Magazine Diario personale

Quanto manca? Tre gastriti e mezzo.

Da Doppiogeffer @DoppioGeffer

Gennaio giunge al termine con giornate soleggiate e poco fredde.L'Etna è ricoperta di neve e chi può se la gode pensando al Carnevale ormai imminente.Chi può.Perchè una bella percentuale dei miei conoscenti è purtroppo chiusa in casa a causa degli imminenti esami della sessione infernale invernale.Tra questi anche la sottoscritta che, sfiga vuole, ha ancora lezioni (e quindi perde mezze giornate di studio per sport).Però, tra studio e lezioni ci son anche le lauree.Agognate, desiderate, bramate, attese lauree.Eh, la laurea... quel momento idilliaco tra "non sono più uno studente!" e "ora sono un disoccupato con titolo accademico!".Un momento di pura gioia per il/la laureato/a, i suoi amici, il partner e la famiglia.Ma non per me. Per carità, sia chiaro che non nutro alcuna invidia nei confronti di chi sta conseguendo tale pezzo di carta ma anzi, son veramente felice specie se so quanto abbia sudato per ottenerlo...però diciamo che è il contesto a causarmi ulcere last minute.Ovvero, non è la laurea (o chi si laurea) in sè a farmi girare gli orbitali. No, la vera e unica causa di tutto ciò è il parentado.Il MIO parentado.
Scena: laurea di un parente.Discussione tesi, proclamazione, applausi, corsa per cambiare il tagliando delle strisce blu ormai scaduto, immersione degli stivaletti in una cacca di cane lasciata sul marciapiede, foto con il laureato. Abbracci, baci, complimenti vari.E finalmente il brindisi.Io:<<Mmh, ho una strana sensazione...>>Fidanzato:<<In che senso?>>I:<<Mi sento osservata...non è che ho lasciato impronte di cacca di cane lungo il corridoio, vero?>>F:<<No dai, ti sei pulita...to', guarda chi c'è.>>I:<<Chi c'è?>>LEI. La zia in menopausa e acida.Lei con il suo quintale e mezzo di stucco sul viso, i vestiti colorati per sembrar giovane e il capello tinto e ritinto.ZA:<<Oh, tesoruccio, anche tu qui?>>I:<<Sì zia.>>ZA:<<Bella la laurea, eh?>>I:<<Sì zia.>>ZA:<<Eh, tesorino, adesso non dovrebbe toccare a te?>>I:<<Sì zia.>> (scongiuri fatti dentro la tasca del cappotto)ZA:<<Certo che però son tanto brutte le toghe...>>I:<<E' tradizione.>>ZA:<<Non te lo lascio dire perchè Tizio, Caio e Sempronio non le hanno indossate! Nemmeno io la indossai e nemmeno i miei figlioli.>>I:<<Cosa vuoi che ti dica...>>ZA:<<Il giorno in cui deciderai di laurearti la indosserai?>>I:<<Da me è tradizione quindi sì.>>ZA:<<Chissà quando sarà.>>I:<<Già.>> (altri scongiuri più tentativo vano di toccare le parti basse del fidanzato per ampliare l'effetto anti-scalogna)ZA:<<Hai visto che c'è Serenella?>>I:<<Sì.>>ZA:<<Uh, com'è magra! Starà sicuramente male. Tu che ne pensi? Ah, ma hai visto che Filiberto ha preso un posto fisso? E pensare che è pure più piccolo di te....ma invece sai chi è la fidanzata del laureato? E perchè hanno la coccarda blu? Ma il giorno in cui ti laureerai tu che coccarda avrai? Ma metterai la gonna vero? E anche il tuo ragazzo quando ha intenzione di laurearsi? Bla bla bla bla bla...>>Ad ogni laurea in famiglia c'è lei. Ad ogni "maledetta" laurea c'ho lei attaccata all'orecchio.Lei e quel suo quintale di stucco. Lei e quel suo sorrisino falso, con quei suoi modi falsi di esser affettuosa.Lei che mi sta facendo odiare il giorno in cui anche io mi laureerò.Anzi, a dirla tutta, ogni qualvolta in cui lei mi porge questa fatidica domanda l'esame successivo a tale incontro mi va male.Vi giuro, mi sta passando la voglia di completare gli studi.Ormai vedo quel giorno non tanto come il coronamento di un sogno e la conclusione delle mie disavventure, quanto come un obbligo sociale.Anzi, un obbligo familiare.Sono consapevole di aver perso tempo, ma tra tutto quello che ho vissuto lì dentro e la mia salute non ho potuto far altro.Eppure sono qui, determinata a concludere.Però, dannazione, non ne posso più di avere il suo mefitico alito sul collo. Non ne posso più di sopportare il suo sguardo altezzoso misto ad un'insensata pietà.
Giuro che il giorno della mia laurea non lo dirò a nessuno. Saremo io, il mio uomo e il mio cane.
In auto:F:<<Amore ma che hai? Sembri depressa.>>I:<<M'è venuta la gastrite da nervoso.>>F:<<Devi smetterla di farti il sangue acqua ogni volta che la incontri. Non devi ascoltarla.>>I:<<Non è facile. Però ho preso una decisione.>>F:<<Cioè?>>I:<<Al prossimo funerale mi ci avvicinerò e le dirò, con il suo stesso tono melenso, "Eh, adesso tocca a te, non credi?".>>A la guerre comme à la guerre,cacchio!

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