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Quando un pollaio diventa architettura e paesaggio

Da Dana Frigerio @danafrigerio

Quando un pollaio diventa architettura e paesaggio
Quando un pollaio diventa architettura e paesaggio
L'idea
Il pollaio per il giardino vivaio Ciancavarè è il primo di una serie di piccole costruzioni che ricercano il dialogo luogo-funzione-materiale portato avanti dal nostro studio. L'oggetto deve dialogare con il contesto in cui sorge. Al materiale da costruzione, di recupero o comunque povero, attraverso un'idea forte, viene data nuova vita e nuovo significato. Ottimizzando le risorse per creare oggetti piacevoli a basso costo.
Nel segno della passione per il giardino e per le piccole architetture insieme al Vivaio Ciancavarè di Pontedassio -IM- abbiamo realizzato questo pollaio. Nato da un sogno, passato per uno studio architettonico ed una maquette, ieri , 25 aprile 2012, due galline ed un gallo hanno fatto il loro ingresso ufficioso nel poullaier che ha preso forma a cavallo di un muro a secco in pietra in località Ciancavarè appunto...
Il pollaio è una delle realizzazioni che traducono in architettura quello che è il nostro pensiero: progettare ad una scala integrata con il paesaggio, seguendo le tradizioni costruttive locali ed una certa idea di "bello" di cui abbiamo bisogno come uomini oggi più che mai...
Quando un pollaio diventa architettura e paesaggio
Quando un pollaio diventa architettura e paesaggio
Il piccolo Tiziano ha aspettato tutto il giorno l'arrivo del primo uovo...ma ahimè le due nuove ospiti dovranno prima accasarsi nella nuova dimora per poter produrre!
Quando un pollaio diventa architettura e paesaggio
Cosa: pollaio mobile in legno riciclato, formato (circa) 1x2x1,7
Chi: Lara Sappa e Fabio Revetria di Officina82 + Andrea Beoletto, architetti a Garessio (Cn)
Per chi/dove: Clémence Chupin e Daniele Gammino del Vivaio Ciancavaré di Pontedassio (Im)
Buffet: mezzi bastoncini di grana + scacchi di focaccia alla salvia; brindisi in champagne aromatizzato alle erbe effetto campari prodotto in proprio da Marcone il ceramista.
Quando un pollaio diventa architettura e paesaggio
dal blog di Daniele Mongera:
All’imbrunire è arrivata Giovanna a spiegare ai residenti che quello lì dove pestavamo l’erba era il Piano del Cavaliere. Che in ligure “cian” (letto scian) vuol dire piano, e che una discreta radura lievemente terrazzata sotto al Monte Cavallo non poteva che essere del cavaliere. Quindi, complice la luce scarsa e la velatura del cielo, l’happening ha preso un’imprevista virata seppia verso di mistero (che Cavaliere?, e quando?, e: non eravamo a Ciancavaré per le galline?). Sul tavolino improvvisato per l’inaugurazione del pollaio la boy band degli architetti di Officina82 + Andrea Beoletto aveva allestito il buffet. Aperitivo rigorosamente da mangiare e bere a intuito, vista l’ora, perché a salire da Marina degli Aregai, dopo la mostra, ci va una mezzora e tutti, regolarmente, fanno tardi a ritrovarsi: colpa degli ulivi e delle querce che pasticciano il percorso della stradina che sale da Villa Viani e porta al vivaio di Clémence e Daniele. In un’azienda bio un pollaio che si rispetti non può mancare. Due galline ovaiole e un gallo “no logo” (incroci domestici spontanei), nuovissimi come lo stabbiolo messo in piedi da Martin Hackemberg, ebanista tedesco trapiantato a Helsinki da quarant’anni, professore alla Kuvataideakatemia, la Scuola di Belle Arti della capitale. Che, da woofer, è capitato a Ciancavaré giusto in aprile, venti giorni in Liguria a rimorchio del Salone del Mobile di Milano. Il progetto, con tanto di pannello laterale scorrevole per la raccolta delle uova e piccionaia per gli uccellini del bosco era già pronto, insieme ai pallet e alle assi da cantiere, ai coppi e alla rete esagonale radunati sotto alla roverella. Gli allievi erano pronti e il maestro si è manifestato: in 10 giorni effettivi il cantiere della casetta mobile, appoggiata al muretto a secco, si è chiuso. Da qualche mattina Pietro il Gallo e le due squinzie si svegliano e fanno colazione nel dehors vista giardino, vista vivaio, vista colline e (quando può) vista mare, con una certa invidia dei sapiens-sapiens per stile, proporzioni e inserimento paesaggistico. In separata sede i progettisti hanno confessato il ricorso alla sezione aurea (o proporzione divina). Insomma un rapporto di 1:618 che in natura va alla grande, e anche in architettura, da Fidia in poi. Una misura che vuol dire bellezza e armonia. Ignorando il retroscena, molti hanno ironizzato su Pietro godendosi intanto la location e producendo, tra una tartina e il cin-cin, un certo schiamazzo. Ma Pietro ha continuato a dormire.
Lara Sappa
Architetto&Paesaggista
[email protected]
Officina82 studio associato
Via Aleramo, 127 - 12075 Garessio (CN)
www.officina82.com
tel./fax. +39 0174/803597
+39 329.3154285

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