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Recensione "Chaos" di Lauren Oliver

Da Glinda
Dopo aver chiesto consiglio a voi su quale libro iniziare, ho letto "Chaos", secondo romanzo della serie Distopica, Romance per Young Adult (ma non solo) di Lauren Oliver. Non che avessi dubbi sul leggerlo, ma ho rimandato questa lettura per anni, perché volevo iniziarla solo quando sarei stata sicura che Requiem, l'ultimo libro della serie, sarebbe stato pubblicato in Italia. Il momento è giunto, perciò beccatevi questa recensione!  Recensione Data di pubblicazione: 5 Marzo 2013Casa editrice: Piemme Freeway
Titolo: Chaos (Delirium #2)Autrice: Lauren OliverPrezzo: 17,00 € Pagine: 380 
Il mio voto:
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Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo prima che raggiunga i sedici anni. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi ed essere emarginata dalla società, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle che ha votato la sua vita a combattere contro chi vuole renderli privi di emozioni. L’amore tra Lena e Alex comincia tumultuoso e cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge per unirsi definitivamente alla ribellione, ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Ora Lena è da sola nelle Terre Selavagge, senza Alex, che ha visto cadere dall’altra parte della rete, senza la sua amica Hana, con cui ha litigato prima della fuga, e senza la vita che conosceva. E vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male.Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex… 



