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Recensione di Scarafaggi di Jo Nesbø

Creato il 28 settembre 2015 da Leggere A Colori @leggereacolori

Recensione di Scarafaggi di Jo NesbøVoto:
Informazioni sul libro
Titolo:Jo Nesbø
Pubblicato da:Einaudi
Collana:Stile libero big
Genere:Thriller
Formato e pagine:
Social:Goodreads
Disponibile su:
in offerta
scontato

L'ambasciatore norvegese Atle Molnes viene trovato assassinato in un motel di Bangkok dalla giovane prostituta Dim. Harry Hole è l'inviato speciale che si occuperà del caso, scoprendo i segreti e le ombre più terribili di una società pronta a tutto, appartenente a un mondo mostruoso e cruento.


“Nessuno dei personaggi ed eventi narrati nel libro va scambiato per una persona esistente o un fatto realmente accaduto. La realtà è troppo poco credibile”

Nonostante il libro non descriva personaggi realmente esistiti o attualmente esistenti, leggendo le pagine di Scarafaggi, purtroppo, ci possiamo rendere conto nell’immediato di quanto certi fatti riprovevoli, inclinazioni malate, perversioni aberranti siano in realtà insite in questo mondo. Atle Molnes è tra i primi personaggi che incontriamo, accasciato sul letto di una stanza di un Motel di Bangkok chiamato Olimpussy. Un nome eloquente, l’emblema del turismo sessuale che attanaglia la Tailandia, attraendo visitatori in incognito, provenienti persino dai più alti ranghi politici dei più civili Paesi del mondo. A indagare sul caso ci pensa il noto Harry Hole, poliziotto inviato dalla Norvegia direttamente nella rumorosa capitale thai per nascondere i dettagli dell’omicidio ai media: l’ambasciatore della Norvegia è stato assassinato in un bordello, è stato trovato con un coltello piantato nella schiena legato, per di più, a Khun Sa, il più grande trafficante di eroina del Paese. No, queste informazioni devono rimanere segrete, Harry Hole avrà anche il vizio di alzare un po’ troppo facilmente il gomito, ma non quando è in servizio. Un caso che si dipana tra segreti e autorità coinvolte, pronte a tutto pur di restare nell’ombra, proprio come gli scarafaggi. Un caso che assicura a Hole un occhio di riguardo per le sue abilità investigative, palesemente snobbate dai colleghi del Nord Europa e in grado di procurargli un guaio dietro l’altro man mano che gli elementi del mosaico iniziano a posizionarsi l’uno accanto all’altro.

Scarafaggi è un thriller molto avvincente, che non perde l’occasione di indurre il lettore a riflettere ampiamente, mediante uno stile narrativo vivace e variopinto. La scrittura scorre piacevolmente, lasciando gli occhi incollati alle pagine che scorrono, mentre, tra un battito di palpebre e l’altro, si stravolge tutto, si scoprono aspetti mostruosi di un’umanità con la quale abbiamo a che fare ogni volta che ci osserviamo allo specchio, ogni volta che stringiamo la mano a qualcuno. Pedofili, imprenditori senza scrupoli dalle menti contorte e corrotte, amori, traffico, smog e…scarafaggi.

È sicuramente consigliabile approcciarsi a questo libro dopo aver letto i precedenti capitoli riguardanti le avventure di Harry Hole, dato che spesso vengono evocati flashback difficili da comprendere senza un’infarinatura del suo background. Un punto a sfavore va, infine, alla velocità dei fatti che si susseguono nel finale: le linee temporali delle storie raccontate, che avvengono tra Bangkok e la Norvegia, iniziano a sovrapporsi con troppa facilità, rischiando di far perdere al lettore il filo conduttore dell’intero romanzo.

Approfondimento

Harry Hole ci viene descritto inizialmente come uno scarafaggio, proprio colui che si dovrà occupare della disinfestazione. Un ubriacone rinchiuso in un bar di Oslo, tra una pinta e l’altra, con un mucchio di fantasmi nell’armadio pronti a fargli Boo quando torna a casa ogni sera. Tutti siamo scarafaggi, tutti abbiamo i nostri mostri, tutti, a volte, amiamo stare nell’ombra e lasciare che le lacrime e le paure proliferino nelle nostre anime. Quello scarafaggio di Hole, però, con tutti i difetti che si ritrova, viene descritto come una persona ligia al dovere, non beve niente fintanto che si trova a Bangkok per indagare, col risultato di poter contare su una mente limpida e allenata a risolvere casi. E ci riesce, pur mettendo in gioco tutto di sé e della propria vita.

La Norvegia si ribalta, da paradigmatica nazione contraddistinta dalla civiltà assoluta, a dipinto maculato di segreti e ombre. Le brave persone, per quanto sante possano sembrare, hanno sempre le proprie ombre: possiamo comprendere quanto siano banali, in realtà, quelle metamorfosi kafkiane che siamo abituati a vivere nell’arco delle più noiose 24 ore. Purtroppo o per fortuna non siamo tutti uguali, c’è chi da scarafaggio ammette di bersi un bicchiere di troppo o di cantare a squarciagola sotto la doccia lasciando scorrere via il marciume putrido della propria esistenza. C’è chi, da scarafaggio perfettamente lucido, ammette invece di aver commesso mostruosità incomprensibili per la morale comune, con grazia e vanità. Anche con una pistola puntata alla testa.

Steva

Questa volta Harry Hole sta mangiando strane cose molto piccanti… Dove lo avrà portato il nuovo caso che lo vede di nuovo protagonista in “Scarafaggi”? Jo Nesbø non delude nemmeno questa volta! Presto arriverà la #recensione fatta da @stevadeathless sul nostro sito! #lac #lacasadellibro #lacasadellettore #narrativa #thriller #norvegia #norge #jonesbo #scarafaggi #einaudi #stileliberobig #citazione #booklovers #instabook #leggereacolori #bookworm

Una foto pubblicata da Leggere a Colori (@leggereacolori) in data: 26 Set 2015 alle ore 05:27 PDT

About Jo Nesbø

è nato a Oslo nel 1960, da una famiglia di scrittori, lettori e cantastorie.
Prima di abbracciare il suo destino e diventare il piú grande autore di crime norvegese si è cimentato in mille mestieri. Ha giocato a calcio nella serie A del suo paese, ha lavorato come giornalista freelance, ha fatto il broker in borsa. Cantante e compositore, si esibisce tutt’oggi regolarmente con la band norvegese dei Di Derre. I suoi libri spaziano dal giallo alla letteratura per l’infanzia, con esiti geniali.

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