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Pubblicità: in tempi di crisi chi svende sbaglia

Da Smconsulenzaweb
A volte, abbassare i prezzi per non perdere i propri clienti, appare la soluzione migliore e più efficace, ma può svalutare il valore di un'azienda.
Per Kevin Roberts, Ceo dal 1997 della Saatchi & Saatchi, svendere la pubblicità nei momenti di crisi è un grosso errore.
Meglio valorizzare altre leve di marketing, e sfruttare la creatività di questa disciplina.
Ad esempio valorizzare il proprio brand verso i consumatori. Se riusciamo a definire delle strategie mirate per legare i propri clienti al nostro brand anche nei momenti di crisi, eviteremo di non svalutare i prodotti e non abbattere il valore dei listini.
La crisi economica e finanziaria che stiamo vivendo ha chiaramente degli impatti negativi a livello psicologico su tutti i consumatori (esclusi quelli di fascia alta), ma se riflettiamo tenendo in considerazione i singoli contesti nazionali, vediamo che le cose non sembrano così negative per l'Italia.
Nel nostro Paese la crisi non è ancora arrivata al livello dei consumatori, dove da sempre le famiglie hanno un alto risparmio privato che compensa la diminuzione degli introiti.
Come devono comportarsi le imprese? Limare i prezzi, e non abbatterli può essere una soluzione che non risolve del tutto il problema. Più saggia è la strada che fa leva sulle emozioni generate dalla qualità dei prodotti e dal brand che li rappresenta.
Se pensiamo al caso Apple, vediamo come l'azienda americana, nonostante pratichi dei prezzi più alti della media, abbia costruito intorno al suo marchio una comunità di consumatori, legata anche da dimensioni affettive ed emozionali.
Dialogare con i propri clienti per comunicare che anche le aziende vivono una situazione difficile provocata dalla crisi, potrebbe scongiurare la soluzione dell'abbattimento dei prezzi, purché si riescano a suscitare emozioni autentiche intorno al brand di riferimento.

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