Magazine Cinema

Quel treno per Yuma

Creato il 18 gennaio 2011 da Deasilenziosa

Dialogo di commenti e opinioni a ruota libera fra la sottoscritta e Ale su ‘Quel treno per Yuma’ (2007), remake dell’omonimo film del ’57.
Ne sono uscite delle buone idee e svariate curiosità, che a mio avviso, sì, vale la pena trascrivere qui sotto.
In attesa delle ‘recensioni ortodosse’ dei due film da parte della sottoscritta.

Aurora: In questo film Ben Wade è Russell Crowe laddove nel ’57 era Glenn Ford; Evans è Christian Bale, mentre nel ’57 era interpretato da Van Heflin
Aurora: A me questo film di Mangold piace molto, è vero che è molto fedele all’altro film, in dialoghi e storia,
parafrasando Hitchcock direi che è la stessa storia del ‘57 con l’aggiunta delle parti interessanti e avvincenti!

;)

Scherzo, rispetto molto il film del ’57, ma questo mi piace di più!

Alessio: Concordo…

:)
per quanto l’altro sia un bel western classico, questo è un remake decisamente superiore sia in termini di caratterizzazione dei personaggi che di episodi emozionanti!

Aurora: C’è molta più azione e al contempo i personaggi sono psicologicamente più complessi, più sfaccettati, più ambigui.
Hanno aggiunto delle tematiche sociali dell’epoca, il tema dell’avanzare della ferrovia e delle speculazioni (e ingiustizie) ad essa legate.
Poi, svolgendosi la storia in Arizona, non mancano accenni ai segni lasciati dalla guerra (di Secessione) finita da poco
Aurora: L’altro film era molto ‘parlato’, e in fondo basato su una divisione abbastanza elementare fra buoni e cattivi.. Con una redenzione finale prevedibile
Qui invece niente è come sembra!

Alessio: il che non vuol dire che ogni remake che si fa ora sia necessariamente migliore di quanto fatto decine di anni fa, ovviamente… stavolta è riuscito molto bene però

Aurora: io dei remake diffido sempre, ma ci sono le eccezioni, come questo film.
Aurora: Nella versione del ’57, Quel treno per Yuma inizia con la canzone di Frankie Laine, ti ricordi?

Alessio:

:D
avevo cercato di rimuovere.

Aurora: In questo remake del 2007 invece hanno fatto una scelta che ho apprezzato molto: la colonna sonora è piuttosto un commento musicale, e molto bello (candidatura all’Oscar infatti)!
Musica discreta e non invasiva che si fonde perfettamente con ciascuna situazione rappresentata esaltandone il pathos: i momenti intimi, le belle scene d’azione, le sparatorie, gli assalti alle diligenze, gli inseguimenti…
Aurora: Insomma va visto
Infatti andiamo a vederlo, sta cominciando!
Alessio: ok, pronti!

Aurora: Sono stata colpita fin dall’incipit dalla grande differenza fra la figura del contadino Evans (C. Bale) in questo film di Mangold, e l’Evans interpretato da Van Heflin nel film di 50 anni prima.
Aurora: Van Heflin sembrava tagliato per il ruolo di rude contadino pieno però di valore, coraggio e dignità.
Era anche uno che sapeva farsi valere all’occorrenza.
In questo film invece C. Bale/Evans è molto più tartassato dalle disgrazie e anche molto meno rispettato: sia dai compaesani, sia in famiglia, fin da queste prime scene si vede il disprezzo dei figli, specie del maggiore;
Aurora: Evans/Van Heflin era un eroe per i figli; e la moglie, seppur sembrasse rimproverare al marito di essere un po’ troppo ‘passivo’ in certe cose, tuttavia era più ‘amorevole’ rispetto alla Alice di questo film moderno;
Aurora: La moglie di Evans/Bale qui, è più fredda, più sprezzante nei confronti del consorte, più scontenta, più brontolona.
Poi, qui Evans/Bale non solo è in difficoltà per la siccità, ma ha già contratto dei debiti, è zoppo, ha un figlio tubercolotico…
Qui compare la Southern Pacific, compagnia ferroviaria che, avanzando, aveva bisogno di terra per costruire binari;
E ci sono quelli come Hollander, ricchi profittatori e strozzini travestiti da cittadini rispettabili, che speculavano appunto sulle difficoltà economiche dei proprietari di terre per acquistarle a poco prezzo (Hollander dice a Evans: “La tua terra vale di più senza di te!”), non disdegnando di ricorrere a minacce e atti di violenza.

