Recensione e opinione di American Sniper

Creato il 26 gennaio 2015 da Alessio688

Un cecchino infallibile

Protagonista di American Sniper è Chris Kyle, un U.S. Navy SEAL che viene inviato in Iraq con una missione precisa: proteggere i suoi commilitoni. La sua massima precisione salva innumerevoli vite sul campo di battaglia e mentre si diffondono i racconti del suo grande coraggio, viene soprannominato “Leggenda”. Nel frattempo cresce la sua reputazione anche dietro le file nemiche, e viene messa una taglia sulla sua testa rendendolo il primario bersaglio per gli insorti. Allo stesso tempo, combatte un’altra battaglia in casa propria nel tentativo di essere sia un buon marito e padre nonostante si trovi dall’altra parte del mondo. Il film è diretto da Clint Eastwood e nel cast troviamo: Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman, Luke Grimes, Navid Negahban.

Trailer

Opinione

Chris Kyle è un texano amante dei rodei che vuole proteggere a ogni costo la sua nazione dai terroristi, crede fermamente nei valori della famiglia e in Dio. Potrei dire con certezza che è il prototipo di uomo che la società americana ha provato a creare per decenni. Quando sono uscito dalla sala credevo che questa volta Clint Eastwood,in alcune scene, fosse caduto nel banale. Vedere il protagonista appostato sui tetti per proteggere i compagni, con il suo fedele fucile e la bibbia nel taschino, mi sapeva molto di “americanata”. Tornato a casa però scopro che il regista è stato fedele nel riportare l’autobiografia di Kyle. Effettivamente lui credeva profondamente in quello che faceva, talmente tanto che non si rendeva conto quanto la guerra lo stesse cambiando. Kyle ha dichiarato di non essere pentito tanto per le persone che ha ucciso ma quanto per i compagni che non è riuscito a salvare.

Eastwood ci mostra come la guerra ti cambia, come logora i soldati da dentro.Facendo un primo piano sui reduci cambiati a causa del conflitto, che li ha segnati con una ferita indelebile nell’animo, il film denuncia come questi vengano lasciati soli nel loro recupero per il reintegro nella vita normale.

Secondo me il film lascia riflettere lo stesso spettatore sulla guerra, non facendo capire a chiare lettere se questa sia giusta o sbagliata. Questo può essere sia un pro che un contro, a seconda dei gusti ovviamente.

Un voto positivo va poi a Bradley Cooper. Mi è piaciuto molto nel ruolo di Chris Kyle riuscendo a interpretarlo sempre in maniera eccellente, anche nelle scene più drammatiche.

Nel complesso un bel film, che però ho apprezzato di più documentandomi a casa sulla vera storia di Chris Kyle e riflettendo su alcune scene. Sono riuscito a capire infatti che il militare era veramente come lo ha descritto Clint Eastwood nel film e che alcune scene non sono frutto di scelte banali.

Il regista però ha dipinto tutto in bianco e nero. Ci sono i buoni che sono gli americani e i cattivi che sono tutti gli altri. Una visione un po’ semplicistica di un conflitto che si protrae da così tanto tempo, e che allo spettatore meno informato potrebbe non far capire la reale profondità di questa guerra. Probabilmente questo messaggio non era alla base di questo film, ma io comunque me lo sarei aspettato.

Clint Eastwood ci racconta fedelmente la storia di Chris Kyle, e lo fa con un film che nel complesso ha molte luci e poche ombre.

Voto 8



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