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Recensione "Fiocchi di cotone per Jeanie" (Yamato Video)

Da Valentinabellettini


Pensiero che si esprime in libertà!


Ricordo che questo "cartone" lo guardavo da bambina; in particolar modo mi era rimasta impressa la sigla di Cristina D'avena e la bionda protagonista, per il resto non ricordavo nemmeno di cosa parlasse, ma ho rimediato di recente seguendo la programmazione su Anime Gold (canale 285 del digitale terrestre).
L'anime è formato da 52 episodi inizialmente ambientati nel 1838 a Lawrenceville, Pennsylvania, e segue le vicende di Jeanie McDowell e i suoi amici d'infanzia: Bill, ragazzo di colore che suona il banjo, e Stephen Foster, che compone melodie con la fisarmonica.
Questi nomi potrebbero suonare nuovi, invece Jeanie e Stephen sono persone realmente esistite, le stesse a cui l'anime è dedicato e a cui liberamente s'ispira per raccontare le loro storie: Stephen Foster è infatti il compositore statunitense che ha lanciato canzoni popolari, celebri anche oltreoceano, come "Oh, Susanna!" che tante innumerevoli volte ascolteremo nell'anime, così come il motivo che corrisponde a "Jeanie with the light brown hair", dedicata appunto alla moglie Jeanie McDowell. Sebbene vedremo sempre in primo piano Jeanie, alla fine ci renderemo conto che è la storia di Stephen Foster, da quando accarezza il sogno di diventare compositore, a quando si presenta la possibilità di vendere le sue musiche; non a caso è la voce narrante.
Fatta questa doverosa premessa, torniamo alla trama dell'anime.
Jeanie è una spensierata tredicenne che vive con il papà Freddy, un medico, la madre Julia, assistente infermiera, e una famiglia di persone di colore che presta servizio ai McDowell, composta da padre (si occupa del giardino e di altri lavori pesanti), madre (addetta alla cucina) e figlio (Bill, che di tanto in tanto aiuta il padre). Jeanie è molto amica di quest'ultimo, e insieme a Stephen trascorrono le giornate correndo per le verdi colline suonando e cantando le canzoni che Stephen ha scritto ispirandosi a quella semplice vita di campagna. Come anticipa la voce narrante di Stephen alla fine di ognuno dei primi due episodi (si poteva evitare, eh!), la vita di Jeanie viene presto sconvolta dall'improvvisa morte della madre, e poco tempo dopo, nella vita di Jeanie e il padre entra l'aristocratica Diana, con la quale Jeanie instaura un rapporto d'amicizia costellato però da diverse incomprensioni; Diana cerca infatti d'imporre la sua educazione e la sua stessa istruzione a Jeanie, ma la ragazza, da sempre abituata ad aiutare gli altri perché casa sua è un costante via-vai di malati, ha ormai maturato il desiderio di diventare medico come il padre (e l'anime fa notare quanto sia raro, in quegli anni, che una donna ottenga quel ruolo).
Diversamente da Jeanie, che ha un temperamento ribelle e determinato, Stephen, accantona l'idea di diventare un compositore e si piega al volere del padre partendo per New York alla volta della scuola per avvocati scelta da quest'ultimo; solo Bill non ha ancora chiaro quel che voglia fare nella vita, ma nel corso della storia acquisterà consapevolezza, e allora le scelte dei tre amici si muoveranno in parallelo, s'incroceranno, si scontreranno pure, ma quel che conta è che ognuno veda realizzato il suo sogno.
"Fiocchi di cotone per Jeanie" ("Kaze no naka no shojo kinpatsu no Jeni", letteralmente "Jeanie la ragazza bionda nel vento") ha infatti come tema principale la realizzazione dei propri sogni, così per ognuno dei tre protagonisti seguiamo il percorso di formazione con le inevitabili difficoltà che lo contraddistinguono, ad esempio, per Jeanie, l'integrazione nel collegio femminile dove vige la dittatura della Signorina Garland, poi due anni dopo con il tirocinio in quel paesino sperduto dove un orfanotrofio povero rischia continuamente la chiusura; per Bill, invece, la difficoltà risiede nel fatto che non viene da una famiglia benestante come Jeanie o Stephen, ma soprattutto che è di colore, e pur non essendo uno schiavo (a quell'epoca la schiavitù era già stata abolita) è oggetto di discriminazione (cito ad esempio l'episodio nella bottega, dovei cade un barattolo da uno scaffale, lui lo raccoglie, e subito gli viene dato del ladro) e talvolta è lui per primo a sminuire se stesso, perché si abbatte al pensiero che non sappia fare altro se non i lavori manuali, una sorta di crisi d'identità che lo toccherà più volte, come accadrà anche a Stephen nella musica e a Jeanie.
