Ho aspettato qualche giorno, che le bocce si fermassero almeno un po’. Le cose si stanno ancora muovendo però è arrivato il momento di farsi delle domande serie sul caso Aironi.
Una premessa è d’obbligo: lo so che qualcuni mi dirà che questo è un attacco – a seconda delle simpatie/antipatie – alla FIR, agli Aironi, a Dondi, agli antichi Egizi e ai Maya. La verità è che sono semplici domande, che a mio modestissimo parere o sono state eluse o hanno ricevuto risposte vaghe o incomplete.
“Non avremmo voluto intervenire, siamo obbligati a farlo. Se sarà franchigia federale, lo sarà in maniera temporanea”. Questo è quello che a grandi linee va dicendo da qualche tempo il presidente federale Dondi.
La domanda mi ronza in testa da un po’ e mi chiedo: davvero la FIR era obbligata a intervenire e a togliere la licenza agli Aironi? Non c’erano altri modi di affrontare i problemi? Mi si dirà che avevano dei debiti. Verissimo, ma qui entrano in ballo due questioni:
1) le due franchigie devono presentare il bilancio entro fino gennaio. L’ipotesi concreta di escludere gli Aironi è iniziata a circolare settimane dopo. Un po’ di tempo sarà servito per vedere i bilanci, ma per capire se la coperta era più o meno corta non credo servisse tutto quel tempo. Alla fine ci si è trovati con un bando che stante anche la crisi economica, aveva tempi talmente stretti e pretese tali che non poteva non andare deserto o quasi.
2) per l’iscrizione alla Celtic League, poi diventata Pro12, le due franchigie hanno dovuto presentare una fidejussione di tre anni: perché non è stata utilizzata per coprire il buco degli Aironi? Alla fine a quello serve lo strumento finanziario in questione. Qualche consigliere importante e particolarmente in auge in questo momento avrebbe dichiarato poi in sede di consiglio che la fidejussione potrebbe non essere escutibile. Come non era escutibile? Vuol dire allora che non lo era sin dall’inizio e che gli Aironi sono stati iscritti due anni fa con un “vizio” di questa portata? E non è bello ricordarlo, ma va detto: le due formazioni inizialmente indicate per la partecipazione al torneo celtico – Pretoriani e Aironi – non esistono più. E sono passati appena due anni.
Torno quindi alla domanda iniziale: la FIR era davvero obbligata a ritirare la licenza agli Aironi o è stata esercitata una scelta? Magari una scelta legittima, ma una scelta fatta e non annunciata. Perché in questo caso ci troveremmo di fronte a una sorta di crisi pilotata, in cui sin dall’inizio si aveva ben presente dove andare a finire. Magari facendo la scelta migliore, ma perché non dirlo?
Piccolo giallo infine sulla presenza o meno dell’avverbio “provvisoriamente” riferito alla volontà della federazione di mettere in piedi una franchigia federale. Un avverbio che c’è nella prima versione del comunicato FIR ma assente nella seconda. Il disguido è dovuto a un semplice errore.
Certo che quella parola cambia totalmente il senso della frase, ma alla fine tutto questo è secondario perché alla fine la domanda è molto semplice: questa franchigia federale la FIR quanto la vuole davvero?
UNA VIGNETTA DE L’ANGOLO DEL VILE