Aurora: L’altro Evans/Van Heflin del ’57, invece se la passava male ma non era indebitato, va a Bisbee a chiedere un prestito e certo non viene maltrattato né picchiato: l’uomo a cui chiede il prestito lo tratta con rispetto e gentilezza, dicendo che non può prestargli nulla perché è anche lui in difficoltà. Ricordi?

Alessio: sì… Van Heflin, come tutti i protagonisti del western classico, era un Vero Uomo del West, che può magari versare in difficoltà varie, però è sempre… SOLIDO, come dire. Nel remake, c’è stato un discreto cambiamento del personaggio di Evans, che è molto più sfumato verso la tipologia del “perdente”.. e Christian Bale ci si adatta bene.

Aurora: Ecco la scena della diligenza. Quanto ad azione non ci sono paragoni: nel film con Glenn Ford si risolveva semplicemente con le vacche che ostruivano la strada
(poi avveniva ugualmente l’assassinio del conducente e di uno della stessa banda da parte di Ben Wade)
Invece in questo film c’è un vero e proprio assalto, veramente spettacolare

Alessio: il primo grosso cambiamento rispetto all’originale: le scene d’azione, tipo questa o tutto il viaggio di trasferimento da Bisbee a Contention (del tutto assente nella versione del 57).
E questa è un’ottima scena

Aurora: sì, mi piace moltissimo
Molto veloce
lo sai che adoro le scene d’azione ben fatte

Alessio:

:)

qui è un gran bell’assalto
Alessio: L’ho detto la prima volta che l’ho visto e lo confermo sempre… Russell Crowe – per quanto la sua prova qui sia abbastanza buona – non ha la faccia da western. Né da western classico (non riesco a vederlo a fianco di John Wayne) né tantomeno da spaghetti-western…
al più potrebbe fare il commesso viaggiatore dell’est.
Tanto resto di quest’opinione.

Alessio: “ODIO i pinkerton”

:)

Aurora: se ascolti il film in lingua originale scopri che, mentre nella traduzione italiana a Charlie fanno dire 2 volte ‘odio i Pinkerton’, in realtà lo dice solo la prima volta: la seconda volta, nelle gallerie, dice “I HATE POSSES”!
Aurora: Stiamo parlando del terzo vero e proprio protagonista: Charlie Prince!
Nel film del ’57 c’era un Charlie braccio destro di Wade, ma era un personaggio molto marginale.
Qui il personaggio Charlie è diventato importante e magnetico, ed è una bella sorpresa, ed è recitato benissimo da Ben Foster.
Charlie Prince è il mio personaggio preferito del film, ruba la scena sia a Crowe che a Bale: io parteggio per lui, non per Evans né per Wade. E non mi piace vederlo definire ‘il cattivo’!
Aurora: la costumista del film ha detto che la intrigava molto l’idea di far vestire Charlie Prince, un bandito e temibile pistolero, di bianco (la giubba è una “white (double-breasted) leather jacket“)
Si distingue anche in ciò dal braccio destro di Wade/Glenn Ford del ’57:
quel Charlie là era completamente vestito di nero!
Era il classico pistolero cattivo fatto con lo stampino.

Alessio: direi che hanno studiato bene per caratterizzarlo. Movimenti felini, giubba confederata, pistole indossate in modo insolito e maneggiate con grande abilità, freddezza d’azione inconsueta…

Aurora: ti confesso che dopo questo film mi sono incuriosita e ho fatto delle ricerche in internet sulle giubbe confederate, in blog e siti americani;
questa è di cuoio, la costumista l’ha copiata in un museo, e pare che fosse una giubba da ufficiale
il che mi ha fatto un po’ fantasticare su chi fosse Charlie Prince prima di essere outlaw: un ufficiale sbandato reduce della Guerra di Secessione finita da poco?
Probabilmente sì, visto che ha grandissima prontezza decisionale e d’azione, una ferrea disciplina e mostra di essere molto abituato sia al combattimento sia al comando, quasi fosse stato un ufficiale, o un militare comunque.
E ha un coraggio indiscutibile, si butta nel rischio in prima persona, non manda altri avanti a lui: è lui che sta davanti quando c’è il pericolo.
Certo che lo ammiro.

