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Qualche aggiornamento

Creato il 21 settembre 2014 da Vortoj

E’ appena trascorso soltanto un mese dal rientro ma le cose da fare sono state talmente tante che mi sembra di esser qui da una vita. Aver perso anche il sabato come giorno di riposo si fa sentire. La domenica non basta, soprattutto se -come dovrò fare fra qualche ora- devi trascorrerla in biblioteca per completare degli assignment richiesti per il martedì. Ho iniziato oltre che a lavorare nell’asilo, dove prima ero solo volontaria, anche il training per diventare Certified Montessori Teacher. Ne sono letteralmente entusiasta ma..tra l’asilo, la programmazione didattica, il training, la mole enorme di compiti e gli spostamenti in macchina (con traffico) non c’è più traccia di quel tempo libero che dava inizio a questo blog. Ma la stanchezza che deriva quando fai qualcosa che ti piace tanto è fonte di grande soddisfazione. In fondo sono dieci mesi, posso sopravvivere…finchè le occhiaie non scaveranno del tutto il mio volto…perché quando ci sono troppe cose in ballo io non dormo, non è che dormo male proprio non dormo perché penso a come farle e come farle meglio. Ma sono fiduciosa che a breve il corpo crollerà e troverà la sua quiete notturna.

L’inizio non è proprio andato come me l’aspettavo, all’asilo c’è stato qualche problema organizzativo/amministrativo a cominciare dal fatto che dopo tre settimane non avevo ancora firmato nessun contratto di lavoro e regnava una sorta di disorganizzazione  proprio all’italiana che mi stava davvero infastidendo. Però l’esperienza insegna e quantomeno sono riuscita a farmi valere, ho ottenuto il mio contratto e ci si è chiariti su diverse cose che proprio non mi andavano giù. Che tanto quando sei abituata a lavorare gratis cosa hai da perdere in fondo? Io sono una persona tanto tanto disponibile ma quando passo il limite so diventare cattiva anche se poi mi sento in colpa perché credo sempre nell’ingenuità delle persone e credo che difficilmente se ne approfittino. Con la direttrice dell’asilo c’è sempre stato un ottimo rapporto lavorativo e soprattutto grande stima e ammirazione reciproca, ma quest’anno non so se è l’avanzare dell’età e il fatto che sia malata – e quindi le conseguenti preoccupazioni- sembra si stia perdendo qualcosa. Fortunatamente insieme a me lavora una persona speciale, è lettone, è un’insegnante Montessori è la mia tutor, è qualificata preparata e molto brava. E’ bello svegliarsi la mattina ed andare a lavoro sapendo che troverai una persona simile a te con la quale vai tanto d’accordo e sai che vi farete anche un sacco di risate perché è vero che ci sono certe giornate più difficili di altre, ma avrai sempre la certezza che non passerà giorno che insieme ai bambini non ti divertirai o non riderai almeno per 5 minuti con ognuno di loro. Ma delle avventure nanesche ne parlerò meglio in seguito.

Intanto sabato scorso ho dovuto fare una di quelle cose che sono proprio un toccasana per gli ansiosi e anche un po’ ipocondriaci: Il corso di primo soccorso! Si chiama First AID e CPR che sta per “Cardiopulmonary resuscitation” ….preferivo rimanere all’oscuro del significato dell’acronimo, che “resuscitation” proprio non mi piace. Per la prima volta ho avuto serie difficoltà di comprensione, non so che accento avesse l’istruttore ma sommato al fatto che utilizzava parole per me sconosciute (anche in italiano) sono state 6 ore di SOFFERENZA sotto ogni aspetto: soffrivo perché capivo poco, soffrivo perché richiedeva una partecipazione attiva che non ero in grado di dare visto che 1) non sono una brava attrice in grado di simulare e 2) non mi pace il contatto fisico con gli sconosciuti; soffrivo perché mi saliva l’ansia, c’erano scenari a cui io non avevo mai pensato, di cui ho preso coscienza per la prima volta e di cui ora ho PAURA anzi TERRORE; soffrivo perché faceva troppo caldo. Non sono in grado di reagire a uno scenario simulato, come potrei farlo nella realtà? Fare il massaggio cardiaco a quei manichini con l’istruttore che urla che non c’è tempo…. è faticosissimo e angosciante (ed è solo un brutto manichino!) e per non parlare poi di tutti i casi di amputazioni, emorragie, perdite di occhi, di denti  e di tutto un po’. No, non je la posso fa. La mia personale conclusione è stata: qualsiasi cosa accada tu chiama SEMPRE il 911 ma….sarei in grado di spiegare cosa sta succedendo? Sarei quella che scappa? Quella che rimane pietrificata? Quella che pensa ma tanto ora arriverà qualcuno a far qualcosa!(?). E aiuto se succede qualcosa a me? Caz.. a casa non ho neanche una garza ma che incosciente sono? In macchina non ho neanche un paio di guanti! Ma se succede a me per favore non lasciatemi trasportare in ospedale che non posso permettermelo! Sono uscita da lì stremata, impaurita e con la voglia di voler solo rimuovere tutto dalla mia testa. Ma mica facile.

Ad ogni modo questo blog è ora diventato privato per due motivi principali: 1) mi sono ritrovata un forum di padroni di cani folli che hanno avuto da ridere su un mio post ironico e a nulla è valso spiegare le mie ragioni e l’ironicità dello scritto, e siccome le signore in questione hanno avuto la briga di leggersi tutto il blog (con conseguenti commenti) la cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che forse forse non mi andava più bene che degli sconosciuti giudicassero la mia vita in tal modo e sapessero tutto di me e 2) il blog non era più tanto anonimo e ormai visibile su google solo cercando “vivere a seattle”, pertanto credo che anche qualche genitore dell’asilo dove lavoro ci sia arrivato e onestamente mi fa sentire a disagio che si sappia troppo della mia vita e dei miei pensieri in ambito lavorativo. Continuerò però a scrivere perché questo è il mio spazio che ho ritagliato con tanta cura e se tra chi ho invitato a leggermi ci sarà ancora chi vorrà seguirmi io ne sarò estremamente felice.



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