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RD Congo/ Si dirigono verso Goma. A migliaia in fuga dal conflitto.

Creato il 08 maggio 2012 da Antonio Conte

RD Congo/ Si dirigono verso Goma. A migliaia in fuga dal conflitto.RD Congo/ Si dirigono verso Goma. A migliaia in fuga dal conflitto.[ UNHCR ] 4 maggio 2012 –  (( Diventa un angelo )) Cresce la pressione su Goma – nell’est della Repubblica Democratica del Congo – con oltre 19.000 persone che da domenica scorsa cercano rifugio nelle aree circostanti dopo essere fuggite dai combattimenti tra forze governative e truppe ribelli. Fino alla scorsa notte 4.100 persone avevano oltrepassato Goma – capitale della provincia del North Kivu – e cercato rifugio nel vicino Ruanda dove l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) fornisce assistenza di base.

Lo staff UNHCR che opera sul terreno riferisce che a Goma e nei suoi dintorni continuano ad arrivare persone, che hanno lasciato le proprie case nelle aree di Masisi e Walikale, anche se il flusso è leggermente rallentato. Sono 10.300 le persone registrate dagli operatori dell’Agenzia in un insediamento spontaneo a 25 chilometri da Goma e 9.000 a Mugunga III, uno dei 31 insediamenti per sfollati gestiti dall’UNHCR nel North Kivu.

Centinaia di persone hanno trovato sistemazione in una scuola e in una chiesa nel sito spontaneo mentre in circa 1.000 si stanno dirigendo verso il South Kivu. L’UNHCR, in collaborazione con i suoi partner, fornisce assistenza tra cui alloggio e aiuti non alimentari. Il personale dell’Agenzia addetto alla protezione è dispiegato sul terreno per monitorare le necessità e per identificare gli sfollati più vulnerabili.

Le ultime cifre si aggiungono al già imponente numero di sfollati registrato finora quest’anno nel North Kivu e nel vicino South Kivu. Secondo i dati compilati dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) – sulla base di informazioni fornite dall’UNHCR e da altre organizzazioni – nei primi 3 mesi dell’anno si stima che il conflitto abbia costretto circa 300.000 persone a fuggire dalle proprie case. Con queste cifre in tutto il paese ora sono oltre 2 milioni le persone sradicate, 1,4 milioni delle quali nei due Kivu.

La maggior parte degli sfollati si trova nel South Kivu dove nei primi 3 mesi dell’anno 220.000 persone hanno cercato rifugio in fuga dai continui scontri tra i ribelli delle Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) e la milizia Mai Mai. Anche l’azione militare congiunta da parte dei peacekeeper dell’ONU e delle forze armate congolesi ha provocato la fuga di persone, ma l’operazione al momento è sospesa.

Nel North Kivu i combattimenti tra forze governative e soldati fedeli all’ex comandante ribelle Bosco Ntaganda si sono intensificati in aprile. Secondo le stime, nella provincia tra gennaio e marzo 58.000 persone sono state costrette alla fuga. L’UNHCR è particolarmente preoccupato per circa 38.000 sfollati che si trovano nelle aree di Masisi e Walikale. L’Agenzia non è in grado di raggiungere queste persone a causa di problemi di sicurezza. Molti di loro si trovano in insediamenti situati in aree al momento sotto l’influenza dei ribelli o di gruppi miliziani. Tra questi i siti di Mpati – dove vi erano oltre 9.000 persone – Nyange (1.305) e Kivuye (2.717).

L’UNHCR rivolge un appello a tutte le parti interessate affinché consentano l’accesso umanitario a questi gruppi di persone vulnerabili e rispettino i loro diritti, tra cui quelli alla sicurezza, all’assistenza medica e alla libertà di movimento. L’Agenzia evidenzia inoltre l’importanza di mantenere il carattere civile dei campi ed esorta le autorità provinciali ad accrescere la sicurezza all’interno e nei dintorni dei campi, quando ciò si riveli possibile.

L’ufficio UNHCR in Ruanda nel frattempo riferisce che dallo scorso fine settimana circa 1.000 persone in media ogni giorno varcano il confine ruandese attraverso il posto di frontiera di Goma-Gisenyi. Si tratta per la maggior parte di donne, bambini e anziani provenienti da Masisi e Walikale, via Goma. I nuovi arrivati vengono trasferiti in un centro di transito all’interno del Ruanda dove ricevono assistenza umanitaria.


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