Provare piacere non è sempre un piacere: il “sex blues”, una nuova frontiera nell’universo della psicologia femminile

Da Silvestro

A cura della Dottoressa Anna Chiara Venturini, psicologa psicoterapeuta a Roma

Da sempre si discute sull’orgasmo femminile, la sua intensità, la durata, le difficoltà a raggiungerlo, arrivando persino a trattarlo come fosse un mito; ricordate, per esempio, la scena del film Harry ti presento Sally in cui la protagonista, Meg Ryan, riuscì a simulare perfettamente l’orgasmo, dimostrando agli uomini che le donne sanno “fingere” ad arte?, Bhe, l’articolo non si riferisce espressamente alla capacità di dissimulare l’apice del piacere, ma si incentra prevalentemente su una nuova realtà, di cui fino ad ora si è detto e scritto poco, ma che risulta, tuttavia, un problema molto diffuso e sottovalutato dalle donne: la depressione post-sesso. tecnicamente chiamata “disforia post-coitale”. A descrive il sintomo è la rivista “International Journal of Sexual Health” che ha pubblicato il lavoro di un team di scienziati della Queensland University of Technology di Brisbane nel Queensland, in Australia e di quella dello Utah negli Stati Uniti (http://news.ninemsn.com.au/health/8230451/post-sex-blues-common-study) Si tratta di uno studio condotto su 222 giovani studentesse, il 32.9% delle quali ha confessato di non sentirsi affatto bene dopo il rapporto sessuale, dopo il raggiungimento dell’orgasmo. La crisi passa in qualche minuto e si manifesta quando il corpo della donna dovrebbe al contrario rilassarsi e provare un diffuso benessere fisico e psichico. Una sorta di inspiegabile malinconia, che le rende depresse e ansiose fino a farle piangere. Un terzo delle intervistate ha confessato di aver notato, almeno una volta nella vita, un cambiamento in negativo dell’umore dopo un rapporto intimo. Il 10 per cento ha ammesso di aver sperimentato la depressione post-sesso nell’ultimo mese.

Certo è che il fenomeno del “sex blues” – così è stato ribattezzato – esiste e le donne che lo avvertono manifestano un deciso interesse a comprenderne i motivi. Ma se gli uomini possono stare tranquilli perché sembra che questo malessere femminile non dipenda strettamente dalla prestazione appena conclusa, le cause del fenomeno non sono ancora chiare.
Il professor Robert Schweitzer, assieme a Brian Bird e Donald Strassberg, gli autori della ricerca, ha avanzato delle ipotesi. Potrebbe trattarsi di uno stato emotivo legato a ricordi di abusi sessuali, ma non è stata provata una significativa correlazione, così come per quanto riguarda i vari disagi psicologici femminile. Dunque la depressione post-sesso a cosa sarebbe dovuta?
“Le donne associano gli incontri sessuali con il trauma dell’abuso e le sensazioni di vergogna, colpa, pena e perdita. Questa associazione si ritiene possa portare a problemi sessuali e a evitare il sesso” ha dichiarato il professore, che a questa spiegazioni aggiunge “altri fattori, come la predisposizione biologica che può essere più importante per capire il fenomeno e individuare le donne a rischio di sperimentare disforia post-coitale“.
Il prossimo passo, per comprendere meglio cosa accade alle donne dopo l’orgasmo, sarà quello di analizzare la caratteristiche emozionali che hanno sperimentato la depressione post-sesso. «Voglio vedere come le donne vedono il loro “senso di sé”. Se sono fragili o se sono donne forti, e indagare se questo porta loro alla disforia post-coitale», dichiara il professore. Insomma, se dopo aver raggiunto il tanto sospirato orgasmo, non vi sentite felici e soddisfatte, come invece dovreste, sappiate che ora a questo stato d’animo viene attribuito un nome ben preciso, anche se lo sono meno le cause che lo determinano. Nell’attesa, quindi, di comprendere precisamente quali emozioni investono le donne in tal caso e quali i motivi , se viene comunque sperimentata una certa quota di disagio dopo il rapporto, è bene ricercarne le cause, che potrebbero risiedere nel rapporto stesso, ma avere anche radici più profonde, legate alla propria storia ed al proprio vissuto. In questo caso è bene chiedere l’aiuto di uno specialista che aiuti a comprendere e leggere una situazione che altrimenti potrebbe essere facilmente mal interpretata e quindi, non adeguatamente affrontata.

( Ultimo articolo pubblicato “Philofobia: quando trovare l’altra metà del cielo ci mette paura” )

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