Aurora: … Cercando il nome delle divise confederate sono incappata in un forum americano di appassionati di giacche e giubbotti visti nei film: ne cercano i modelli per farseli riprodurre nei minimi particolari e indossarli; e guarda qua:
http://www.filmjackets.com/forum/viewtopic.php?t=170

:D

Aurora: Quando ho letto a suo tempo molte recensioni in blog e siti di cinema italiani, mi sono accorta che il personaggio di Charlie Prince è stato trascurato dalla maggior parte dei recensori italiani, almeno da quelli che m’è capitato di leggere.
Aurora: Ne sono rimasta sconcertata: infatti, al contrario, i media e i blog e siti cinematografici americani si sono resi ben conto che Charlie Prince è uno “scene-stealer”, un personaggio che calamita l’attenzione e ‘divora’ la scena. Un colpo di genio di chi ha sceneggiato il film. Sono d’accordo.
Prince negli Usa, e all’estero in generale, ha colpito molto l’immaginario e anche il lato emotivo del pubblico, più che i personaggi di Wade/Crowe e Evans/Bale messi insieme…

Alessio: In effetti, pensandoci, se mancasse Charlie Prince così come è rappresentato qui, mancherebbero praticamente tutte le migliori scene d’azione di questo film, o comunque ci perderebbero.

Aurora: Esatto! Prince è presente (per forza di cose) in ogni scena d’azione, sparatoria, inseguimento: è quello che segue le tracce di Wade e guida la caccia ai suoi carcerieri.
Nella versione del 1957 manca del tutto la parte dell’avventuroso viaggio da Bisbee a Contention; così come non c’è un assalto alla diligenza all’inizio, e così come alla fine non c’è il lungo e bellissimo inseguimento/sparatoria.
In questo film ampliando le parti avventurose c’è stato bisogno di un personaggio forte che le reggesse e le rendesse anche particolari: infatti in ogni scena d’azione il vero protagonista per me è Prince/Foster.
E nessuna di quelle scene farebbe l’effetto che fa se non ci fosse lui.
Per questo credo abbiano dedicato tanta cura al disegno di questo personaggio.

Alessio: i Pinkerton vengono pagati 20 dollari al giorno! Credo che fosse una più che discreta somma, ai tempi. Chissà se è accurato.
Alessio: “Tommy era fragile, Tommy era stupido… Tommy è morto”. Come el guapo: che sia una citazione?

Aurora: Da Quien Sabe: “E allora El Guapo? Non era amico tuo?” “El Guapo… è morto” (mitico G.M. Volontè!)
Chissà se è citazione o caso.
Comunque l’agenzia Pinkerton era una società molto potente i cui servigi erano costosi; e i Pinkerton non sono mai piaciuti nemmeno a me, storicamente parlando. Vedi qui: http://www.farwest.it/?p=1395

Alessio: prima, nella scena dove, dopo che Charlie ha fatto allontanare lo sceriffo, tutti i ceffi della banda si avviano verso il bar,
hai visto quel che intendo quando dico che Russell Crowe non ha la faccia da western!?
Quelli della banda, il messicano Campos… o quell’altro che pare vestito come Bud Spencer, per es., quelli sono tipi da western alla Sergio Leone;
non Russell Crowe!
Alessio: il veterinario è riuscito a salvare il Pinkerton dalla pallottola nella pancia… si poteva portargli anche Cheyenne di C’era una volta il west?

Aurora: No. Cheyenne era troppo distante da un dottore, ed era passato troppo tempo dal ferimento. Ma che domande mi fai?
Aurora: …quando Ben Wade dice che non gli piacciono il grasso e i nervetti nella carne mi fa arrabbiare

Alessio:

:D
in realtà è mio fratello gemello

Aurora: e poi…in una famiglia che ormai vive di stenti
è cattivo Ben Wade, anche in queste piccole cose
Aurora: il film è studiato per ingannare molto bene sulla cattiveria di Wade, che esplode completamente nel finale, però lascia delle tracce per gli osservatori attenti anche durante la pellicola. La cattiveria di Wade ha vari sprazzi di incontinenza anche prima del finale

Alessio: che detto così sembra porti il pannolone….

:D

Aurora: uhm… con te non si può fare una chat cinefila

;)
però è vero, potevo dirlo con espressione più felice
:D

Alessio: ok, fondamentalmente aveva ragione Tucker, che si poteva sparargli subito nel saloon, a Russell Crowe…
solo che poi non facevano il film!

