Recensione | Gotham 1×09 “Harvey Dent”

Creato il 21 novembre 2014 da Parolepelate

Buongiorno, pelatini! <3"><3"><3

Eccomi con una nuova recensione per voi direttamente dall’oscuro mondo di Gotham.

 

Questa puntata si profilava interessante già dall’ultima vista, considerato il numero di pedine in gioco e i recenti sviluppi, quindi l’ho guardata con un’aspettativa che, fino a poco tempo fa, non credevo possibile e non ne sono rimasta particolarmente delusa, ma nemmeno particolarmente convinta.

Diciamo una puntata senza lode né infamia, ecco.

Ci eravamo lasciati con Selina Kyle che riappariva in centrale dopo aver svaligiato dei negozi alla moda e chiedeva di Gordon, non particolarmente contento di vederla. Ci riavviciniamo ai due all’inizio della puntata: Gordon ha portato Selina a casa sua per farla parlare con il ritrattista della Polizia di Gotham perché gli descriva esattamente l’assassino dei Wayne.

Nel frattempo, scopre del biglietto di Barbara che ha deciso di lasciarlo a se stesso mentre lei cercherà di rimettere in sesto i pezzi della sua vita.

E vabbé, che fosse una persona inutile l’avevamo capito tutti, ma vuoi davvero rimetterti in piedi tornando da Montoya?

La scena delle due a letto insieme mi ha lasciata profondamente disturbata e se solo avessi guadagnato un euro per tutti i minuti in cui ho continuato a guardare la puntata con la faccia da pesce lesso ripensando alla scena, adesso mi starei già pagando le sedute psichiatriche di cui credo fermamente di aver bisogno.

Voglio dire, dai!

Che stronza patentata e laureata!

Fossi in Gordon la cercherei fino in capo al mondo solo per strozzarla con le mie mani!

Ok *respiro profondo* mi calmo *altro respiro profondo*.

                          

Nel mentre, un dinamitardo professionista, Ian Hargrove, sta per essere trasferito in una nuova struttura e da come ne parlano i poliziotti, sebbene abbia fatto saltare una dozzina di vecchi edifici a Gotham (ma non ha fatto un favore a tutti, così? Adesso potrete costruirne di nuovi, no?) e abbia accidentalmente ucciso due uomini nell’ultima esplosione, pare debbano trasportare Hannibal Lecter in persona.

Gli mettono addirittura i manicotti di protezione!

Cosa pensate possa fare, preparare un esplosivo con unghia e pellicine?

Ma ok, è la prassi e va rispettata, anche se, attenti a toccarlo solo se necessario, a non parlargli e a non so cos’altro, neanche si accorgono che si é appena sputato in mano un pezzo di carta.

Mi sa che i Dipartimenti di Polizia non funzionano dappertutto, non solo in Italia.

Gordon, giunto a villa Wayne dove ha intenzione di parcheggiare Selina Kyle perché rimanga al sicuro in quanto testimone dell’omicidio dei genitori di Bruce, fa vedere al piccoletto di casa il ritratto creato sulla descrizione di Cat, ma ovviamente Bruce non lo riconosce.

Alfred si oppone alla permanenza della ladruncola in casa loro, sostenendo che ciò metterà in serio pericolo il signorino, ma Bruce non sembra dello stesso avviso e decide di farla restare.

Inoltre, Gordon ha intenzione di incontrare un avvocato onesto di Gotham insieme ad Allen e mi-scopo-la-tua-fidanzata-ma-faccio-finta-di-esserti-amica-Montoya perché conduca il processo e li aiuti a risolvere il mistero.

Neanche a dirlo, visto il titolo della puntata, l’avvocato in questione è Harvey Dent che si mette subito in mostra con il trucchetto della moneta dalle facce identiche per salvare la carriera di un giovanotto: testa, il ragazzino vince, ma deve promettere di togliersi dai guai e ricominciare ad andare a scuola; croce, Harvey lo porterà in carcere.

Ovviamente e palesemente, il ragazzo vince ed Harvey lo lascia andare.

All’arrivo di Gordon e compari, si riuniscono nell’ufficio di Dent per discutere della strategia da adottare in merito alla testimonianza di Selina Kyle e al possibile mandante dell’omicidio dei Wayne.

Harvey vuole puntare tutto su un certo Lovecraft, miliardario proprietario di immobili, sostanze chimiche, neanche a dirlo, corrotto come pochi.

Dent vuole incastrarlo spargendo la voce che sia lui il mandante dell’assassinio dei Wayne, ma senza fare nomi, né essere totalmente veritiero. Vuole colpire Lovecraft con supposizioni non propriamente fondate, perché forti della presenza di un testimone come Cat che non varrebbe come prova concreta in tribunale, ma che Lovecraft non può sapere tali.

