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Recensione: Interstellar

Creato il 10 novembre 2014 da Mattiabertaina

InterstellarGenere: Fantascienza

Regia: Christopher Nolan

Cast: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, John Lithgow, Matt Damon

Durata: 169 min.

Distribuzione: Warner Bros

 

Christopher Nolan non sbaglia un colpo. Di tutti i film che sono usciti nelle sale cinematografiche, da Inception alla trilogia de Il cavaliere oscuro, il regista ha sempre creato dei capolavori in grado di emozionare e sorprendere il pubblico. Interstellar, il suo ultimo lavoro, non è altro che la conferma del suo inestimabile (e per certi versi ignorato dai maggiori critici e premi internazionali) talento. Questo lungometraggio non è tuttavia il più riuscito (The Prestige rimane per ora il più completo), ma presenta gli ingredienti giusti che lo rendono geniale e innovativo. La regia, come sempre, è precisa, pulita, ordinata. Ogni inquadratura riesce a delineare il contesto della storia, le impressioni dei personaggi e la maestosità del cosmo che circonda gli individui. Il rimando a Stanley Kubrick e al suo capolavoro 2001: Odissea nello spazio è evidente, e potrebbe essere rappresentato da una sola sequenza. Il moto armonico della stazione spaziale in direzione del Wormhole, il passaggio spazio-temporale che permette ai protagonisti di passare da un’altra parte dell’universo, è simile alla danza che, aiutata dalla musica di Johann Strauss “Sul bel Danubio blu“, accompagna la navicella verso la base lunare nel film del maestro americano.

2001 kubrik nolan

L’elemento che fortifica maggiormente questo film è la storia. Nonostante una prima parte molto omologata agli standard tipici del genere fantascientifico, come la regressione, i problemi ambientali, la conflittualità tra il genitore e i figli (visibile in particolare nelle opere di Spielberg) e lo scontro generazionale dovuta all’inevitabile fine del genere umano sulla Terra, è la seconda parte a garantire una maggiore vitalità alla narrazione, con colpi di scena potenti e momenti di suspense davvero impressionanti. Non solo dal punto di vista formale il film è riuscito a trasportare lo spettatore in posti mai visitati prima (è la prima volta che sui grandi schermi viene rappresentato in maniera visiva la struttura dei buchi neri), ma ha cercato di presentare filosofia e scienza sullo stesso piano di lettura. Già in altri lavori come lo stesso Inception la complessità della narrazione era visibile. In Interstellar, oltre all’uso del montaggio parallelo in grado di mostrare sia gli eventi sulla Terra, attraverso le impressioni della giovane Murphy, sia sullo spazio, attraverso le sensazioni del padre Cooper, la particolarità sta nel mischiare aspetti del tutto scientifici (come la teoria della relatività di Einstein) con significati molto importanti sul ruolo dell’individuo sul cosmo. Già il nome della giovane Murphy rivela il peso enorme sul futuro degli individui: “tutto quello che può accadere, accadrà”. All’inizio si vede una generazione che, rifiutando la propria storia, respinge la vita, vista la necessità primaria di sopravvivere e portare avanti un pianeta spacciato. I ruoli assunti dai personaggi sono di trovare una soluzione non solo per l’intera specie, ma per la propria famiglia. Il forte legame tra loro sarà il fattore che cercherà di dare speranza a una società vittima della propria disperazione. È proprio qui che sta l’originalità di Nolan: non c’è mai nulla di scontato, perché è l’uomo stesso a decidere sul proprio destino.

Voto: 4 su 5

Il trailer


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