Aurora: più che altro si intravede una cattiveria d’animo profonda anche quando non feroce
perché anzi, è ipocrita
è viscido
è falso
e perciò pericoloso
(e Crowe è stato molto bravo a dargli vita, lui che ha interpretato quasi sempre personaggi positivi)

Alessio: sì… bè Crowe un po’ la faccia da viscido ce l’ha

:D

Tornando a Wade.. è un uomo istruito che si è votato alle rapine, non il classico desperado povero

Aurora: Non sono d’accordo con te! Sicuramente era povero, prima di diventare un famoso fuorilegge!
E’ solo al mondo dal’età di 8 anni, ricordi il racconto sulla madre prostituta che l’ha abbandonato? Come pensi sia sopravvissuto da allora? Wade sarà diventato un criminale già da bambino!
Adesso invece probabilmente è ricchissimo, veste bene, a
Contention offrirà a Evans una grossa somma per lasciarlo fuggire, una somma che per Evans è un patrimonio, mentre per Wade è solo una parte del bottino di una delle tante rapine…

Alessio: “istruito” per quei tempi, ovvero legge, disegna

Aurora: il ‘mantra’ di questo film, la frase di volta in volta ripetuta dalle persone più diverse per tutto il film, è ‘non parlargli’, ‘non dirglielo’, ‘non parlare con lui’, ‘se vuoi parlare parla solo con me’, etc, e in queste frasi è racchiusa la verità: non parlate con Wade, non ascoltate Wade perché Wade è un affabulatore, vi inganna.
Una specie di ipnotizzatore che usa le parole per essere suadente,
convincere che è diverso da quel che si pensa di lui, e da quel che è
tappatevi le orecchie quando parla
perché persuade anche il pubblico, di essere quasi un buon diavolo. Mentre non è così.
E’ un film molto ben riuscito non c’è che dire.

Alessio: soprattutto vuole instillare dubbi, seminare zizzania, mettere gli uni contro gli altri a proprio vantaggio
ci prova con la moglie di Evans
poi comprende che il ragazzo Will ha una certa ammirazione per lui e cerca di sfruttarla
e nel contempo cerca di fare ‘amicizia’ col padre (Evans)

Aurora: è intelligente, Wade, ma sfrutta l’intelletto per capire il punto debole del prossimo e manipolarlo.
Aurora: ok, ora c’è la scena di Tucker che canticchia e viene preso a forchettate
la prima volta ho pensato che il Ben Wade di questo film fosse uno psicopatico
una mente disturbata, intelligente ma folle
soprattutto alla fine del film

Alessio: sì, anche se Tucker l’avrei forchettato pure io probabilmente

Aurora: sì,
però guarda l’accanimento: è degno di un delitto passionale o seriale
di uno fuori di testa

Alessio: sì, certo, quelli che ammazzano con 50 coltellate
come se le prime 10 non fossero sufficienti
Alessio: una cosa… c’è tanta erba in giro, però in quella parte di Arizona non ci dovrebbe essere (molti più cactus, invece): il film è stato girato in New Mexico

Aurora: Bisbee esiste davvero, giusto?

Alessio: sì, è vicino a Tucson (e a Tombstone)

Aurora: ok

Alessio: Byron McElroy ..fa l’uomo timorato di Dio ed ha ammazzato un sacco di gente tutta la vita: ha fatto il bounty killer e ora è un Pinkerton.
Un altro della schiera di ipocriti dalla doppia faccia che popolano questo film

Aurora: infatti non mi piace affatto Byron. Però è un altro personaggio che arricchisce questa versione moderna del film.
Prima ho perso una delle mie scene preferite: quella del secondo assalto con incendio alla diligenza dove credono sia Wade.

Alessio: sì… molto crudele anche quella

Aurora: mah… non sono rimasta mai orripilata da quella scena, e non credo nemmeno che sia orripilante.

Alessio: come mai?