La mia recensione
La serie "Delirium" di Lauren Oliver è esplosa nel mio universo come una supernova. In meno di un battito d'ali mi ha stregata, convinta, deliziata, scolvolta.
Me ne sono innamorata subito. Non solo perché raccontava di un mondo in cui "L'amore è la più mortale tra le cose mortali"; in cui gli esseri umani sono come zombie privi di amore e sentimenti dopo esser stati "curati" dal "Delirium Amoris Nervosum"; in cui coloro che amano si chiamano Invalidi, vivono come criminali fuggiaschi nelle Tere Selvagge e vengono sterminati sistematicamente. Né perché il lato romantico mi ha conquistata e commossa, portantomi dalle risate alle lacrime, o perché i due protagonisti, fossero irresistibili e unici. No.
La mia ossessione per questa serie è ben più grave, perché è della bellissima prosa di Lauren Oliver che mi sono invaghita in modo irreversibile. La penna di questa autrice è capace di fare magie creando visioni, profumi, suoni, di ammaliare il lettore trascinandolo in un mare di emozioni vivide e palpabili. 
Chiunque cerchi una storia romantica e avvincente, scritta in modo sublime, dovrebbe dare un'opportunità a questa serie, finalmente conclusa in Italia. 
Pur trattandosi del secondo libro di una serie, la mia sarà una recensione priva di spoiler, che tutti potranno leggere!
Questo è il mondo in cui viviamo, un mondo di sicurezza e felicità e ordine, un mondo senza amore. Un mondo in cui i bambini si spaccano la testa contro i caminetti e i genitori sono "preoccupati". Non affranti, disperati, distrutti. Preoccupati, come quando vai male in matematica, come quando pagano le bollette in ritardo.Da "Chaos"
La storia racconta delle avventure della giovane Lena, che alla soglia dei diciotto ha scoperto un mondo fatto di emozioni proibite, segreti sussurrati e Terre Selvagge in cui l'amore non è una malattia, ma un bene prezioso per cui combattere. Attraverso i suoi occhi abbiamo visto la contrapposizione dei due mondi creati dalla Oliver: quello perfetto, in cui tutto è incasellato e tutto ha uno scopo, in cui gli esseri umani sono come macchine prive di eccessi e sentimenti; e quello selvaggio, in cui gli Invalidi - ovvero i non curati - vivono di stenti, lottano per sopravvivere e si battono per la libertà.
Abbiamo conosciuto Lena quando la sua unica priorità era giungere senza intoppi al momento in cui avrebbe ricevuto la "cura" che l'avrebbe per sempre preservata dal Delirium. Poi abbiamo assistito al momento in cui  si è resa conto che, per lei, le emozioni erano tutto. E in "Chaos" vedremo ancora un'altra versione di questa poliedrica protagonista: quella che, dopo aver conosciuto l'amore, l'odio e la tragica sensazione della perdita, ha come unico scopo la rivalsa. 
"Chaos" alterna la narrazione tra un "Prima" in cui Lena si trova nelle Terre Selvagge e impara a sopravvivere con gli Invalidi, e un "Adesso" in cui vediamo Lena muoversi in incognito tra i curati, battendosi con la Resistenza e trovandosi a condividere una terribile disavventura con il nemico. Mentre le sue priorità cambiano, l'odio diventa un muro a cui aggiungere un nuovo mattone ogni giorno, i nemici diventano amici e gli amici le voltano le spalle, l'amore assume significati nuovi e si mescola al senso di colpa, Lena si fa strada attraverso due avventure distinte, che avranno un singolo, sconvolgente finale.
Non rinasce tutta in una volta, la nuova Lena, ma passo dopo passo e poi centimetro per centimetro.
Strisciando, con lo stomaco accartocciato nella polvere, la bocca satura del sapore di fumo.
Unghia dopo unghia, come un lombrico.
E' così che viene al mondo, la nuova Lena. Da "Chaos"
Quando ho iniziato "Delirium" le parole della Oliver hanno preso il volo staccandosi dalle pagine e mi hanno riempito il cuore, la testa, l'anima e lo stesso è accaduto con "Chaos". L'idea di un universo distopico in cui l'amore fosse trattato come un male da estirpare, in cui i dissidenti venissero catturati, torturati e uccisi, in cui una "cura" fosse in grado di salvare il mondo dai sentimenti, mi ha subito catturata. Ricordo perfettamente lo stupore che mi colse quando, una volta finito il primo libro, mi resi conto che il "Delirium Amoris Nervosum" si fosse fatto strada dentro di me. Dissi a tutti che "Delirium" era cibo per l'anima e, dopo aver letto il secondo libro, lo ribadisco anche se con delle riserve.
Ammetto che, pur avendomi stregata ed essendo stata travolta dallo stile della Oliver, per me "Chaos" non è stato bello come il suo predecessore. Il motivo principale per cui il libro mi è piaciuto meno del primo è stata l'alternanza dei capitoli, che balzavano dall'adrenalinico presente, in cui l'azione e la tensione toglievano il fiato, al più tranquillo passato di Lena nelle Terre Selvagge. 
Personalmente avrei preferito che il libro fosse stato nettamente diviso in due metà distinte, piuttosto che smorzare continuamente il ritmo del romanzo. Perché per quanto siano stati affascinanti sia i momenti in cui Lena muoveva i primi passi nelle aspre e inospitali Terre Selvagge, sia quelli in cui lei si esponeva in prima persona nella lotta contro le autorità e "la cura", il fatto che la trama non seguisse un preciso arco temporale mi ha infastidita. Altra nota negativa sta nella traduzione: mancano sistematicamente i congiuntivi, cosa che per me è imperdonabile.
A parte questo, "Chaos" è stato un pugno nello stomaco: intenso, doloroso, dolce e amaro
Il lutto è come affondare, come essere sepolti. Sono in un'acqua dal colore bruno del fango smosso. A ogni respiro mi sento soffocare. Non c'è nulla a cui aggrapparmi, nessuna sponda, nessun modo per tirarmi su. Non c'è altro da fare che lasciarmi andare. Lasciarsi andare. Sentire il peso tutto intorno a me, sentir strizzare i polmoni, la lenta, schiacciante pressione. Lasciarsi andare più a fondo. Non c'è altro che il fondo. C'è soltanto il sapore di metallo e gli echi di cose andate, e giorni che sembrano bui.  Da "Chaos"
La stratificazione del mondo appena accennato in "Delirium" si arricchisce di particolari interessanti e di forte impatto. "Chaos" ci offre una visione ravvicinata degli Ivalidi e del loro stile di vita, dandoci la possibilità di toccare con mano l'esistenza libera di cui Alex parlava nel primo libro. 
I momenti in cui Lena si trovava nelle Terre Selvagge sono stati particolarmente toccanti e commoventi. Il dolore di lei, il senso di perdita, il bisogno di lasciarsi andare allo sconforto sono blanditi dalla scoppiettante confusione della sua "nuova famiglia". Ogni volta che il gruppo degli Invalidi si riuniva, si respirava un'aria di coesione e complicità impagabile. Anche se Raven mi ha lasciato in dubbio fino alla fine e ha messo alla prova il mio autocontrollo, mi sarebbe piaciuto davvero conoscere meglio le storie dei nuovi protagonisti secondari e per questo credo che leggerò la novella a lei dedicata.
D'altra parte sono state le scene in cui Lena era a New York, immersa fino al collo nella lotta contro le restrizioni del governo, quelle che mi hanno appassionata di più. Oltre alla lotta per la sopravvivenza e alla battaglia interiore che infuria nel cuore di Lena, di cui non voglio parlarvi per evitare spoiler, è stato scoprire cosa si nascondesse nei sotterranei del mondo "normale" a colpirmi. Esistono persone più fredde e insensibili dei curati stessi, spietate e prive di ogni morale, ma anche esseri umani privati di ogni dignità la cui condizione è disarmante e lascia il segno.
La Oliver, che è un'autrice notoriamente sadica, infligge al lettore torture inenarrabili, lasciando sempre alta la tensione emotiva e giocando con i loro sentimenti. Non posso entrare nel particolare per evitare spoiler, ma credetemi quando vi dico che per l'intero libro avrei voluto strozzare e allo stesso tempo abbracciare Julian, il nuovo co-protagonista maschile. Non c'è stato un solo momento in cui abbia smesso di amare Alex e il finale mi ha inflitto un colpo di grazia terribile. So già che "Requiem" sarà una lettura impossibile, perché ciò che si profila all'orizzonte va contro tutti i miei limiti di sopportazione.
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Verdetto: una lettura adrenalinica, di cui non ci si dimentica


Livello sensualità: solo baci e qualche brivido Recensione
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