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Recensione – Inquisitor’s Heartbeat

Creato il 04 giugno 2014 da Rostislav @videogiochiword

L’intrattenimento videoludico spesso e volentieri trascende quelle regole secondo cui bisogna sfruttare la coordinazione occhio-mano andando ben oltre, sfruttando quei sensi che spesso usiamo in modo quasi marginale, come l’udito. L’intento dei ragazzi di RisingPixel era proprio quello di creare un gioco in cui la componente visiva fosse messa in secondo piano, se non in terzo. Con Inquisitor’s Heartbeat il team ha voluto raggiungere quella fetta di utenza che per ragioni fisiche sono impossibilitati nel giocare ad un videogioco e renderli partecipi del variopinto mondo videoludico che ci circonda. Ammettiamo che per scrivere questa recensione abbiamo riflettuto parecchio sul come impostarla e come trascrivere il provato, ma alla fine abbiamo optato per una semplice ed esaustiva descrizione di questo rougue like game.

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Messe le cuffie, il mondo intorno a noi sembra quasi ovattato, incapace di penetrare tra lo spazio delle cuffie e dei padiglioni. Spente luci, cosi da creare una giusta atmosfera e quindi cercare di sfruttare al massimo ciò che ci offre il titolo. Perché in Inquisitor’s Heartbeat la vista è un elemento che non solo può, ma deve essere messo in secondo piano, per far posto all’udito. Questo sarà infatti il nostro unico alleato durante la fuga dal dungeon. La schermata principale ci mostra un uomo dietro ad un muro, intento a nascondersi da una guardia, un inquisitore. Qui vi viene fatto scegliere se uscire dal gioco, iniziare una nuova partita della modalità storia, una di endless mode oppure se vedere il team di sviluppo. Senza nessun esitazione clicchiamo il tasto direzionale destro per iniziare una nuova partita. Un voce roca e profonda si rivolge a noi dicendo che siamo in una prigione, nel buio più totale e che c’è un modo per uscire da questo posto. Qui inizia il nostro piccolo tutorial e con i tasti direzionali dovremo cercare la parte più fragile del muro e aprire un varco per uscire e separarci dal nostro compagno di cella. Mentre lui correrà via per mettersi in salvo il nostro compito consisterà nel scalare i vari dungeon e recuperare un libro dalla terribile inquisizione.

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Qui entra in azione il gioco vero e proprio. Le uniche cose alle quali dovremo dar conto sono i nostri passi e i rumori circostanti, che ci mostreranno una via d’uscita, una porta o un nemico. Vagando per i bui corridoi dei sotterranei non sarà difficile sbagliare strada e andare a sbattere contro un muro e spesso è proprio grazie a questo metodo che si riuscirà a trovare una porta o un vicolo. Di tanto in tanto potremo trovare un povero derelitto che ci chiederà aiuto e starà a noi decidere se salvarlo o meno. In altri casi ci troveremo costretti a fuggire da dei inseguitori e come sempre gli unici veri amici in quei casi saranno il nostro udito e la nostra memoria. Questi alleati ci guideranno verso la salvezza oppure ci condurranno nelle mani di un nemico spietato e crudele. Altro tasto di grande importanza è lo spazio, che ci permetterà di eseguire alcune azioni basilari come ad esempio tirare giù una leva. Un gameplay semplice e funzionale, senza esagerazioni. Tutta la mappa è fatta a mo’ di scacchiera e noi potremo fare i classici movimenti: avanti, indietro, destra e sinistra. Sempre di una casella. La durata del gioco dipende ovviamente dalla memoria che ognuno di noi è disposto ad usare per risolvere i labirintici percorsi.

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Un gioco come Inquisitor’s Heartbeat sfrutta il sonoro come l’elemento principale sul quale basare tutta la struttura portante e lo fa in una maniera eccellente. Con le luci spente e magari con gli occhi chiusi sembra davvero di stare in un posto a noi totalmente sconosciuto. A tratti ci si sente sperduti e allora l’orecchio da il meglio di se, mettendo in evidenza ogni piccolo rumore o passo. Anche il doppiaggio italiano è di ottima fattura ed è capace di far ricreare in mente il fisico e quindi la statura dei personaggi che ci si pareranno dinanzi a noi.

COMMENTO:

Ciò che sono riusciti a creare i ragazzi di RisingPixel è un prodotto originale e divertente, indirizzato ai non vedenti. Il gameplay semplice ed essenziale, unito al comparto sonoro incredibilmente realistico rendono questo titolo un gioco da provare a qualsiasi costo.

SITO UFFICIALE: Ticonblu

  • VOTO - 9.4/109.4/10
9.4/10

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