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Quel che (non) resta del mese #24

Creato il 08 giugno 2015 da Hermosa @DeOrnatuMulieru
Maggio è stato un mese intenso sotto molti punti di vista, anche quello cosmetico. Sono stata presa da una furia purificatrice che ha fatto sì che finalmente dessi fondo a molti prodotti che erano lì lì per finire da troppo tempo. Ho anche fatto una impietosa selezione nel mio stash cosmetico e molti prodotti sono finiti direttamente nel sacchetto dell'indifferenziato (non sono presenti in questo post perchè sarebbe un imbroglio mega galattico considerarli come finiti) mente altri sono andati in adozione tra colleghe e familiari. E' stata solo una prima cernita, so perfettamente di dover ancora fare maggiore pulizia ma vi assicuro che giá mi sento meglio. 

In realtà ho usato lo stesso criterio per il mio armadio, la mia scarpiera e anche alcune persone da troppo tempo inutilmente presenti nella mia vita: via tutto, aria nuova e pulita. Ma questo è un discorso a parte: se vi interessa, fate  un cenno che vi infliggo post dedicato. Tornando ai finiti, anche senza contare gli eliminati nella fase di decluttering estrema, sono discretamente fiera di me. Questa è la solita foto di gruppo

Quel che (non) resta del mese #24



Ci sono grandi amori che centellinavo come il Minu Davines*, il duo Active Pureness [ Comfort Zone ]* o l'olio corpo della Douglas* e prodotti che detesto o quasi come lo scrub Queen Helene, il mascara Eyeko e i vari Ultra Dolce. Sugli Ultra Dolce prima o poi dovrò decidermi a fare una riflessione approfondita: continuo a comprarli a ogni nuovo lancio, continuo a non trovarmici bene. Salvo il loro Mandorla e fiore di Loto ma solo perchè é stato uno dei miei primi bio. Deve esserci qualcosa di sbagliato in me o qualcosa di profondamente corretto nel loro marketing.  Sì, la maggior parte sono comunque prodotti per capelli: mi sono accorta che sono una mia fissazione particolare e che, ahimè e purtroppo, per quanto li curi e coccoli e sommerga di impacchi, maschere etc restano sempre più o meno gli stessi: sottilissimi, facili alla spezzatura, indomiti ad ogni piega. Non che le cure non servano: ma al sogno di avere quei bei capelli forti e dalla struttura piena è ora che io inizi a rinunciare. Nemmeno la linea Remplumping della Davines* è riuscita più di tanto nello scopo: nell'immediato sì ma, appena finiti, sono tornata alla mia solita inconsistenza. Ultimo shampoo finito, quello al Karitè dei Provenzali: lo confesso senza timori, pur di eliminarlo dalla mensola della doccia l'ho usato per i pennelli. Capitolo a parte i due Podovis: sono prodotti assolutamente quotidiani e per quanto mi riguarda perfetti. Fanno il loro dovere, costano poco, sono facilissimi da trovare (grande distribuzione). Lasciano una patina bianca abbastanza evidente per cui ora che ho iniziato ad usare i sandali sono passata alla versione deodorante spray, invisibile. Ma con i primi freddi, tornerà a fare parte dei miei prodotti. Stesso discorso- patina bianca a parte- per la mini size della crema L'Occitane alla mandorla: ha protetto le mie mani egregiamente tutto questo autunno inverno mentre ero fuori casa e lo farà di nuovo- magari con una profumazione diversa, il prossimo anno. Infine, un paio di prodotti che ho finito con enorme soddisfazione: il mascara Eyeko, di cui avevamo parlato qui e che, essendo amato da tante, mi ha fatto sempre sentire una a cui sfuggiva qualcosa non riuscendo nemmeno ad apprezzarlo e lo scrub corpo della Queen Helene: era per il volto ma l'ho trovato aggressivo e poco efficace. Chè poi, come faccia uno scrub ad essere aggressivo e non funzionare, ancora me lo sto chiedendo.... L'ho usato per il corpo, in dosi industriali, e addio per sempre. Last but not least, il detergente visto Lavera: ricevuto al Cosmoprof 2014- sì, avete letto bene- l'ho usato al mattino per sciacquare il viso, alternandolo allo scrub alla rosa di Natur House. Mi è piaciuto? Senza infamia e senza lode, al punto che, di tutti i prodotti di cui vi ho parlato qui e a cui non ho ancora dedicato un post è l'unico per il quale non penso di farlo.  E con questo è davvero tutto. Dubito che giugno mi vedrà produrre tanti finiti, anche perché è nuovamente cambiata la mia routine e i prodotti che più uso. Ma sono invece sempre più certa che la direzione giusta, per quanto mi riguarda, è quella dell'alleggerire e ridurre. Dello scegliere e selezionare sempre di più, con standard sempre più alti. Less is more, dicono certi, e io inizio a crederci moltissimo.    

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