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Quella povera Russia attaccata a livello internazionale e quelle gerarchie vaticane a difesa dell’innocenza dei bambini

Creato il 06 settembre 2013 da Cagliostro @Cagliostro1743

Quella povera Russia attaccata a livello internazionale e quelle gerarchie vaticane a difesa dell’innocenza dei bambiniL’approvazione della legge russa che introduce a livello federale il reato amministrativo di “propaganda dell’omosessualità tra i minori” ha suscitato le proteste dei governi occidentali e secondo Amnesty International «questa legge finirà per punire comportamenti legittimi legati all’espressione di identità e opinioni personali e contribuirà a stigmatizzare e isolare le persone Lgbti». La stessa Ong sottolinea come in diverse aree del paese «sono state adottate leggi discriminatorie contro le persone Lgbti (San Pietroburgo e nelle regioni di Baschiria, Čukotka, Krasnodar, Magadan, Novosibirsk e Samara)». Sempre Amnesty ha chiesto ai leader mondiali riuniti per il G20 di condannare questa legge e John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International, ha dichiarato: «La legge, vietando di fatto le attività pubbliche delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti), non ha fatto altro che creare un clima d’intolleranza e incentivare episodi di violenza da parte di gruppi organizzati».

Il mondo cattolico non ha condannato l’approvazione di questa legge che ha indignato il mondo civilizzato e La Nuova Bussola Quotidiana scrive di «un attacco costante, martellante, internazionale» che starebbe subendo la Russia riportando la notizia che addirittura cento Ong di tutto il mondo sosterrebbero questo provvedimento.

Non è la prima volta che il mondo cattolico strizza l’occhio alla Russia di Putin: questo era già avvenuto nella vicenda delle Pussy Riot in cui anche il patriarca Kirill aveva affermato di avere il sostegno di papa Benedetto XVI.

In Italia a sposare la causa di Putin sarebbero le sigle Associazione per la Difesa dei Valori Cristiani, Fihc – Unum Omnes, Human Dignity Institute e Fondazione Novae Terrae.

Dal suo sito internet è difficile conoscere quanti siano gli aderenti o i membri del consiglio direttivo dell’Associazione per la Difesa dei Valori Cristiani mentre si può sapere che «ha come scopo quello di promuovere, proteggere e difendere i valori di matrice cristiana presenti nella civiltà occidentale ed orientale, sviluppando attività dirette alla diffusione e difesa dei valori della tradizione cristiana, dell’istituto della famiglia e della proprietà privata».

Qualche informazione in più sulla Fihc – Unum Omnes ce la offre addirittura il Pontificio Consiglio per i Laici scrivendo che «nasce come Federazione Internazionale delle Associazioni degli Uomini di Azione Cattolica, per iniziativa dell’Unione degli Uomini dell’Azione Cattolica Italiana»: in effetti- come riporta lo stesso sito della Fihc – in Italia fa capo alla nota Azione Cattolica.

Dal sito di Human Dignity Institute (Dignitatis Humanae Institute) si apprende che il suo presidente onorario è il cardinale Renato Raffaele Martino e nel suo comitato di consiglieri farebbero parte i cardinali di Santa Romana Chiesa Francis Arinze, Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Cormac Murphy-O’Connor, Malcolm Ranjith, Robert Sarah, Angelo Scola, Peter Turkson, Joseph Zen Ze-kiun. Presidente della stessa associazione risulta il noto politico cattolico Luca Volontè mentre tra i “benefattori” il deputato dell’Udc Rocco Buttiglione.

Incarichi molto importanti per molti dei cardinali facenti parte del comitato di consiglieri: il cardinale Renato Raffaele Martino è attualmente presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Francis Arinze cardinale è prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il cardinale Walter Brandmüller è presidente emerito del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, il cardinale Raymond Leo Burke è attualmente prefetto del Supremo tribunale della segnatura apostolica, presidente della Suprema corte dello stato della Città del Vaticano e presidente della Commissione per gli Avvocati, il cardinale Robert Sarah è presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum” mentre il cardinale Peter Turkson è attualmente presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Insomma personalità vaticane di altissimo rilievo.

Per ultimo abbiamo la Fondazione Novae Terrae il cui presidente è – come si legge sullo stesso sito – il politico Luca Volontè (parlamentare dal 1996 al 2012 e dal 2010 capogruppo del Ppe all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa) mentre direttore è Flavio Felice, professore ordinario di Dottrine economiche e politiche alla Pontificia Università Lateranense.

