
In particolare, un incontro con Enzo Biagi del 1988, quando Agnelli si aprì all’amico e giornalista in una sorta di intervista-confessione per il programma Dinastie. Dalle origini familiari - incentrate sul nonno Giovanni, “Il Senatore” fondatore della Fiat - Agnelli racconta le figure che lo hanno influenzato, come il successore del nonno alla presidenza del gruppo torinese, Vittorio Valletta che del giovane “Avvocato” diventato a 24 anni vicepresidente, fu padre putativo. Agnelli ricorda poi il padre morto in un incidente aereo del 1935 e gli anni di formazione prima di diventare Presidente della Fiat nel 1966. E ancora l’incontro con la moglie Margherita, la nascita dei figli e gli anni d’oro del gruppo automobilistico; negli anni ’70, già alla guida della Fiat, Agnelli affianca, negli anni caldi delle lotte sindacali, un biennio di Presidenza alla Confindustria. E sono gli anni Ottanta, quelli dell’edonismo a consacrarlo simbolo del made in Italy, un’icona di stile, di eleganza e di saggezza. Molteplici le sue passioni, dallo sci alla Formula 1 e il calcio, la Ferrari e la Juventus. In chiusura di puntata, un bilancio della sua esperienza e il monito alle generazioni future a non sprecare quanto di buono hanno fatto i capitani d’industria durante il Novecento.