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Recensione di "Alice in Zombieland"

Creato il 16 luglio 2013 da Clody

Buongiorno miei cari amici della Locanda!
Oggi vi terrò compagnia con la mia recensione di un libro che ha fatto impazzire di gioia gli adolescenti americani e non solo, sto parlando di Alice in Zombieland, che qui in Italia ha scosso blogger su blogger creando petizioni per ottenerne il cartaceo, dato che l'intenzione iniziale della Harlequin Mondadori sembrava essere quella di pubblicarlo solo in e-book... e invece no!!
E' possibile acquistare la versione cartacea in edicola dal 26 giugno, trovandola nella collana "HM Pocket".

Titolo: Alice in ZombielandAutrice: Gena ShowalterEditore: Harlequin Mondadori Anno di pubblicazione: 2013 Pagine: 435Formato: Tascabile Genere: Paranormal romance/Young Adult
Prezzo di copertina: €7.50
TRAMA
Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano. Per sempre. 
Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. E invece è proprio quello che è accaduto. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell, e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Quella notte ho scoperto che lui aveva ragione: i mostri esistono veramente. Gli zombie mi hanno portato via tutto. E adesso non mi resta che la vendetta.Per realizzare i suoi propositi, Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e fidarsi del peggiore dei cattivi ragazzi della scuola, Cole Holland. Ma lui nasconde dei segreti. E quei segreti potrebbero rivelarsi persino più pericolosi degli zombie. AUTRICEGena Showalter, scrittrice americana, ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2004 e oggi ha al suo attivo oltre 30 romanzi di diversi generi - erotico, paranormal, per ragazzi - che sono subito balzati in vetta alle classifiche del New York Times. In Italia, ha ottenuto uno strepitoso successo con la serie Lords of the Underworld.
RECENSIONE
La vita di Alice tutto d’un colpo cambia in una maledetta notte, quando insieme ai genitori e la sua sorellina viene travolta in un incidente d’auto dal quale lei sola riuscirà a salvarsi. Ma i suoi occhi vedranno qualcosa che non potranno mai dimenticare: i suoi genitori divorati da turpi esseri disgustosi.Ancora shoccata, Alice cerca un nuovo inizio andando ad abitare con i nonni materni, cancellando il nome con cui la chiamava la sua famiglia e iscrivendosi in una nuova scuola.Ali metterà subito gli occhi sul più bel ragazzaccio della Asher High, scoprendo ben presto che Cole e il suo gruppo di amici non sono normali liceali, bensì una squadra di cacciatori di zombie.Ecco svelata l’identità dei mostri che hanno distrutto la sua famiglia. Ecco che quelle raccontate da suo padre non erano assurde storielle partorite dalla mente di un pazzo.Ali si renderà conto di aver ereditato i poteri paranormali di suo padre, quindi di possedere tutte quelle speciali capacità (e forse anche di più) che rendono questi ragazzi in grado di dare la caccia agli zombie e di distruggerli.Così inizia per lei un vero e proprio addestramento da cacciatrice per affinare i suoi sensi, il tutto accompagnato da una seria caccia agli zombie, che si rivelerà molto più complessa di quanto già non fosse. Tra giochi di potere, sperimentali alleanze tra umani e zombie, segreti e sotterfugi, ovviamente non mancherà la focosa storia d’amore tra Ali e Cole. Gena Showalter non avrebbe mai lasciato a bocca asciutta le sue lettrici! Anche perché l’intrigo amoroso è la parte sicuramente preponderante della storia… occorre riconoscerlo.
Ecco, a grandi linee questo è il contenuto del primo capitolo di una saga per adolescenti intitolata The White Rabbit Chronicles.Prima di tutto dovete sapere che questa Alice in Zombieland non ha assolutamente nulla a che fare con la classica Alice di Carroll. Non so se l’intenzione dell’autrice fosse trovare dei nessi fra le due storie, a giudicare da quello che ho letto pare di no, ma se invece fosse stato questo il suo scopo… bé… non ci è proprio riuscita, ma proprio no. Poco male, anzi, forse meglio così.Ragazzi io non me ne intendo di zombie, non me ne intendo per niente… questo è il primo libro che leggo al riguardo, ma posso dire che alcune parti le ho trovate drammaticamente comiche e anche abbastanza prevedibili?Prevedibilità a parte, Gena Showalter si è inventata un modo davvero diverso (almeno credo) di trattare il tema, perché questi sono un po’ zombie e un po’ spiriti, si