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Recensione: L'Airone di Anna Rita Vigilanza

Creato il 07 ottobre 2012 da Roryone @colorelibri
Recensione: L'Airone di Anna Rita Vigilanza
Prezzo: € 15,90
E-book: € 3,00
Pagine: 262
Editore: R.E.I.
Genere: Narrativa
INTRODUZIONE

C'e' una simpatica varietà di figure umane all'Airone: la dottoressa Francesca Alvisi, pronta ad iniziare una nuova vita dopo una brutta delusione sentimentale, Padre Tanzi che gestisce la casa di riposo, il bell'amministratore Carlo Ferri e gli ospiti stessi - tra cui la contessa Amanda Brighton - che presentano caratteristiche a tratti molto carine, simpatiche, forse scontate, un po' trite, ma che in certi momenti danno un po' di respiro a una storia che, fondamentalmente, ha poco da dire. Per non parlare delle due gemelle, Barbara ed Elisa, amiche di Francesca e del gatto Merlino - per me un vero e proprio personaggio,  dell'antiquario Alberico Sinibaldi e del misterioso frate Guglielmo. Si, c'e' una simpatica varietà  che fa ben prospettare, ma …Purtroppo il MA e' grande e risuona quasi a espandersi sempre di più.

Andiamo con ordine.

LA TRAMA

La dottoressa Francesca Alvisi accetta un lavoro alla casa di riposo L'Airone per dimenticare una brutta situazione sentimentale e ricominciare da capo. L'Airone e' un posto per ospiti di un certo rilievo, facenti parte della nobiltà per la maggior parte dei casi. Un posto d'elite dove si cerca di dare ai propri ospiti il miglior servizio e la migliore permanenza possibile. Francesca entra in contatto quindi con gli ospiti della casa diventando in breve tempo amata e rispettata. Con una delle ospiti in particolare, la contessa Amanda Brighton, si instaura una bella amicizia che si fa via via più profonda e da cui poi scaturisce quel tocco di thriller di cui si tinge il libro. Grazie all'Airone Francesca inizia una nuova vita lasciandosi alle spalle tutto il dolore per un matrimonio mai celebrato.  
LA RECENSIONE

In linea di massima come inizio e traccia per una storia non sarebbe neanche stata male - considerando anche che l'autrice non vuole perdere l'occasione di inserire anche qualche traccia di suspance e qualcosa di sovrannaturale. Gli spunti probabilmente c'erano tutti. Purtroppo non ha saputo dosare tutte le idee e mi ha dato quasi l'impressione che in certi momenti non sapesse dove andare a parare, dove portare i suoi personaggi a fare cosa e perché. Forse perché c'e' troppo, di tutto.

Un esempio: la bella amicizia con la contessa Amanda Brighton poteva aprire a nuove strade e nuove opportunità di esplorazione psicologica e letteraria, ma tutto rimane piatto e sospeso, senza andare a fondo. Non mi bastano i grandi dialoghi dove ogni personaggio racconta tutta la sua storia - vita, morte e miracoli - al primo arrivato e appena conosciuto. Voglio sapere di più. Voglio vederli questi personaggi: muovere, parlare, gesticolare. Voglio una partecipazione attiva che purtroppo non esiste. Solo questo rapporto poteva essere il tema di un libro. Solo questa idea poteva essere esplorata e portata ai massimi livelli letterari senza ricercare altre strategie decisamente inutili. Un altro esempio: Frate Guglielmo poteva essere lo spunto per un altro libro. Quel qualcosa di misterioso, particolare, decisamente benefico - perche' compare nella vita della protagonista in momenti particolari - avrebbe avuto bisogno di ampio spazio, di una storia sua, di un contesto che potesse supportarlo. La trama e tutto il suo svolgersi non c'entra assolutamente con questa figura stuzzicante. E' un ingrediente in più che non serve. Come non serve il modo in cui viene descritto Merlino - il gatto di Francesca - alla stregua del Frate e dei suoi misteri. La scrittura e' abbastanza elementare, colloquiale, con modi di dire da canzoni degli anni '50. La punteggiatura a tratti un po' imbarazzante; non si capisce quando finisce un concetto e ne inizia un altro, come quindi vengono usati i punti e le virgole. Certo, si legge in modo scorrevole e questo non e' sempre scontato. Ma non basta. In questo libro tutto non basta. E' come se, e mi dispiace ripeterlo, tutto fosse sospeso. E tutto attendesse una revisione, un modo nuovo di essere raccontato. Per me non e' un libro finito. E' semplicemente una bozza.Francesca ha bisogno di crescere assieme a tutti coloro che le girano intorno. Ha bisogno di essere adulta e qui adulta non e'. Ha bisogno di raccontarsi, ma se non le dai spazio, Francesca rimane solo un nome tra tante.Per l'idea forse mi sarei aspettata di più.


 
valutazione 2

Recensito da Elena

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