Nell’incontro tra quest’ultimo e l’avvocato Dent, emerge il suo lato oscuro, un lato aggressivo e incontrollato che fa ripensare al mezza-faccia dei film di Batman.

Ammetto di essermi immaginata Dent in maniera diversa, ma credo abbiano fatto bene a scegliere una faccia pulita come quella dell’attore che lo interpreta, perché da’ subito un’impressione positiva, di correttezza, onestà e rigore, tanto che non immagineresti mai possa trasformarsi in un tipo così aggressivo.

                     

Continua anche la missione di Pinguino, che pare aver scoperto l’appartamento di Liza (la pedina di Fish nella lotta a Falcone) e pare del tutto intenzionato a scoprire se sia proprio lei la prescelta da Fish.

Il profumo che indossano è lo stesso, viola e Pinguino non si fa scrupoli ad annusarle in perfetto stile sono il compagno di giochi segreto di Hannibal Lecter e non me ne vergogno.

Quando incontra la stessa Liza per un tête-à-tête, mettendola di fronte al fatto compiuto di conoscere perfettamente la sua missione e la sua mandante, Liza non può fare altro che confessare, anche se Pinguino, nel suo intricato progetto di distruzione di massa della Fish Mooney Company, le dice semplicemente di continuare in quella direzione senza dire niente a nessuno.

Continuano anche le indagini su Ian Hargrove, rapito da una banda di russi durante il trasporto e costretto per loro a fabbricare ordigni esplosivi.

L’obiettivo della banda è la cassetta di sicurezza di Falcone.

Delegato in carica? Fish Mooney, *ding, ding, ding!*, avete vinto centomila euro *no, scherzo, non ho centomila euro da regalarvi, sorry*.

I russi assoldati non sono altro che i vecchi compagni di Nikolai, ex amante di Fish fatto fuori da Falcone, che adesso lavorano per lei nella lotta sotterranea a Falcone mirata a distruggerlo lentamente.

Gordon e Bullock, grazie anche all’aiuto di Nygma, riescono a rintracciare una possibile fabbrica di vecchi materiali in cui le bombe vengono fabbricate e per un pelo, riescono a liberare Ian, interrotti, però, dalla banda che scappa in fretta e furia.

La Polizia riesce ad accerchiarli subito dopo il colpo alla cassaforte di Falcone, ma il tutto si risolve in un gigantesco boooom! che uccide tutti i russi.

Ovviamente, Fish ha organizzato il colpo dinamitardo che ha quasi sterminato poliziotti, russi e lo stesso Ian, per liberarsi delle prove.

Ian viene trasferito ad Arkham sotto indicazione del sindaco di Gotham, affinché venga seguito nelle cure mentali più adatte, in quanto fin da piccolo presentava evidenti disturbi psichiatrici, come precedentemente rivelato dal fratello, interrogato da Gordon e Bullock come possibile sospettato della fuga di Ian.

Non so quanto possa fargli bene Arkham (persino lui sembra scettico alla vista della struttura recentemente rimessa a nuovo), ma sempre meglio di finire in isolamento senza cure, preso di mira dagli altri detenuti solo perché più fragile e incapace di difendersi.

                         

Nell’episodio abbiamo modo di avventurarci anche nella faccenda convivenza tra Cat e Bruce nella stessa casa, il che sembra un paradosso, visto che paiono essere agli antipodi: lui così rigido, centrato, rigoroso e lei così spavalda, arrogante e menefreghista.

Intorno a loro aleggia anche un alone di attrazione innocente: ovviamente Bruce è incuriosito da lei, così diversa da lui e Cat altrettanto, tanto da arrivare a provocarlo di baciarlo solo perché lui le confessa di non aver mai baciato una ragazza.

Oltretutto, questa ragazza è decisamente dalla mia parte, non solo perché gli domanda come mai non vada a scuola ed io alla risposta di Bruce che sta organizzandosi un piano di studi personale e privato, ho strabuzzato gli occhi e nella mia testa è risuonato forte e chiaro un WTF??? grande quanto il Colosseo, ma anche perché lo osserva fare del suo meglio per disciplinarsi, mettendosi alla prova sott’acqua a trattenere il fiato o a combattere con Alfred e ne rimane decisamente stranita.

Come gli dice, a ragione, non sarà la disciplina o la boxe a far sì che sopravviva in mezzo alla strada, ci vuole cattiveria, una cosa che lui non ha e che, aggiungerei, non avrà mai, perché ha un codice di comportamento ben preciso, anche da Batman.

I due, comunque, non sembrano andare particolarmente d’accordo, specialmente quando Bruce le chiede dei suoi genitori, e lei lo liquida in maniera fredda e brusca.

Quando decide di aprirsi dopo l’ammissione di Bruce di sentirsi un codardo nei confronti della morte dei suoi genitori perché non ha potuto fare niente per salvarli, Cat inventa una storia, lasciatemelo dire, fantascientifica su sua madre che farebbe parte dei servizi segreti, ma in realtà è sotto copertura come agente di spettacolo in giro per il mondo, cosa che riguarderebbe una missione e che non appena l’avrà portata a termine, tornerà a prenderla.

