RATPUS va in scena

Creato il 19 novembre 2014 da Letteratitudine

“RATPUS” va in scena

di Massimo Maugeri

Care amiche e cari amici di Letteratitudine,
sono molto lieto di condividere con voi una bella notizia che mi riguarda.
Un mio personaggio letterario, che amo molto, la Cetti Curfino del mio racconto “Ratpus” (presente nella raccolta “Viaggio all’alba del millennio” edita da Perdisa Pop), prenderà vita a teatro nell’ambito della nuova edizione di “Atto Unico. Scene di Vita, Vite di Scena” di QuasiAnonima Produzioni. Lo spettacolo andrà in scena il 23 novembre, a Messina,  presso la Chiesa di Santa Maria Alemanna in doppia replica (alle ore 18 e alle ore 21).

“Ratpus” va in scena con la riduzione, l’adattamento e la regia di Manuel Giliberti (autore della monografia teatrale “Bravo lo stesso” per i tipi di Lombardi Editori dedicata al teatro di Piera degli Esposti, consulente artistico dell’Istituto Nazionale Dramma Antico di Siracusa, regista, tra l’altro dello spettacolo dell’Accademia Giusto Monaco dell’Inda, in scena al Teatro Greco di Siracusa nel maggio del 2014 “Verso Argo”). A interpretare la protagonista, Cetti Curfino, sarà Carmelinda Gentile, già, tra l’altro, Ismene al fianco di Giorgio Albertazzi nell’”Edipo a Colono” in scena nel 2009 al Teatro Greco di Siracusa, ma conosciutissima dal grande pubblico anche grazie al ruolo di Beba del “Commissario Montalbano” televisivo. A eseguire dal vivo le musiche originali che ha composto per lo spettacolo, Antonio Di Pofi, autore delle musiche per l’”Agamennone” di De Fusco in scena la stagione del 2014 al Teatro Greco di Siracusa. Completa il cast tecnico Lidia Agricola, che firma scene e costumi.

Qui di seguito, il video promozionale dello spettacolo con l’interpretazione di Carmelinda Gentile.

Quello di Messina sarà il primo di una serie di spettacoli che gireranno l’Italia (in seguito vi darò informazioni a riguardo).

Due parole sul personaggio…
Cetti Curfino, la protagonista di “Ratpus”, è stata arrestata perché ha commesso un grave reato, di cui però non è pentita. Ora si trova davanti al commissario di polizia a raccontare la sua versione dei fatti. È una storia amara, dura. Il calvario quotidiano che deve vivere una quarantenne di un quartiere popolare, bella e poco istruita, che ha perso il marito a causa di un incidente sul lavoro. La trama si incentra sulle seguenti domande. Cosa accade a una casalinga che vive già una vita disagiata, quando le muore il marito che svolge un lavoro irregolare? Cosa può fare per recuperare i soldi necessari per portare avanti le giornate e per crescere un figlio adolescente in un quartiere “a rischio”? A chi si deve rivolgere, quando all’orizzonte non si profila nemmeno l’ombra di un lavoro degno di tal nome? Ma c’è dell’altro … perché Cetti ha la sfortuna di finire impigliata all’interno di meccanismi famigliari vergognosi, meschini e raccapriccianti …

Mi piacerebbe che il pubblico continuasse a pensare a questo personaggio anche dopo la chiusura del sipario. Mi piacerebbe che pensiero, immagine e suggestione del pubblico fossero rivolti tutti a lei, a Cetti Curfino. A questa donna bella e poco istruita che ha dovuto fare i conti con la vita in un contesto di estrema difficoltà, intriso di abusi più o meno velati, nonché di aspettative più o meno malate. Ringrazio in anticipo Carmelinda Gentile, e il suo talento, per aver reso “vivo” questo personaggio.

Aggiungo che “Ratpus” giunge in teatro per merito di Manuel Giliberti. Dopo aver letto “Viaggio all’alba del millennio“, Manuel è rimasto particolarmente colpito da questo racconto e dal personaggio di Cetti. È stato lui a dirmi che il racconto, peraltro scritto in forma di monologo, si prestava benissimo per una trasposizione teatrale…
Un grazie di cuore a Manuel, dunque. Grazie a QuasiAnomima Produzioni di Auretta Sterrantino e Vincenzo Quadarella. Grazie a Antonio Di Pofi e Lidia Agricola.
E grazie, ancora, a Carmelinda Gentile: la migliore interprete che potessi immaginare per Cetti Curfino.

Infine… grazie di cuore a voi, amiche e amici di Letteratitudine.

So che farete il tifo per questo spettacolo. E se voleste lasciare un commento… io, Cetti e tutti gli altri vi saremmo ulteriormente grati.

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Tags: Antonio Di PofiAuretta Sterrantino

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