Raccolto di sangue, di Sharon Bolton

Creato il 02 giugno 2015 da Rivista Fralerighe @RivFralerighe

Titolo: Raccolto di sangue
Autore: Sharon Bolton
Editore: Mondadori
Anno: 2014 (2011 lingua originale)
Genere: Thriller
Pagine: 451
Formato: Cartaceo/elettronico

Trama:

Alice e Gareth Fletcher decidono di trasferirsi con i figli Tom, Joe e Millie nel tranquillo villaggio di Heptonclough, nello Yorkshire. Ma quel luogo è davvero così tranquillo come sembra? Perché qualcuno pare fermamente intenzionato ad allontanare i Fletcher dal paese, con minacce sempre più pericolose. E anche Harry Laycock, il nuovo parroco, giovane e ottimista, percepisce da subito l’oscura e sinistra energia che pervade la comunità. Quando Tom inizia a fare sogni terrorizzanti e a nutrire preoccupazioni esagerate nei confronti della sorellina Millie, i genitori si rivolgono a una psichiatra, Evi Oliver. La donna non è affatto convinta che il bambino soffra di allucinazioni, crede anzi alle sue parole più di quanto vorrebbe. Nel tentativo di svelare il mistero che grava sul villaggio, Harry ed Evi cercheranno insieme di trovare una spiegazione agli eventi sempre più angosciosi che si susseguono con ritmo incalzante.

Giudizio:

Raccolto di sangue era uno di quei libri da “scaffale delle occasioni”: l’ho guardato per un istante, ho letto la quarta, e ho deciso di portarlo con me a casa.

Proviamo ora a immaginare questo libro come una tela bianca: dobbiamo inserire dei personaggi impegnati nelle loro attività, magari collegati da una trama che non subito è chiara, possiamo anche caratterizzarli al meglio; eppure saranno sempre incompleti senza un fondale, un’ambientazione perfetta che definisca al meglio il contesto. Heptonclough, pur essendo un villaggio inesistente, frutto della fantasia di Sharon Bolton, è talmente ben descritto da sembrare reale. È forse la parte più importante dell’opera, con la sua aria cupa, quasi gotica, e la sua grande chiesa di pietra attorniata dal cimitero, sempre capace di tenerti sulle spine senza mai pronunciare ad alta voce la parola paura.

Ma una buona descrizione paesaggistica non basta: servono, come ho detto poco fa, personaggi che siano ben costruiti. Harry Laycock ed Evi Oliver vengono introdotti in maniera egregia, molto dinamica, così come i tre vivaci figli dei Fletcher: la Bolton non si limita a fare un elenco delle loro caratteristiche, che spesso porta a perdere il filo della narrazione, ma presenta ogni tratto in un determinato contesto. Anche i personaggi secondari (o che, comunque, non vengono presentati come veri e propri protagonisti) sono talmente ben caratterizzati da prendere prepotentemente una certa rilevanza: basti pensare alla povera Gillian e ai demoni che la tormentano ormai da molti mesi.

Ai personaggi sono legate anche piccole note negative, elementi che purtroppo rischiano di rallentare il ritmo della narrazione. Si tratta dello sviluppo di una trama romantica talvolta troppo presente, che può spingere il lettore a perdere interesse in determinati punti della narrazione. I dialoghi sono fondamentali, talvolta un po’ lunghi ma non necessariamente sgradevoli; tuttavia, proprio sul finale, quando finalmente si arriva a tanto agognato tête-à-tête con il killer di turno, ci si chiede se davvero un simile dialogo fosse necessario o se le motivazioni non fossero un po’ troppo approssimative, facendo un po’ abbassare l’ottima opinione del libro avuta sino ai capitoli finali.

Si tratta di una trama ben costruita e molto serrata, con elementi molto interessanti che potrebbero persino portare il lettore a seguire una traccia sovrannaturale. Temo che sia proprio il finale a lasciare un po’ di delusione nel lettore, che giunge all’ultima pagina con più dubbi che certezze, convincendosi di aver saltato qualche passaggio importante.

Pecche a parte, consiglio la lettura del libro sia perché stilisticamente meritevole che per la trama (molti fili che si intrecciano in un unico punto: il cimitero di Heptonclough). Consigliato soprattutto a chi vuole avvicinarsi al thriller e ama le atmosfere cupe.

L’autore:

Sharon Bolton è nata nel Lancashire, in Inghilterra. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato con successo nel marketing e nelle pubbliche relazioni. Vive nei pressi di Oxford con il marito e il figlio. Tra i suoi libri: Sacrificio (2008), Il risveglio (2009), che ha vinto il Mary Higgins Clark Award, Raccolto di sangue (2011) e Ora mi vedi (2012).

Christine Amberpit



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