Aurora: perché in tutta questa scena ciò che mi affascina sono le qualità organizzative e di comando di Charlie Prince, la sua determinazione, la prontezza di riflessi e d’azione, l’idea che lui possa essere un capo migliore per la banda;
l’assassinio è una cosa da aspettarsi, siamo in un western con sparatorie, uccisioni e quant’altro!
Resto impressionata dal fatto che Prince è terribilmente in gamba, in modo quasi innaturale, ed è davvero più capace di Wade.
Aurora: Il bandito Jackson infatti dice di Ben Wade: “L’ha fatto lui lo sbaglio!”
Gli uomini non hanno voglia di farsi 80 miglia per lui (perché Wade è stato un tordo in effetti a farsi prendere, come ha visto una donna ha spento il cervello; e Charlie l’aveva pure avvisato), probabilmente pensano che Charlie li guiderebbe meglio, come capo.
E lo penso anche io.
Cercano di convincere Charlie a lasciarlo al suo destino, ma Charlie ha questo suo militaresco senso del dovere e della lealtà verso il capo… anche se è un capo che non merita!

Alessio: ecco, Jackson, bandito saggio che propone di lasciare Wade al suo destino dato che se l’è cercata … viene pure cazziato, poveraccio!

Aurora: e poi, per me Charlie Prince (ma vale anche per gli altri uomini della banda) è il personaggio più coerente e onesto di tutto il film
Le cose che fa non stonano mai con il suo ruolo, col suo credo e coi suoi scopi
Aurora: non tenta di darla a bere a nessuno: è un uomo semplice e intelligente, deve fare una cosa e la fa
ha uno scopo e lo raggiunge nel modo più diretto ed efficiente
L’ultimo da biasimare è Charlie Prince.
Aurora: Wade, Evans, Butterfield, Hollander e tutti i vari Pinkerton e i membri della Posse nelle gallerie, e gli sceriffi vari e i cittadini ‘perbene’ di Bisbee o Contention… te li raccomando, sono tutti ipocriti, sfruttatori, vigliacchi, e anche facili ai voltafaccia, come si vedrà.

Alessio: questo sì: Prince è uno dei pochi che rispetta sempre un codice d’onore e lealtà durante il film
Alessio: arrivano gli indiani…

Aurora: questa scena mi dice poco
la parte riguardante gli indiani intendo..
è solo un modo per far scappare Wade finalmente
sennò è poco credibile che dei dilettanti così non se lo facciano scappare mai fino a Contention

Alessio: sì!
mi chiedo se sia geograficamente corretto, il fatto che ci sia una scorciatoia tra le montagne della riserva apache…
Alessio: e in seconda battuta sono stati bravi a far vedere che c’erano i cinesi a sgobbare sui binari, cosa storica (ma non vorrei fosse successiva al periodo in cui si svolgeva la vicenda)

Aurora: il periodo della vicenda è circa il 1868

Alessio: Wade nella camera ha fiducia piena e totale nei suoi uomini, e sa che arriveranno prima delle 15… vero che è bravo ad imbambolare la gente, ma dove ne troverà altri così come Prince?
Senza di lui, già alla diligenza in fiamme rischiava di essere piantato

Aurora: Verissimo… credo che Wade abbia tutta quella sicurezza proprio perché confida in Prince e nelle sue capacità
Comunque… frase chiave di tutta la storia, detta da uno dei cattivi che sovrintendono i lavoratori cinesi negli scavi delle gallerie: “Qui la morale non c’entra per niente”
E’ molto importante, perché davvero in questo film ogni morale va a farsi benedire: non c’è nemmeno quella “redenzione” di Wade di cui ho letto in troppe recensioni per il web… e che invece non avviene mai, Ben Wade non si redime affatto!
Questo Ben Wade non è quello del 1957, che si redime davvero.
Aurora: Ed è appunto ciò che giustifica e assolve ai miei occhi Charlie Prince, facendone l’eroe del film, e quel che mi fa disprezzare sia Evans che Wade che gli altri
Evans, è anche lui ipocrita e bugiardo (ha detto varie menzogne alla moglie… E ha rubato, ha preso di nascosto la spilla della moglie per venderla, senza dirle nulla…).
Pensa a quando rimprovera Ben Wade per aver ammazzato Tucker, anche se lui stesso odiava Tucker a morte (è quello che gli ha incendiato il fienile per conto di Hollander) dicendo “un conto è volerlo morto e un conto è ucciderlo”
Ma che discorso ipocrita!
Se ti credi ‘timorato di Dio’ o diverso da un assassino, non dovresti voler morto qualcuno

Alessio: uh, non è per questione di cristianità suppongo… se andava in galera, nessuno provvedeva alla fattoria

Aurora: però, Evans in cuor suo desidera la morte di qualcuno, e mi sta bene, ma che non faccia l’ipocrita rimproverando gli assassini!

