La conversazione ha contorni un po’ strani perché impiantata esclusivamente su un mono-campo riguardante Rafa e una voce off che pone quesiti, interrogativi che diventano la chiave d’accesso al racconto. Il dialogo, inframezzato da fotogrammi neri che ben mostrano lo scorrere del tempo, permette allo spettatore di capire: la parola dipana, esplicita quanto si era potuto intuire fino a quel momento: la mamma non c’è perché si è schiantata con la macchina del fidanzato. Il dramma, mai esibito, è comunque compagno di vita tutti i santi giorni, una vita che non ha sorriso a Rafael: a tredici anni deve già fare i conti con delle assenze che non potranno che responsabilizzarlo: un bimbo (i giochi col cane sulla spiaggia), eppure già genitore (l’ultima immagine con il nipote – senza padre – in braccio), già uomo (nell’idea dell’opera: un adolescente a cui non è permesso di essere tale).
La conversazione ha contorni un po’ strani perché impiantata esclusivamente su un mono-campo riguardante Rafa e una voce off che pone quesiti, interrogativi che diventano la chiave d’accesso al racconto. Il dialogo, inframezzato da fotogrammi neri che ben mostrano lo scorrere del tempo, permette allo spettatore di capire: la parola dipana, esplicita quanto si era potuto intuire fino a quel momento: la mamma non c’è perché si è schiantata con la macchina del fidanzato. Il dramma, mai esibito, è comunque compagno di vita tutti i santi giorni, una vita che non ha sorriso a Rafael: a tredici anni deve già fare i conti con delle assenze che non potranno che responsabilizzarlo: un bimbo (i giochi col cane sulla spiaggia), eppure già genitore (l’ultima immagine con il nipote – senza padre – in braccio), già uomo (nell’idea dell’opera: un adolescente a cui non è permesso di essere tale).