perché esistono solo nel mondo dello spirito e solo alcuni pochi predestinati possono vederli e di conseguenza distruggerli… o almeno ci provano!A prescindere dal fatto che mi fa parecchio sorridere la parola “Zombieland”… mi vengono in mente mamma zombie e bimbo zombie che vanno a giocare a palla nel cimitero con la testa del vicino di casa antipatico che aveva bucato il pallone al piccino, oppure penso ai vecchietti zombie che per ingannare l’eternità giocano a mikado con le dita delle mani e dei piedi.. cose così… ma torniamo alla nostra storia.Per la precisione, non ho trovato comici tanto i fatti, quanto i dialoghi… mi sono fatta davvero quattro risate (ridere per non piangere!); una bella collezione di banalità buttate qui e là, per non parlare degli stereotipi “young adult” che si sprecano.Colpa mia… dovevo essere preparata, sapevo di andare in contro ad una lettura di questo genere e non è che ora mi posso stupire più di tanto! Però devo dire che Alice in Zombieland l’ho trovato molto più “young” che “adult”.Ciononostante, è una storia che si fa leggere volentieri, un mix di horror, romance e paranormale condito da una buona dose d’ironia che suscita abbastanza curiosità e (inutile negarlo) le scene romantiche attirano, come le api sul miele.«Passioni pericolose, forze soprannaturali e uomini terribilmente sexy sono gli ingredienti del suo successo» cita la biografia di Gena Showalter… si, questo libro rientra perfettamente nella descrizione.Per quanto stia cercando di farmi piacere i personaggi di questa storia, non è che riesca a trovarci chissà quali inedite qualità rispetto a tanti altri libri dello stesso genere.Cole, il figo fighissimo classico ragazzo che non vuole sentirsi dire di no, ecco, lui è il vero cliché di questo romanzo. Bisogna ammettere che affascina, che i suoi modi autoritari possono confondere e attrarre: Cole è proprio un prodotto ben confezionato per far battere il cuore delle lettrici… della serie «hei baby io non scherzo mai, io non rido mai e se non cadi fra le mie braccia entro 30 secondi “ti spiezzo in due”» [1]… ok, io l’ho enfatizzato un pochino, giusto per scherzare, ma la mia impressione generale è stata questa!Ali mi ha lasciata leggermente basita in alcuni passaggi: immaginatevi una sedicenne turbata, giustamente abbattuta per la tragedia che ha sterminato la sua famiglia, una ragazza che a stento riesce a ridere e scherzare con le sue amiche perché il dolore è ancora troppo vivido (e fino a qua ci stiamo perfettamente), ma che alla prima uscita serale tra amici non esita ad infilarsi con disinvoltura in un corsetto e in una minigonna ascellare, a baciare (e che baci!!!), palpeggiare fino quasi a spogliare il suo ragazzo in mezzo ad una pista da ballo. Hem… io non sono pudica, ma tutta questa improvvisa trasgressione da parte di una ragazza che fino ad una pagina prima era una piccola anima fragile… si, un po’ mi ha lasciata perplessa!E tutta questa sua impazienza di buttarsi in mezzo a orde di zombie che bramano il suo spirito? Ali infatti non vede l’ora di salvare il mondo dai mostri, menare calci, pugni e fendenti, così, senza mai avanzare anche solo un piccolo dubbio esistenziale, del tipo “hei! ma io quanto ci tengo alla mia pellaccia?”… va bene, capisco che voglia vendicare la morte della sua famiglia, ma non so, mi è parso poco realistico, perfino per un fantasy.Di Alice in Zombieland salvo due cose in particolare: lo stile dell’autrice e il personaggio di Kat, la migliore amica di Ali.Kat si che mi è piaciuta! È simpatica, smaliziata, anche un po’ stronzetta, ma un’amica fedele e una persona più profonda di quanto voglia dare a vedere.Come vi dicevo lo stile con cui la Showalter narra questa storia è un punto vincente: giovanissimo, fresco, ironico e spiritoso. Ali ci racconta la sua storia in prima persona, ma in maniera molto diretta, senza troppi giri di parole… sembra quasi di leggere un diario scritto sul momento, e questo rende la lettura particolarmente scorrevole e coinvolgente.Insomma, Alice in Zombieland è un urban fantasy di stampo young adult che può funzionare, una lettura tutto sommato poco impegnativa, che invoglia il lettore a continuare nonostante inciampi in svariati cliché. E vabbé… a patto che Gena Showalter non esageri troppo, cercherò di farmeli andare bene anche per i prossimi libri di questa saga! 1. Nota battuta tratta dal film "Rocky IV", 1985

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