Alessio: fine pubblicità, sta per iniziare… arriva il momento di gloria dei cuor di leone a guardia di wade

:)

Aurora: bellissima tutta questa parte dopo l’arrivo della banda a Contention: di nuovo c’è il carisma di Charlie Prince
Aurora: e di nuovo Wade in camera ha tentato Evans, col denaro e le chiacchiere

Alessio: sì, è il minimo che poteva fare del resto;
veramente geniale, Prince corrompe i cittadini, mette una ‘taglia’ sui carcerieri di Wade… grande trovata questa

Aurora: però poi diventa un po’ controproducente…

Alessio: e bellissima la sequenza in cui Wade descrive esattamente come Butterfield, l’uomo che voleva Wade ad ogni costo, getterà la spugna, proprio mentre si comincia a vedere che nella stanza di sotto comincia a venirgli qualche dubbio

Aurora: sì, anche io stavo pensando la stessa cosa! La telecamera inquadrava esattamente cosa stava facendo Butterfield al piano di sotto, mostrando che le previsioni di Wade si sarebbero avverate da lì a pochissimo. Bella bella scena.

Alessio: sai… pensavo che se fossi stato uno dei banditi, nella sparatoria durante il tragitto, avrei mirato a Wade: nella concitazione, un colpo un po’ storto poteva partire, e non si sarebbe mai saputo chi aveva sparato…

Aurora: E’ fantastico adesso! L’idea di mettere un premio per chi uccide chi scorta Wade rischia di far uccidere Wade e non solo Evans! I cittadini sono dilettanti, non sanno chi è Ben Wade dei due, e sparano a entrambi pur di avere il denaro!
Si crea il paradosso: Charlie adesso deve difendere sia Evans che Wade sparando contro i cittadini scatenati da lui stesso!
E’ uno dei molti momenti sorprendenti di questo film… e dove i ruoli si confondono e scambiano, ancora una volta…
Bellissimo! Bella idea, bello spunto!

Alessio: Ed ecco Evans che a sua volta fa il tentativo di ‘persuadere’ Wade, con la storia strappalacrime della sua trista vita
il figlio piccolo tubercolotico, il figlio grande che lo disprezza perché lo ritiene codardo, la sua gloriosissima ferita di guerra infertagli in realtà per sbaglio da un commilitone durante una ritirata, e altra litania di disgrazie
Alessio: probabilmente Wade si lascia convincere a farsi portare al treno pur di non dovere più ascoltare una patetica lagna del genere

:)
tanto sa che poi i suoi uomini gli forniranno comunque i mezzi di andarsene
Alessio: sembra quasi che si prendano per i fondelli a vicenda

Aurora: e più Evans si lamenta più mi diventa antipatico
Aurora: bleah… Ben Wade tradisce tutti: sia la propria banda, che ha la sola colpa di essergli stata leale, sia Evans, dato che era già sicuro che sarebbe sceso presto dal treno, per giunta proprio col suo cavallo portato lì dai suoi uomini, che l’hanno servito anche di pistola, cappello e tutte le sue cose.
Un verme irriconoscente, immorale, senza codice d’onore.

Aurora: infatti, lo stesso Russell Crowe in un’intervista che rilasciò ai tempi del lancio del film, dice che il suo personaggio è davvero malvagio: e che si palesa appunto proprio alla fine del film, quando anche il pubblico ormai lo crede più o meno quasi una brava persona avviata all’espiazione!

Alessio: diventa sempre più chiaro perché “la frase chiave” è quella dell’uomo delle gallerie “qui la morale non c’entra per niente”
non c’è alcuna redenzione; e non c’è integrità morale quasi in nessuno

Aurora: Molte cose in questo film sono state create apposta per essere ingannevoli, lo dicevo sopra, che sono partiti dal principio che nella storia tutto fosse sfumato e molte cose ambigue.
Aurora: che nulla sia come sembra, che i ruoli siano confusi: pensa a quando Butterfield, prima di accettare di assumere Evans, gli chiede per chi aveva combattuto, se Nord o Sud. Evans dice ‘Nord’. E Butterfield: “bè nel nome (Southern Pacific) c’è il sud, ma la compagnia è di Chicago. Accetto”.
E’ anche questo, se pur sembra un’inezia, uno dei mille sintomi di ipocrisia ambiguità e confusione che il regista suggerisce in questo film.

