche sulle gallerie di guerra, raccontandoci come questi splendidi scenari montani siano stati teatro di una guerra estenuante in un clima rigido, con difficoltà di trasporto dei materiali e con modeste attrezzature a disposizione. In particolare ci parlerà della “guerra di mina” che ha lasciato profonde tracce sul paesaggio dolomitico: soldati italiani e austriaci costruirono imponenti sistemi di gallerie allo scopo di raggiungere sottoterra le postazioni nemiche e farle saltare in aria.

info: http://www.gruppogrottetreviso.com

(foto di Ezio Anzanello)


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