Magazine Diario personale

Questo il mio corpo, tatuatene tutti

Da Chiagia

Magari qualcuno mi prende per buliccio quando si accorgono che scruto con attenzione i tatuaggi sulle loro braccia e sulle loro schiene.
Perchè va da sè che il porto non sia l’ambiente più adatto per farsi cogliere in fallo con lo sguardo concentrato su un bicipite, specie se maschile.
Ma io, giuro, sono attratto dalla lettura dei tatuaggi come lo sono dalle pubblicità per strada o dalle scritte sulle t-shirt.
Niente di personale quindi, muscoloso operaio portuale, sto solo analizzando quello che ti sei dipinto sul corpo.
Anche se, devo dire, ho un debole per l’accostamento tatuaggio sacro-bestemmia.
Ci sono questi pezzi d’uomo che sfoggiano madonne sui muscoli mentre tirano madonne per la fatica del lavoro.
L’altro giorno uno aveva una lunga frase che attraversava il costato, tipo “in nomine patris”, poi scendeva sul fianco “et filii”, sull’inguine “et spiritus sanctus”, fino a sparire nei calzoncini.
Amen.



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