Alessio: vero… in fin dei conti, le azioni apparentemente ‘cattive’ della banda in realtà sono le più oneste, perché almeno non hanno secondi fini nascosti
Alessio: Non nascondono cosa sono davvero, non si fingono qualcun altro
alla fine i banditi sono i più sinceri del film… i meno detestabili

Aurora: E’ per questo appunto che Charlie Prince è il mio personaggio preferito!
Perché è l’opposto, l’antitesi di tutti i lati negativi degli altri personaggi: di tutto quanto di ipocrita, vile, falso, e ambiguo infetta gli altri e di cui abbiamo detto in questa conversazione.
Aurora: il film è pieno di atti disonesti, da parte di chiunque.. per esempio, pensa a come ha fatto Evans a favorire la cattura di Wade..
L’ha fatto con l’inganno, e poi lui era entrato nel saloon per cercare Hollander, verso cui era arrabbiato nero..
Invece ha trovato Wade, s’è scordato di Hollander e con un voltafaccia ha trovato in modo di spillare qualche dollaro a Wade e nel contempo tenerlo impegnato mentre vedeva che lo sceriffo entrava da dietro.
Insomma, se Evans fosse stato un vero ‘buono’ da film, gli avrebbero trovato un modo meno infame di agire

Alessio: questo di sicuro

Aurora: in conclusione, per l’ennesima volta… è un bellissimo film! Pieno di belle idee, è riuscito ad essere originale anche se è un remake.
Sarà la quarta volta che lo vedo ma me lo godo sempre tantissimo, anche se magari avrei preferito un finale leggerissimamente differente

;)

Alessio: sì, anche a me è piaciuto! Un bel remake che migliora l’originale, aggiungendo parecchi spunti interessanti e avvincenti. Non c’è proprio male!
Alessio: uhm, piccola, è ora di andare a letto…

Aurora: sì, è molto tardi!

Alessio:

:)
:* ci sentiamo a voce per la buonanotte!

Aurora: ok

:)

Share


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Non aprite quel Nazismo Magico!

    aprite quel Nazismo Magico!

    La liaison tra il Nazionalsocialismo e la Magia Nera costituì, com’è noto, un elemento cardine del successo del Terzo Reich in Germania, qualcosa che si acuì... Leggere il seguito

    Da  Omar
    CULTURA
  • Porco di quel porco

    Porco quel porco

    Giuro di non aver mai bestemmiato in vita mia. Semplicemente la mia dialettica non prevede bestemmie di sorta, lo stesso giurare poi prevede quasi per natura, u... Leggere il seguito

    Da  Gians
    CULTURA, SOCIETÀ
  • Quel trauma da Bimbo Mix

    Quel trauma Bimbo

    Sto di nuovo partendo per una quattro giorni londinese. E siccome quando passi un weekend sulle rive del Tamigi non puoi certo permetterti di essere un quasi... Leggere il seguito

    Da  Danielevecchiotti
    CULTURA, MUSICA
  • Quel pecorone di un Buttiglione

    Quel pecorone Buttiglione

    Si deve ammettere che parlare in una trasmissione radio, specie dal titolo un giorno da pecora-quindi senza metterci la faccia- è quasi come stare in un... Leggere il seguito

    Da  Gians
    CULTURA, SOCIETÀ
  • Karol Wojtyla, “beato” quel polacco…

    Karol Wojtyla, “beato” quel polacco…

    Questa foto in bianco e nero del secolo scorso ritrae un giovane polacco, aggiungerei un giovane polacco sognatore. Il sorriso sornione di Karol è tipico della... Leggere il seguito

    Da  Rosariopipolo
    CULTURA, STORIA E FILOSOFIA
  • Per quel che concerne

    il pane la cosa è chiara, e per quel che concerne la pace anche. Ma la questione cardinale della primavera va risolta, ad ogni costo. Leggere il seguito

    Da  Fabriziogabrielli
    CULTURA
  • In quel mondo senza luce

    quel mondo senza luce

    “Così io penso, per averlo imparato a mie spese, che la vita è una cosa molto più limitata di quanto credano coloro che si trovano presi dal turbine... Leggere il seguito

    Da  Libereditor
    CULTURA, LIBRI

Magazines