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Recensione: "Il fantasma dell'Opera" di Gaston Leroux.

Creato il 08 giugno 2015 da Marta @RosaMDeserto
Recensione: fantasma dell'Opera

Trama

Recensione

C'è una virtù nella musica che fa sì che non esista più niente del mondo esteriore al di fuori di quei suoni che vengono a colpirvi nel profondo del vostro cuore.
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Papà Daaé sosteneva che tutti i grandi musicisti, tutti i grandi artisti ricevono almeno una volta nella loro vita la visita dell'Angelo della musica. Questo Angelo si è chinato talvolta sulla loro culla, come è successo alla piccola Lotte; per questo esistono piccoli prodigi che a sei anni suonano il violino meglio di un uomo di cinquanta, il che, ammetterete, è davvero straordinario. A volte l'Angelo viene molto più tardi, perché i bambini non fanno i bravi, non vogliono imparare il metodo e trascurano le scale. Talvolta l'Angelo neppure viene, perché non trova né un cuore puro né una coscienza tranquilla. L'Angelo non si può vedere, ma si fa sentire alle anime predestinate. Spesso accade proprio quando meno se l'aspettano, quando si sentono tristi e scoraggiate. Allora, l'orecchio percepisce d'improvviso celesti melodie, una voce divina, e se ne ricorda per tutta la vita. Le persone visitate dall'Angelo ne restano come infiammate. Vibrano di un brivido sconosciuto agli altri mortali. E hanno questo privilegio di non poter più toccare uno strumento o aprire la bocca per cantare senza far udire suoni che per bellezza fanno arrossire tutti gli altri suoni umani. Chi non sa che l'Angelo della musica li ha visitati dice che hanno del genio.
Avevo soltanto bisogno di essere amato per diventare buono!
Recensione: fantasma dell'Opera
Povero sventurato Erik! Bisogna compiangerlo? Bisogna maledirlo? Chiedeva soltanto di essere qualcuno, come tutti gli altri! Ma era troppo mostruoso! E dovette nascondere il proprio genio o utilizzarlo per compiere trucchi, quando, con un viso normale, sarebbe stato uno degli spiriti più nobili della razza umana! Aveva un cuore capace di contenere il mondo intero, ma alla fine dovette accontentarsi di una caverna.


Dal libro al teatro e al cinema!

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