[Recensione] Il rosso e il nero di Stendhal

Creato il 03 gennaio 2016 da Lafenicebook @LaFeniceBook

Buona domenica cari Lettori! Oggi per la rubrica "Letture dal passato", parliamo di un classico molto conosciuto...
Il rosso e il nero è probabilmente il romanzo più conosciuto di Stendhal. Il protagonista della storia è il giovane Julien Sorel, un giovane di umili natali deciso a tutti i costi ad ottenere un posto di prestigio nella società.
Inizialmente Julien tenta la scalata sociale attraverso la carriera militare ma poi cambia direzione e sceglie la carriera ecclesiastica da cui pensa di poter ottenere di più.
Ma del tutto inaspettatamente Julien viene scelto da M. de Renal, il sindaco della cittadina di Verrières, per diventare il precettore dei suoi figli. In quella casa Julien conosce Mme de Renal, la giovane e bella moglie del sindaco, con cui intraprende una relazione dettata, più che dai veri sentimenti che nutre per la donna, dall'ambizione.
Il rosso e il nero parla dell'ascesa e della caduta di Julien, personaggio controverso che ben rappresenta secondo Stendhal la doppia faccia della società all'epoca della Restaurazione.

Durante il periodo della Restaurazione francese Julien Sorel cerca il modo di innalzarsi nella società, le sue azioni, le sue stesse parole, sono spinte esclusivamente dall'ambizione e dal desiderio di potere.
La relazione con Mme de Renal e successivamente quella con Mathilde sono dettate proprio da questa ambizione smisurata, quella stessa ambizione che lo porterà poi alla caduta.
Mi aspettavo molto di più da questo romanzo, amo i classici e finora non avevo mai fatto così fatica a finirne uno. Solitamente le prose ricche e le descrizioni super dettagliate non mi dispiacciono affatto, ma in questo caso non hanno fatto altro che rendere un romanzo già di per sè pesante nei temi, ancor più pesante e lento.
La storia non mi ha catturata e credo che il problema principale sia il protagonista. Julien è un personaggio che non mi è piaciuto affatto, l'ho trovato fin troppo controverso e la sua eccessiva ambizione e il fatto che calcolasse praticamente ogni sua mossa, l'hanno reso ai miei occhi insopportabile. E' vero che era intento di Stendhal creare un personaggio del genere, ma per i miei gusti è troppo freddo e calcolatore, quasi inumano.
Per quanto riguarda la storia ho apprezzato i riferimenti politici e storici, ma spesso l'autore si dilunga su aspetti che fanno perdere un po' il filo del romanzo e rendono la narrazione troppo lenta.
Sullo stile non ho nulla da dire ovviamente, Stendhal è un maestro nelle descrizioni, alcune sono talmente belle da riuscire a vedere esattamente quello che descrive!
I temi principali del romanzo sono interessanti e molto attuali ma da soli, almeno per quanto mi riguarda, non sono riusciti a risollevare la storia.
Sicuramente darò un'altra chance a Stendhal, magari con La certosa di Parma. Per quanto riguarda questo romanzo credo proprio che la pecca maggiore sia Julien, per me è stato impossibile comprenderlo ed entrare in sintonia con lui e questo ha guastato tutta la lettura. Un classico controverso e sicuramente non adatto a tutti! Buona lettura!
"Un romanzo è uno specchio che viene portato su una strada maestra. Ora riflette ai vostri occhi l'azzurro del cielo, ora il fango dei pantani."


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