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Recensione: "DIMMI CHE CREDI AL DESTINO" di Luca Bianchini.

Creato il 24 giugno 2015 da Blog
Recensione:
Genere: Narrativa moderna e contemporaneaEditore: MondadoriCollana: Scrittori Italiani e Stranieri
Pagine:
264Prezzo: € 17,00Uscita:  12 Maggio 2015
Sinossi:
Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa L'ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese – inimitabile compagna di scorribande – che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l'Italian Bookshop.La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama Guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti. Tra humour inglese e una malinconia tutta italiana, Dimmi che credi al destino è una storia commovente di rinascita e speranza. Ambientato in una Londra dove il cielo cambia sempre colore e l'amore brucia a fuoco lento, Luca Bianchini racconta con il suo stile inconfondibile una storia che non avresti mai pensato di ascoltare, e che assomiglia terribilmente alla vita.
L’autore:Luca Bianchini è nato a Torino l'11 febbraio 1970 e crede nel destino. Per Mondadori ha pubblicato i romanzi Instant Love (2003), Ti seguo ogni notte(2004), Se domani farà bel tempo (2007) e Siamo solo amici (2010). Nel 2005 ha scritto la biografia di Eros Ramazzotti Eros - Lo giuro. Nel 2013 ha pubblicato con grande successo le storie pugliesi di Io che amo solo te e La cena di NataleIo che amo solo te sarà presto un film. Ha condotto per anni 'Colazione da Tiffany' su Radio2 e collabora con 'la Repubblica' e 'Vanity Fair', per cui tiene il blog 'Pop Up'.Recensione:
Recensione: “Dimmi che credi al destino” di Luca Bianchini è il libro giusto al momento giusto, una matrioska di emozioni che ti lascia senza fiato e ti coinvolge dalla prima all’ultima parola.La storia raccontata è quella di Ornella: italiana a Londra. Libraia. Solo questo? Assolutamente no. Attraverso il salvataggio dell’Italian bookshop si scoprono tutti gli aspetti del carattere e del passato della protagonista.Si tratta di una storia apparentemente semplice ma che in realtà nasconde, sotto la patina di allegria e timidezza, sentimenti profondi e sfide personali.Attraverso un ritorno in Italia, alle radici, Ornella riesce a trovare la forza di salvare la libreria e di uscire dal guscio di cartapesta da lei stesso costruito.La storia ha, a mio avviso, una struttura circolare, non solo in termini logistici: Inghilterra-Italia-Inghilterra, ma anche in termini emotivi. Tornare dal marito significa tornare lì dove la storia è iniziata e le permette di proseguire la sua vita nel modo migliore possibile: essendo felice.Ad accompagnare Ornella in questa avventura troviamo molti personaggi, tutti con un disagio e un problema di fondo che li attanaglia in maniera più o meno evidente.Troviamo “la” Patti, sua ancora e migliore amica, l’unica a capirla e sostenerla sempre. L’unica a condividere il suo passato al cento per cento.Diego, il barbiere napoletano che invade la libreria, è l’altro perno del romanzo: non solo per le caratteristiche caratteriali molto marcate, ma anche e soprattutto perché rappresenta un altro aspetto del disagio umano, quello della diversità. Come Ornella, anche Diego è allegro e spensierato fuori ma pieno di paure dentro. Un personaggio complesso che sarebbe bello vedere in un altro lavoro di Bianchini.Clara è la collega tutta d’un pezzo che maschera la solitudine dietro l’aplomb inglese.Infine troviamo l’amore e coscienza: Bernard e Mr George. Silenziosi amici e confidenti, vedono attraverso la superficialità di Ornella e la amano, in maniera diversa, ma profondamente.Mi rendo conto che non è mai bene snocciolare molti nomi in una recensione, ma senza i personaggi appena citati non esisterebbe la storia, né Ornella.Chi è dunque Ornella? È una donna cinquantenne che ha affrontato molte sfide difficili nel suo passato ma che si è sempre rialzata con coraggio e forza. Capisce quando non è più il momento di procrastinare e agisce secondo l’istinto e non sempre il buon senso. Ornella è umana, fragile e forte. È una donna da ammirare.Il tutto è raccontato con uno stile semplice e brioso, di facile comprensione e in cui ci si immedesima subito. Le pagine volano sotto la penna delicata dell’autore, il che mi ha fatto pensare che è il mondo editoriale è estremamente ed erroneamente femminista: ci sono tanti talenti di sesso maschile che meritano tutto il nostro rispetto e la nostra stima. Posso dire che Luca Bianchini, non solo si è meritato cinque stelline su cinque, ma anche tutta la mia ammirazione!Recensione:
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