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Questione di soldi (6° parte)

Creato il 22 settembre 2010 da Patuasia

La sciattaggine pubblica e quella privata hanno la medesima origine: troppi soldi. Sembra paradossale eppure è così. Per dirla tutta occorrerebbe aggiungere: regalati. L’abitudine alle entrate senza fine, la costanza dei finanziamenti statali, hanno paralizzato le capacità imprenditive che nascono e si sviluppano in un clima di stimolante bisogno. Noi perché dobbiamo sforzarci di essere competitivi? La stabilità delle risorse economiche derivanti dallo Stato, la percepiamo come un “diritto”. La propaganda unionista insiste pesantemente sul concetto. Quindi, se noi abbiamo diritto di ricevere soldi dallo Stato, in casa esercitiamo questo diritto verso mamma Regione. Contributi a pioggia, assunzioni, agevolazioni e benefici vari hanno contribuito a generare un benessere diffuso, ma totalmente privo di prospettive. A creare una reciproca dipendenza fra il potere amministrativo e l’elettorato. Se il tessuto economico regionale è interamente controllato dalla Regione attraverso le varie partecipate, così la Regione è controllata da una bella fetta di elettorato che, dopo il voto, reclama il saldo. I pochi numeri facilitano il doppio ricatto. Va da sé che i principi basilari dell’Autonomia e i valori della società valdostana sono diventati nel tempo mero folclore. Giro vizioso e mafioso tra il pubblico e il privato. Dipendenza reciproca, affari condivisi, sono le principali voci che caratterizzano oggi la nostra verta vallaye. (fine sesta puntata).

Sabato 25 settembre 2010 alle ore 17.00 alla Biblioteca di viale Europa, Marco Cuaz, Massimo Léveque, Paolo Momigliano Levi, Tullio Omezzoli, discutono il libro di Elio Riccarand “Storia della Valle d’Aosta contemporanea 1981-2009″. Sarà presente l’autore.


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