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Recensione: L'Ordine della Spada, di Virginia de Winter

Da Isahale
La mia recensione
Recensione: L'Ordine della Spada, di Virginia de Winter Titolo: L'Ordine della Spada (Black Friars #1)  Autore: Virginia De Winter Editore: Fazi
Collana: Lain Pagine: 676
Prezzo: EUR 19,50 "Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane?

La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita. Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare: Black Friars – L’ordine della Spada è un mondo nuovo che profuma di antico, un romanzo che si ammanta di gotico per condurre il lettore tra i vicoli della Vecchia Capitale o negli antri del Presidio, in un viaggio che continua oltre la carta e non finisce con l’ultima pagina."

Recensione: L'Ordine della Spada, di Virginia de Winter L'Ordine della Spada, di Virginia De Winter, è il primo romanzo in ordine di pubblicazione della saga Black Friars, di cui a giorni verrà pubblicato il quarto e si pensa ultimo libro. In realtà, come i fan sapranno, la Spada non è che il secondo installment in ordine cronologico nella famigerata serie fantasy-gotico italiana e riprende gli avvenimenti dopo il prequel pubblicato temporalmente in seguito a questo primo libro - io, seguendo le mie fisse, ho deciso di leggere per pubblicazione e tentare di immergermi in un mondo a cui avevo in precedenza già dato un'occasione ma che non mi era riuscito a coinvolgere. Questa volta? Beh, un miglioramento c'è stato. La storia viene narrata da diversi punti di vista ma, in particolare, da quello di Eloise Weiss, studentessa di medicina nella Vecchia Capitale. In una notte particolare, quella della Vigilia di Ognissanti, la ragazza ritarda a rientrare nelle sue camere, rimanendo per sua sfortuna all'esterno per troppo tempo - le porte del Presidio vengono aperte come ogni anno e gli esseri della notte possono finalmente correre libri per le strade, facendo razzia di ciò che vi è intorno. Eloise viene quindi scambiata per una vampira e portata via: sarà solo l'antico vampiro Ashton Blackmore, sentendo il richiamo silenzioso della ragazza, a salvarla e decidere di chiedere il suo aiuto per una missione che si era ripromesso di portare a termine, per un compito importante come pochi nella realtà del loro mondo e in cui Eloise, tra trame, reggenze e potenti signori, potrebbe avere un ruolo fondamentale.
Sarò sincera: ho letto Black Friars in due momenti: in un primo ho divorato un centinaio di pagine presa dallo stile dell'autrice, particolarmente ironico sebbene a volte eccessivamente descrittivo, mentre in un secondo momento, dopo aver affrontato centinaia di pagine di introduzione, ho perso la foga iniziale e la lettura è andata a rilento, costringendomi più volte a concentrarmi e pensare di doverlo finire, di dover sforzarmi e farcela fino al punto in cui la storia si è ripresa abbastanza da permettermi di continuare. La trama, nella Spada, divaga parecchio. Per diverse centinaia di pagine veniamo trasportati nel mondo di Black Friars senza però un motivo preciso per le varie scene che ci vengono presentate - per la maggior parte, per lo meno, avrei preferito un approfondimento minore e una strada regolare su cui proseguire. Mi ha ricordato in questo senso Brisingr, di Christopher Paolini, che mi aveva deluso proprio per le troppe descrizioni inutili, con l'eccezione di alcuni personaggi di valore che mi hanno strappato dei sorrisi nonostante in diversi capitoli fossi sul punto di mollare. Eloise Weiss, protagonista, inizialmente simpatica diventa dopo un po' di pagine alquanto insopportabile in diversi sensi: i suoi pensieri, per quanto si sforzi, convergono sempre e solo su Axel Vandemberg, inizialmente insopportabile Principe dello Studium, e quelli di lui su di lei, anche se quest'ultima tende a negare e negare e negare nonostante al lettore risulti abbastanza evidente l'attrazione dei due (di cui avrei preferito un approfondimento maggiore che, mi dicono, arriverà nella Chiave). Fatemi dire che non ho sopportato, dopo un certo punto, le continue ripetizioni su come i capelli di Axel fossero miele d'oro che colava un po' ovunque e su come i suoi occhi fossero zaffiri brillanti e sparaluccicosi che attiravano Eloise manco fosse 'na zanzara nemmeno fossero una calamita. I personaggi di contorno, invece, tra cui ho preferito Ashton Blackmore (che in realtà è abbastanza importante, non molto secondario), Bryce Vandemberg e altri come i compagni minori tra cui Julian Lord, Gil Morgan e Ross Granville. Si distinguono tutti per la spiccata ironia o il loro fascino; sono personalità eccentriche o in qualche modo attraenti agli occhi del lettore e sono stati anche uno dei motivi per cui ho continuato la lettura, raggiungendo alla fine il clou del romanzo.

Recensione: L'Ordine della Spada, di Virginia de Winter

Feluche. Feluche everywhere.

Per fortuna le fonti che mi hanno convinta a leggere la De Winter dopo aver approfondito le sue capacità leggendo alcune fanfiction sul sito Efp mi hanno confermato il fatto che la stessa autrice si sia accorta delle eccessive descrizioni della Spada in cui, diversamente da altri romanzi molto descrittivi come quelli del famoso Martin, le descrizioni non vengono usate per sottolineare particolari indizi futuri o per intrecciare ancora di più la trama, ma temo per il solo diletto della scrittrice. Secondo molti la De Winter avrebbe contrattaccato in parte con uno stile rivisto, nell'Ordine della Chiave, che temporalmente ha luogo prima del romanzo da me letto. Per questo motivo ho intenzione di dare un'altra occasione a questa saga sperando di poterla apprezzare ancora di più in futuro, ammettendo però che, tutto sommato, Virginia De Winter è riuscita a scrivere un fantasy-gotico italiano dalle atmosfere ben delineate e con una scrittura coraggiosa, variegata e, principalmente, acculturata. Consiglio questo romanzo a tutti gli amanti del genere che vogliano provare qualcosa di made in Italy. Trama: divaga in più punti ma c'è ed è consistente. Personaggi: ben descritti e, in buona parte, piacevoli. Scrittura: elegante. Edizione: copertina rigida; buona e resistente. Ottimo editing e buona impaginazione. Personale: mi è piaciuto, ma speravo in qualcosa di più. In alcuni punti è risultato noioso. Voto: 3.5/5
Recensione: L'Ordine della Spada, di Virginia de Winter

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