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Recensione di "Godbreaker" - Luca Tarenzi

Creato il 10 giugno 2015 da Annie_caffeine @annie_caffeine
Cari visitatori della Tana,
è proprio ora di parlare di un nuovo romanzo, quindi cominciamo senza indugi.
Oggi vi propongo la recensione di un romanzo che ho terminato la scorsa settimana, Godbreaker di Luca Tarenzi. Ormai erano ani che se ne stava in TBR, fermo tra i libri sul mio Kindle, finché non mi sono decisa a prenderlo e ad iniziare a leggerlo, un paio di settimane fa.
Recensione Godbreaker è uscito per Salani nel 2013 e conta 320 pagine. Il prezzo è di € 15,90 per il cartaceo e di € 11,90 per l'ebook. 

TRAMAGli dei esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi... Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l'agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro, Liathàn, si ritrova coinvolto in una sfida: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Edwin - questo è il nome del ragazzo - mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo.
LA MIA OPINIONEPer iniziare questa recensione vi dico che questo romanzo deve essere letto nel momento giusto. Eh sì, perché detto tra noi mi era anche capitato di iniziare a leggerlo, qualche tempo fa, ma mi ero fermata a circa un quarto del romanzo. Non che la lettura non fosse di mio gradimento, ma semplicemente non era il suo momento.Questa volta invece sono riuscita a terminarlo senza interruzioni.Liàthan è un dio della Terra, che da millenni vive tra gli uomini. Ricchissimo e molto annoiato, ha abbracciato uno stile di vita deleterio, fatto per lo più di feste, alcool e droghe. La sua vita viene scossa dalla solita routine quando un giovane misterioso si presenta alla festa di Capodanno e gli propone un Patto: se Liàthan riesce a decapitarlo con il sekhem, la spada degli angeli, il Capodanno successivo il ragazzo tornerà per decapitare lui.Liàthan si lascia prendere dalla tracotanza, pur sapendo che un sekhem potrebbe uccidere anche un dio, non esita a decapitare il ragazzo, che come se tutto fosse normale raccoglie la sua testa e se ne va.In quel momento per Liàthan cominciano i guai: questa sfida con il ragazzo misterioso porta una vera e propria scossa nella sua vita, quindi si vede costretto a correre ai ripari.Solo a questo punto conosciamo l'identità del ragazzo misterioso: Edwin, un semidio alla ricerca di una vendetta di cui Liàthan non conosce ancora i motivi. Il dio ha solo un anno di tempo per sistemare la faccenda, che pagina dopo pagina diventa sempre più complessa.Eh sì, la storia che Tarenzi racconta in questo romanzo è veramente complessa, ma parecchio affascinante. Non appena la storia comincia ad ingranare veniamo risucchiati in questo intreccio in cui compaiono dei, semidei e mortali e dal quale diventa sempre più difficile staccarsi.Il primo personaggio a comparire sulla scena è Liàthan, un millenario dio della Terra (cioè un dio che si è incarnato in un essere umano, rendendolo divino) ormai stanco, che per pura routine non fa che trascinarsi da una festa all'altra, bere come una spugna, farsi di qualsiasi droga gli capiti sottomano e sedurre ogni ragazza che gli capiti vicino. Da grande guerriero che era stato nei secoli precedenti, si è ridotto praticamente ad essere l'ombra del dio che era una volta.Ad accompagnare Liàthan ci sono Naire, un dio dell'Acqua, e Siaghal, un mezzo orco. Entrambi conoscono bene Liàthan e gli restano amici nonostante lui non sia esattamente sopportabile, anzi, non sono mancati i momenti in cui al posto loro lo avrei preso a padellate. (Poi ci sono stati altri in cui avrei voluto sposarlo ed altri ancora in cui ho immaginato che avremmo finito per lanciarci dei coltelli, ma lo sapete che in quanto fangirl ho una mente contorta). Edwin invece è un semidio, mosso dalla voglia irrefrenabile di vendetta nei confronti di Liàthan, ed è davvero pronto a tutto per ottenerla, non importa se a volte deve ansare contro ogni morale o deve stringere un nuovo Patto: uccidere il dio è il suo unico obiettivo.Infine conosciamo Molly, una prostituta del quartiere a luci rosse di Amsterdam.Da quando ha conosciuto Edwin, qualcosa in lei non va e ha cominciato a vedere alcuni ricordi del ragazzo, che le raccontano una storia incredibile, che risale a settant'anni prima.Nella narrazione in terza persona seguiamo la vicenda attraverso gli occhi di Liàthan, Molly ed Edwin e passiamo attraverso gli avvenimenti nel presente che riguardano il dio e il semidio, mentre Molly spesso ci svela i ricordi di Edwin, terribili per lo più, ma che ci fanno capire le motivazioni della sua sete di vendetta.Devo ammettere che nonostante le mie moltissime letture, non avevo letto ancora un romanzo come questo, in cui l'autore è stato capace di inserire ambientazioni diverse, sia per quanto riguarda i luoghi che i periodi storici, ma soprattutto così tante leggende e divinità. E' stupefacente come tutto funzioni alla perfezione e sono proprio questi elementi a rendere questo romanzo unico. Le descrizioni, sia per quello che riguarda le ambientazioni che i personaggi, sono accurate ma non interrompono la narrazione, anzi, si incastrano benissimo con la storia e la rendono ancora più affascinante. Inoltre nel romanzo non manca la storia d'amore, ma anche questa è molto sui generis. Non vi aspettate romanticherie e scene melense, perché questa storia d'amore non monopolizza il romanzo.Nel complesso posso dire che Godbreaker è stata un'ottima lettura, una piccola scoperta per quanto mi riguarda.Ogni tanto e per qualche strano motivo cado in quella fase particolare che mi fa dire "Non leggo più autori italiani - Gli autori italiani con il fantasy non ci sanno fare". Romanzi come questo mi fanno ricredere pienamente.


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Il mio voto per questo romanzo è quattro riccetti e mezzo! 



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