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Recensione di Vita degli elfi di Muriel Barbery

Creato il 21 marzo 2016 da Leggere A Colori @leggereacolori
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In breve..

Maria e Clara vivono molto distanti tra loro ma hanno qualcosa in comune: entrambe orfane, abitano con la famiglia adottiva in un paesino di montagna ed è chiaro a tutti che si tratta di due bambine molto speciali. Troppo speciali, perché siano destinate a condurre un'esistenza tranquilla in mezzo alla natura senza incon-trarsi mai. Dall'autrice de "L'eleganza del riccio", un nuovo, insolito romanzo tutto da scoprire.

La prima protagonista di Vita degli elfi è Maria, una bambina di dieci anni che vive in Francia, in un paesino di montagna, con la famiglia che l'ha adottata dopo averla trovata abbandonata sulla soglia di casa. Maria era ancora in fasce e sulla stoffa bianca che l'avvolgeva c'era una scritta, "mantendré siempre", che nessuno riuscì ad interpretare ma che le fece attribuire origini spagnole. La bambina ama passeggiare in mezzo alla natura e proprio durante una delle sue escursioni si verifica il primo episodio strano: una creatura a metà strada tra un uomo, un cinghiale e un cavallo, la prende per mano e passeggia con lei sotto una prematura nevicata autunnale. Memore delle strane circostanze dell'arrivo di Maria dieci anni prima, il padre della piccola si allarma, iniziando a presagire cambiamenti non necessariamente positivi.

Approfondimento

Intanto in Italia, sulle montagne dell'Abruzzo, Clara invece vive tranquilla con il parroco del paese, padre Centi, e la sua perpetua; anche lei è orfana ed è stata trovata sulla scalinata della chiesa anni prima. La sua vita conosce una svolta quando viene portato al paesello un pianoforte, appartenuto ad alcuni parenti del religioso, e Clara scopre improvvisamente di saper suonare come se non avesse fatto altro che studiare musica da sempre, quando invece non aveva mai neanche toccato uno strumento. Alessandro Centi, fratello del parroco, decide quindi di portarla con sé in città, all'Aquila, per affidarla al maestro Acciavatti. Clara entra così in contatto con un nuovo ambiente e inizia ad acquisire informazioni sulle sue origini e sui suoi poteri: il mondo è molto più complicato di come aveva imparato a conoscerlo e ci sono forze negative che rischiano di prendere il sopravvento e bisogna prepararsi ad affrontarle.

Ma che ruolo hanno lei e Maria in tutto questo? È chiaro a tutti che si tratta di due bambine fuori dall'ordinario: oltre all'età e al fatto di essere orfane, le accomunano una percezione della realtà e una sensibilità uniche, palesi anche ai semplici abitanti di un villaggio di montagna. Qual è il vero legame tra le due fanciulle, apparentemente così distanti? Davvero al di là della realtà c'è una altro livello di percezione, una sorta di mondo parallelo? Si sta preparando una battaglia tra poteri di opposta natura e sembra che solo la purezza e la forza d'animo di due bimbe possano salvare la situazione.

"Cosa sai tu di fantasmi?" le domandò lui di ritorno.
"Vivono con noi".
"No, siamo noi che viviamo con loro e non li lasciamo andare.
Per questo bisogna raccontare loro la storia giusta".

Per chi ha letto e adorato L'eleganza del riccio, temo che Vita degli elfi possa rivelarsi una delusione: tanto reale e concreto il primo, quanto evanescente e incorporeo il secondo. L'intento simbolico è chiaro: la forza di chi sembra debole prevale sulla debolezza di chi si crede forte e, prendendo in prestito le parole di Massimo Gramellini, Ci salveranno gli ingenui. Purtroppo il messaggio rimane in una dimensione troppo distante perché il lettore possa farlo proprio e portarselo a casa a fine libro. Un libro che, tra l'altro, sembra non finire mai, nonostante la brevità.

Appena iniziata la lettura di Vita degli elfi si rimane un po' spiazzati dal racconto al confine tra realtà e magia: ci si rende conto di avere a che fare con un romanzo diverso, non tradizionale, inatteso, ma non si capisce bene dove porti e dove sia il senso di tutto. I personaggi sono presentati in modo insolito, i dialoghi e le descrizioni sono ricchi di simbolismo e tutto ciò rende il romanzo poco accessibile, come se al lettore fosse permesso stare sulla soglia, ma non entrare e girare per la stanza.

Recensione di Vita degli elfi di Muriel Barbery

Talvolta si perde il filo del discorso, soprattutto a causa della successione di immagini, descrizioni e sogni che deviano l'attenzione dalla trama, di fatto scarna. Il senso potrebbe essere che le vere battaglie e i veri ostacoli siano nell'animo degli uomini e non nella realtà, ma si fa comunque molta fatica anche interpretandolo così.

Nonostante le protagoniste siano due bambine e l'atmosfera quasi fiabesca, Vita degli elfi rimane un libro per adulti perché il linguaggio, la cura nelle descrizioni e nella presentazione delle immagini renderebbero la lettura ostica a un pubblico giovane.

In conclusione, non posso dire di aver apprezzato questo romanzo della Muriel al confine tra narrativa e fantasy, anzi sono rimasta delusa perché mi aspettavo e desideravo una storia con la stessa intensità de L'eleganza del riccio e invece ho trovato un romanzo che non mi ha emozionato, a tratti mi ha annoiato, e non mi ha lasciato niente.

About Muriel Barbery

Muriel Barbery è autrice del bestseller internazionale L'eleganza del riccio (E/O, 2007) e di Estasi culinarie (E/O, 2008). Ha vissuto a Kyoto, Amsterdam e Parigi e attualmente vive nella campagna francese.

Recensione di Vita degli elfi di Muriel Barbery

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