Qe “allungato”, ma non basta
Le decisioni della Bce non sono state ben accolte dal mercato, Sul nostro indice principale si salvano solo Snam, Terna e Yoox.
Povero Supermario, lui fa quello che può, o meglio, quello che gli lascia fare Weidmann, e bisogna essere onesti, era già tanto, ha abbassato a -0,30% il tasso sui depositi presso la Bce, e prolungato di altri sei mesi il Quantitative easing.
Ed ha aggiunto che nel programma di acquisto titoli potranno ora rientrare i bonds emessi da enti regionali e locali, confermando infine il reinvestimento dei proventi.
Era obbiettivamente ciò che mi attendevo, cosa poteva fare ancora? Ma il mercato, evidentemente, non la pensava così, forse voleva gli 80 miliardi al mese, ma facciamo proprio due conti facili facili, prolungare di sei mesi il Qe significa immettere altri 360 miliardi (6×60). Alla scadenza “naturale” del Qe, se contiamo anche il mese in corso, invece, mancano solo dieci mesi quindi avesse portato a 80 miliardi di euro gli acquisti mensili avrebbe aumentato il Qe di 200 miliardi (10×20).
Quindi cosa voleva il mercato? Un maggior importo degli acquisti mensili ed anche un prolungamento del Qe? Ma dai!
Tanto vedrete che anche la nuova scadenza, da oggi fissata al marzo 2017, verrà ancora prolungata, lo ha praticamente detto Draghi (per chi aveva orecchie per intendere). Ed allora vedrete che va a finire come il Qe americano, che doveva durare dodici mesi e poi siamo andati avanti per tre anni.
Comunque sia, il mercato non ha gradito ed allora Francoforte e Parigi hanno perso il 3,6% mentre Londra ha limitato il calo al 2,3%.
Impressionante, ed a mio avviso decisamente superiore alle attese, il balzo dell’euro tornato di colpo in area 1,09 nei confronti del dollaro. Che botta per coloro che, seguendo i consigli di Goldman Sachs, erano ribassisti sul cross Eur/Usd.
Gli indici americani in questo momento trattano sotto la parità, ma soltanto per pochi decimali.
Sul nostro Ftse Mib (-2,47%) qualche titolo si è salvato dalle vendite, si tratta Snam Rete Gas (+3,44%) e Terna (+0,64%) dopo che l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas ha aumentato la remunerazione per le reti energetiche.
Il terzo titolo in guadagno è il solito Yoox Net-a-Porter (+1,14%) che, inanellando il settimo rialzo di fila, arriva ad un soffio dal proprio record storico stabilito il 3 gennaio dello scorso anno.
Per il resto solo frecce rosse.
In fondo alla classifica odierna Campari (-4,99%), Banco Popolare (-4,32%) e Luxottica (-4,26%).
Naturalmente ora tutti gli occhi sono puntati su Wall Street che potrà cercare solo di limitare i danni.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