E’ evidente il bisogno di sicurezza di Cat e di affetto ed è evidente altresì quanto sia difficile relazionarsi con Bruce, che è sempre stato un ragazzino amato e coccolato dai suoi genitori ed ora da Alfred che si prende cura di lui con dedizione e amore.

La scena in cui si lanciano cibo vicendevolmente, con Cat che ha promesso a Bruce che se riuscirà a colpirla, gli permetterà di baciarla, mi ha davvero intenerita e fatto sorridere, perché finalmente ho colto in loro due ragazzini della loro età che si divertono e che non hanno pensieri più grandi di loro ad affossarli, a schiacciarli e a farli sentire diversi, perché lo sono, per via di quello che è loro successo, ma non per questo devono dimenticarsi della loro infanzia o degli effettivi ruoli che hanno, quelli, appunto, di ragazzini.

Tutto è bene quello che finisce bene, giusto?

Non che sia finito tutto bene, o che sia finito qualcosa, però, non so, quest’episodio mi ha dato un po’ la sensazione di epilogo.

O sono io che sono troppo fissata con il fatto che non vorrei mai che le serie tv che mi piacciono finiscano (anche se solo per quella stagione), oppure, boh, sono catastrofica.

Sì, insomma, non credo che le cose si evolveranno molto per gran parte dei personaggi: ci siamo sbarazzati di Barbara (Oh, Dio, suona male sbarazzati, vero? Ma tant’è, Jim è nostro ora e ce lo coccoliamo noi, dico bene?) e non credo che tornerà nella vita di Gordon molto presto; Bruce e Selina stanno facendo amicizia ed Alfred non sembra più così preoccupato della sicurezza del signorino Wayne perché Cat è effettivamente una boccata d’aria fresca; Gordon e Bullock indagano sui criminali, come sempre; Fish Mooney continua la sua personale lotta per la presa del potere al posto di Falcone.

L’unico interrogativo è, come sempre, Pinguino.

Che abbia qualcosa in mente, non potrebbe essere più chiaro, ma cosa?

Secondo il mio modesto parere, ne vedremo delle belle da lui nei prossimi episodi, anche se devo dire che lasciarci sempre in sospeso sulle sue intenzioni, è ancora più intrigante (sono masochista, lo so).

Sui protagonisti nulla da dire, ineccepibili come sempre e anche la nuova comparsa nei panni di Harvey Dent si è già guadagnata un posticino nel mio già pieno poster mentale dei personaggi che adoro.

E’ più forte di me: i doppia-faccia mi attirano come api il miele.

Solite lamentele per i soliti, già citati in precedenti recensioni, caratteri tecnici: villa Wayne mono-stanza (nonostante l’apparizione del corridoio); Barbara che lascia a Jim il suo mega-attico (voglio dire, io casomai avrei cacciato lui di casa, non me ne sarei andata io, o Jim è così povero da non avere neanche un posto dove andare?); Selina viene mandata a casa Wayne per essere al sicuro e perché Gordon pensa che da lì non possa scappare, e perché mai? E’ scappata da posti ben più sicuri di quello, non vedo come non debba voler fuggire da casa di Bruce e poi di quale sicurezza parliamo, in fondo? Chiunque abbia ucciso i Wayne e voglia eliminare possibili testimoni (compreso Bruce) non ci metterebbe poi molto a scoprire che Selina è lì (anche se non conoscono il suo nome) e a farla fuori e a quel punto chi salverebbe tutti da un’aggressione? Alfred? Ne dubito.

E poi come mai Fish non ha ancora afferrato l’importanza di Pinguino in tutta la faccenda faida-tra-famiglie? Lo considera una nullità, ma non pensa a come abbia ottenuto il favore di Falcone e di Maroni per restare vivo? E non pensa che non è stato un caso se Falcone abbia ordinato proprio a Gordon di ucciderlo, visto che Fish sa benissimo che Gordon non è corrotto come gli altri?

Sì, ok, Oswald è il suo punto debole, non ci piove, ma non ce la vedo Fish così sprovveduta in una questione così importante per lei, per la quale sembra aver organizzato tutto alla perfezione.

Comunque, tutte le serie tv hanno i loro pregi e i loro difetti e certo Gotham non ne è esente.

Vero è anche, però, che non si può basare un giudizio solo sugli aspetti puramente razionali degli episodi, ma bisogna tener conto di tante altre cose.

Il mio voto all’episodio di questa settimana, tirando le somme, è 8,5/10.

Un ottimo episodio, forse non concitato come i precedenti, ma non per questo carente in trama o coinvolgimento.

Noi ci rileggiamo alla prossima recensione.

State fuori dai guai, mi raccomando ;)

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