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Quanto vale una famiglia?

Creato il 22 settembre 2010 da Manuel
Quanto vale una famiglia?
MI FERMEREI.
SE FOSSI IN RICCARDO RICCO’ SCENDEREI SUBITO DI SELLA E PENSEREI A QUELLA COSA CHE VALE BEN PIU’ DI UNA QUALSIASI VITTORIA.
Quanto vale una propria famiglia? Io non lo so perché non ho una famiglia mia. Ma quando leggo del nuovo guaio che coinvolge il ciclismo italiano, vedendo chi è la persona finita sui giornali (il ciclista Enrico Rossi della Ceramiche Flaminia), mi viene da chiedermi in che razza di situazione rischia di ritrovarsi Riccardo Riccò.
Lo scalatore italiano stava faticando come una bestia per riuscire a trovare uno spiraglio di credibilità, ed ecco arrivare la notizia dell’arresto del fratello della sua fidanzata Vania Rossi. Vania, che ha passato la fine dell’inverno e la primavera a risolvere i propri guai per una positività – poi risoltasi con le contro-analisi – ai Campionati Italiani di ciclocross. L’accusa per il fratello della donna è pesante; Enrico Rossi è considerato una figura di primo piano, dopo un’azione anti-doping dei Carabinieri che ha coinvolto più di 30 persone, alcune di queste arrestate.
Fossi in Riccò scenderei di sella e penserei per prima cosa al suo ruolo di fidanzato e papà. Due anni di squalifica, il ritorno alle corse ed ecco la fidanzata fermata per doping quest’inverno. Poi l’esito delle contro-analisi che sistema tutto anche se con tanti dubbi. Ora il fratello di Vania arrestato, e che era compagno di team di Riccardo finché Riccò non ha trovato l’accordo con la VacanSoleil. Perché? Sapeva che Rossi gestiva veramente il doping, e viste le rogne del passato ha preferito cambiare aria per non rischiare ancora di finire nei guai?
Di domande possiamo farcene tante, ma se fossi in Riccò ora penserei solo alla sorella di Enrico Rossi che è, prima di ogni cosa, la donna che a Riccardo un figlio glielo ha dato. Se Riccò sapeva di quello che il “cognato” Enrico gestiva, dovrebbe andare a nascondersi in Siberia e stare lì a vendere ventilatori. Se queste tre persone sapevano quello che poteva capitare, bisognerebbe prendere i loro tesserini targati FCI e usarli per accendere il fuoco della stufa, visto che le serate iniziano a rinfrescare.
Ma se fossi nella sua posizione, per prima cosa scenderei di sella e mi fermerei almeno un’altro anno. Farei il padre, prima di ogni cosa questo, e starei vicino a una donna che ha visto il fratello arrestato per doping. E penserei, come mai prima d’ora, se lo ha fatto, se non fosse anche veramente il caso di “andare a lavorare”.

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