“Quell’ ultima magnifica iarda a Cambridge: Kettle’s Yard”

Creato il 22 settembre 2014 da Leggere A Colori @leggereacolori

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Se vi trovate nel Cambridgeshire, fate un salto lungo il celebre fiume che l’attraversa, il Cam, superate il più antico dei ponti che delimitano il cuore della città che ha dato il nome alla contea e aprite le porte del Kettle’s Yard, la dimora di Jim e Helen Ede, oggi museo e luogo dell’anima. Jim Ede, munifico mecenate, appassionato della creatività insita nell’uomo e nel creato, di cui ha saputo aristocraticamente leggere i gangli più sottili e flessibili, ha sostenuto e alimentato le arti, con fervore e sensibilità, fino a selezionarne e collezionare impalpabili esempi qui custoditi.

Ede ha desiderato che la propria casa, oggi sotto la tutela dell’Università di Cambridge, mantenesse il decoro e la personalità originarie che egli stesso aveva portato a sintesi con dedizione. Varcate dunque la soglia della bella former house britannica: vi sembrerà che i suoi originari abitatori vi stiano strizzando l’occhio mentre vi lasciate abbagliare dalle armonie concentriche da candide a fumose di pietre articolate da Jim o mentre vi accomodate sulle poltrone ammirando piccole conchiglie bianche adagiate sul bordo della finestra. Tutto nella casa parla di armonia, tutto persegue un equilibrio d’anima e d’occhio. Un comitato di amabili signore che hanno esse stesse conosciuto gli Ede, vi guideranno lungo il percorso degli spazi vibranti di amore per l’arte, composti di equilibri perfetti fra forme e contenuti, natura e creazione, lontano, intimamente, da ogni artificio e alterazione.

Harold Stanley ‘Jim’ Ede era cresciuto professionalmente negli anni Venti nelle sale della Tate Gallery di Londra dove aveva conosciuto, fra i tanti nomi che ne avevano varcato la soglia, Ben Nicholson, Henry Moore, Christopher Wood, Miro’, Brancusi e, soprattutto, William Congdon di cui la casa museo custodisce alcune vedute veneziane di rara grazia. Una veduta di Congdon, in modo particolare, di piccole dimensioni, dai colori polverosi, posta al piano terra, perennemente visibile, dalla poltrona abituale di Ede, raccoglie in maniera ineffabile la fuliggine intima della città lagunare e invita l’osservatore ad esprimere la definizione di capolavoro. Jim, in compagnia della moglie, aveva vissuto in Marocco e in Francia fino a fermarsi, nel 1956, a Cambridge con l’ambizione di trovare una sede dove le arti potessero divenire esercizio della vita di tutti i giorni di tutti. Individuò l’area e la casa che cominciò, gradualmente, ad assumere la forma odierna grazie al contributo, nel tempo, di diversi architetti: Ronald Aldridge, Leslie Martin e David Owers.

Ede, che era stato egli stesso artista in gioventù, cominciò, contestualmente, ad aprire nei fine settimana le porte della casa, un tempo quattro piccoli cottage, ora riuniti sotto un unico tetto, ai visitatori, invitati a condividere esperienze d’arte e di creatività. Kettle’s Yard, questo il nome che la dimora assunse, mantiene ancora oggi l’attitudine all’accoglienza: fra le sue mura trovano spazio ancora performance musicali di qualità, sessioni formative ed esposizioni, come quella oggi in attivo, “Past, Present, Somwhere” che propone la produzione filmica e creativa del duo artistico femminile Karen Guthrie e Nina Pope antecedente al 2008, anno in cui la copia ha vinto il Northern Art Prize. Nella piccola Chiesa annessa, potrete anche trovare un’istallazione appassionata dell’artista siriano Issam Kourbaj: ‘Unearthed (In memoriam)’, nella quale emerge un tappeto di vecchie copertine di libro, ridipinte, circondate da una linea nera che allude alle recenti morti violente nel paese di origine dell’artista.

Ketlle’s Yard è dunque un luogo di innovazione oltre che di conservazione. Così come avrebbe voluto Ede, così lo vorremmo noi un luogo di arte e di libera espressione creativa, fra storia e ricerca, fra cuore, occhio e mente.

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