Proprio sul sito della stessa fondazione è possibile leggere il manifesto a sostegno della controversa legge russa e l’organizzazione presieduta da Luca Volontè sottolinea di essere «in prima linea nella difesa della famiglia tradizionale, della libertà di educazione e della sovranità nazionale della Russia».
Se la Fondazione Novae Terrae sembra rispettare la “sovranità nazionale della Russia” non sembra fare la stessa cosa con la Francia: critiche sono avanzate al disegno di legge della socialista parigina Sandrine Mazetier che porterebbe a cambiare il nome della “scuola materna” a “scuola primaria”, al progetto del ministro della Giustizia Christiane Taubira di legalizzare la maternità surrogata ed all’introduzione di un nuovo corso obbligatorio di educazione sessuale nelle scuole francesi. Non poteva non essere oggetto di biasimo anche la sentenza della Corte Suprema Usa che ha dichiarato incostituzionale il Doma che definiva il matrimonio come l’unione tra un uomo ed una donna mentre sotto accusa è anche la riforma sanitaria di Obama. Non si risparmiano critiche all’Australia per aver deciso di tagliare il costo della pillola abortiva Ru-486 ed all’Irlanda per il progetto di legalizzare l’aborto. A questo punto resta da capire perché bisogna rispettare la “sovranità nazionale della Russia” (non credo qualcuno pensi ad un’invasione) e non bisogna fare la stessa cosa con Francia, Usa, Australia ed Irlanda: mistero della fede.

Come si legge nel manifesto le entità firmatarie oltre ad essere «molto preoccupate per i pesanti attacchi che la Federazione russa sta affrontando» sono del parere che la legge sia a «protezione dei bambini da informazioni dannose per la loro salute e sviluppo» proteggendo «l’innocenza e la formazione morale dei bambini vietando di propagandare loro “rapporti sessuali non tradizionali”». Non ci sembra che – nei Paesi dove i diritti degli omosessuali sono maggiormente tutelati – la “salute, lo sviluppo, l’innocenza e la formazione morale” dei bambini sia danneggiata e forse bisognerebbe pensare che i bambini – prima che possiamo accorgercene – diventano adolescenti e come tali imparano a fare i conti con la propria sessualità scoprendosi – in alcuni casi – attratti da persone dello stesso sesso. Forse è un po’ ipocrita “proteggere” (se così si può dire) i bambini per poi reprimerli quando sono un po’ più grandicelli considerando che discriminazioni e violenze contro gli omosessuali riguardano spesso i teenager come riportano il Guardian ed il Washington Post.

Ad ogni modo i firmatari ribadiscono che «la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna è il fondamento di ogni società umana e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato, come indicato nelle norme internazionali sui diritti umani, tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (Art . 16 (3))». Purtroppo in Russia non è in discussione il matrimonio per le coppie dello stesso sesso e quindi il riferimento al «matrimonio tra uomo e donna» è poco attinente nel dibattito che vieta la “propaganda omosessuale”.
In merito alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è importante fare una precisazione. L’articolo 16 di tale testo recita che «Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione». Ovviamente nel 1948 il dibattito sul diritto delle coppie omosessuali a sposarsi era ben lontano ma – a tal proposito – è interessante la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel caso Schalk/Kopf contro il governo austriaco. Rifacendosi alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, trattato internazionale redatto nel 1950 dal Consiglio d’Europa proprio sulla base della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la Corte «non ritiene che il diritto al matrimonio sancito dall’articolo 12 deve in ogni caso essere limitato al matrimonio tra due persone di sesso opposto». Sempre per quanto riguarda la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è importante ricordare che ha sentenziato come “discriminatoria” la decisione dell’amministrazione comunale di Mosca di vietare lo svolgimento del Gay Pride per i prossimi cento anni. Perciò – tirando in ballo la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – sarebbe importante almeno sapere come si è espressa la giurisprudenza.

Le Ong a favore della legge russa fanno anche notare «che i concetti di “orientamento sessuale” e di “gender” non sono contenuti in nessun trattato o accordo internazionali esistente e vincolante». Risulta molto difficile credere che almeno in Europa si sia rimasti “silenziosi” per quanto riguarda l’orientamento sessuale: infatti l’Unione europea ha inserito riferimenti all’orientamento sessuale in undici risoluzioni, in tre raccomandazioni, in una direttiva, nel Trattato di Amsterdam del 1997 e nella Carta dei diritti fondamenti dell’Unione europea. La stessa Unione europea ha fatto sentire spesso la sua voce anche per le unioni tra persone dello stesso sesso soprattutto con l’importante Risoluzione di Strasburgo sui diritti e la dignità degli omosessuali del 2006. Tutto questo sembra sufficiente per smentire che «i concetti di “orientamento sessuale” e di “gender” non sono contenuti in nessun trattato o accordo internazionali esistente e vincolante» così come scritto nel manifesto delle Ong a sostegno della legge russa.

A questo punto resta una domanda: se sigle come Human Dignity Institute e Fondazione Novae Terrae di cui fanno parte politici come Luca Volonté e Rocco Buttiglione plaudono alla legge russa perché i menzionati politici non si mobilitano per arrivare ad un provvedimento che vieti, sulla fattispecie di quella adottata in Russia, la ”propaganda dell’omosessualità tra i minori” anche in Italia o nei Paesi dell’Unione Europea? Come sempre, mistero della fede.

Quella povera Russia attaccata a livello internazionale e quelle gerarchie vaticane a difesa dell’innocenza dei bambini


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