La crisi di Jeanie mi ha particolarmente colpita, perché se per gran parte dell'anime la vediamo comportarsi in maniera esemplare, quando la storia si sposta ai due anni successivi, ci sorprende vederla perdere la pazienza con Michelle, una ragazzina dell'orfanotrofio. Vien da pensare: "Jeanie non si comporterebbe mai, così! Questa non è Jeanie!" Ma la verità è che Jeanie è cresciuta. Ha perso un po' della sua innocenza, della sua semplicità, della sua fede (intesa in senso ampio, non strettamente religioso), diventando più rigida, un po' come la tanto criticata Signorina Garland, mentre lei, citazione: "io volevo essere come la mamma..." (e noi giù coi lacrimoni!)
Fin dall'inizio, Jeanie è una pura di cuore. Non solo, cambia positivamente molte persone, riuscendo a fare breccia anche nei cuori più freddi. Grazie a lei, l'anime trasmette valori quali il rispetto, l'altruismo (addirittura prendersi le colpe quando si è innocenti, pur di salvare le posizioni altrui), la generosità e la condivisione (specie in tempi di miseria), il senso della giustizia, il non farsi mettere i piedi in testa da nessuno, non giudicare limitandosi solo all'aspetto, e una sottigliezza come il non compatire, perché ognuno ha una sua dignità. Quest'ultimo emerge dall'episodio in cui arriva al collegio una nuova ragazza, Julia, vestita di stracci e che dice d'essere un'orfana. Mentre le altre alunne la compatiscono, Jeanie reagisce così: "Perché poverina? Ora è nella nostra scuola e deve gettarsi il passato alle spalle. Poi noi veniamo da tanti posti diversi, io da Lawrenceville, tu Betty da New York, ma con le divise siamo tutte uguali."
Questa frase si riallaccia al tema della discriminazione accennato poco fa, ebbene, Jeanie spende belle parole anche in questi casi, ad esempio, appena arrivata al collegio incontra un uomo di colore che l'accompagna dalla preside, e mentre Jeanie si presenta, lui non proferisce parola. Davanti all'insistenza della ragazza, l'uomo dice: "La gente come me, da queste parti, ha lo stesso valore degli alberi. A nessuno interessa sapere come mi chiamo; nessuno parla con gli alberi." Ecco la risposta di Jeanie: "No! Non è vero! Io parlo sempre con gli alberi e con i fiori del bosco; inoltre sei un essere umano, perché ti paragoni a una pianta?"
E' per frasi come queste che l'anime dovrebbe essere visto anche dai bambini: Jeanie è un buon esempio per loro, anzi, lo è per tutti. Fortuna che esiste Anime Gold (dimentichiamo italia1)! A proposito, ci sono ancora le repliche in svariati orari, altrimenti la serie è racchiusa in due soli cofanetti distribuiti da Yamato Video.
"Fiocchi di cotone per Jeanie" è un anime che insegna e commuove, e a parte quei cinque episodi noiosi delle vacanze estive, palesemente riempitivi, e che sono un susseguirsi d'improbabili peripezie con altrettanto improbabili personaggi (i ladri "buoni" che assomigliano tantissimo a quelli del film "Mamma ho perso l'aereo", anche nell'aspetto), si mantiene su un livello medio-alto, anche per quanto riguarda i disegni, le animazioni e le musiche (a parte i cori stonati!). Le parti che più mi hanno appassionato sono state quelle al collegio (una vera e propria rivoluzione all'insegna della libertà!) e tutta quella in cui vediamo i tre protagonisti, ora cresciuti, con Jeanie che si prende a cuore la situazione nell'orfanotrofio (lacrime a ogni episodio). Il finale scivola via un po' in fretta, forse mi aspettavo qualche scena in più per quanto riguarda l'amore tra Stephen e Jeanie (bello anche il parallelo con la storia tra Nancy e il medico scorbutico), tutto sommato, ben 4 stelle!
Con la dolce e determinata Jeanie,approfitto per fare gli auguri a tutte le amiche, followers e visitatrici:
BUON 8 MARZO!




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