Magazine Cultura

Recensione "La fine può attendere" di Lori Handeland

Da Selly82 @SellyMoon

Uno dei libri più piacevolmente sorprendenti di questi ultimi mesi è stato per me "La fine può attendere", secondo volume della saga Phoenix Chronicles edita da Delos Books per la collana Odissea Streghe.

Il primo volume della serie "Contro l'apocalisse", sebbene promettente e molto accattivante, si può quasi definire una sorta di introduzione alle vicende narrate dalla Handeland, che con questo secondo volume non solo si riscatta, ma da avvio ad una saga che, a mio parere, contiene la ricetta magica per una storia di grande successo.
Nel primo volume della serie avevamo conosciuto Elizabeth Phoenix (Liz) che, dotata di poteri speciali, era diventata, in seguito alla morte della madre adottiva, veggente e capo delle forze del bene, contro l'esercito del male, composto da Nephilim (ibridi nati da umani e angeli). L'apocalisse sembra ormai imminente e Liz si affida ai suoi AD (amazza demoni) per combattere contro la distruzione del mondo: il suo ex-fidanzato traditore, Jimmy Sanducci, non che dhampir (metà vampiro metà umano); e il misterioso ed enigmatico Sawyer, stregone Navajo, versipelle, nato da uno spirito del male.
Per riassumere questo libro, che ho trovato assolutamente fantastico, vi segnalo quindi i 4 punti che per me rendono "La fine può attendere" uno dei migliori libri del 2012 (si, davvero!):
SARCASMO: Oh, adorabile sarcasmo, perchè la nostra protagonista è una donna dalla risposta pronta. Autoironica e difficile da zittire, è una tipa sullo stile "Anita Blake". I punti in comune con l'eroina ammazzavampiri della Hamilton sono molti: donna forte ed indipente, combattiva ed in grado di affrontare le proprie paure. A parere personale però, la preferisco alla Blake: dimostra una decisione di carattere stupefacente; conscia del proprio ruolo, mette la causa d'innanzi alla sua persona.
SOPRANNATURALE: Se amate vampiri, licantropi, mutaforma, fate, angeli e quanto altro, questo libro unisce tutto senza risultare troppo pesante o innaturale. Ogni cosa ha un suo perchè ed i dettagli sono così minuzziosamente studiati da rendere quasi tangibile l'esistenza di esseri magici.
INTENSITA'  e CONFLITTO: Due concetti che si uniscono. Amore, passione, sentimenti, dolore e tradimento ... c'è tutto!!! A parere personale il miglior personaggio è Sawyer... è riuscito ad emozzionarmi come pochi altri. Combatte continuamente la sua natura malvagia, ed il rapporto con Phoenix è qualcosa di fantastico: nessuno dei due vuole dimostrare affetto all'altro, e la ragazza quasi lo odia per il suo modo di fare schivo e misterioso, ma sono innesorabilmente attratti l'uno dall'altro. Anche la parte di Jimmy è molto intensa, e si scoprono cose di lui che inizialmente me lo avevano fatto detestare. Come la tenebra non può esistere senza la luce, così anche la nostra protagonista dovrà avvicinarsi al male, e diventare parte di esso per sconfiggerlo.
Il mio voto:
LA FINE PUò ATTENDERE ... MA PER QUANTO? "La fuori poteva esserci qualsiasi cosa.- Anche il lupo cattivo in persona - Risi, ma il suono era forzato. Avevo visto il lupo cattivo. Non indossava la sottana, gli occhiali o il berretto da notte della nonna.Prtava solo la pelliccia,e ti uccideva".

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

COMMENTI (1)

Da LadyAileen
Inviato il 07 gennaio a 21:26
Segnala un abuso

Siamo giunti al secondo volume della serie per adulti urban fantasy The Phoenix Chronicles che vede protagonista Liz Phoenix una ex-poliziotta diventata una Veggente dai poteri incredibili diventata per caso il capo delle forze del Bene in vista dell'imminente Apocalisse. A questo bisogna aggiungere la presenza di due fusti: Jimmy Sanducci (mezzo vampiro) ex fidanzato di Liz e Sawyer uno stregone Navajo, un versipelle misterioso e sfuggente. Una serie urban fantasy incentrata principalmente sull'eterna lotta tra Bene e Male e dove faranno la comparsa ogni tipo di creatura paranormale esistente (con origini a dir poco strane ma originali). La storia è raccontata in prima persona da Elizabeth e il punto di vista rimane solo ed esclusivamente il suo. Liz è una tipa tosta e allo stesso tempo vulnerabile ma la scelta di farle acquisire poteri attraverso il sesso non riesco ad apprezzarlo. Sawyer è il personaggio che più mi ha intrigato, nel volume precedente non aveva avuto molto spazio ma in questo cominciamo a conoscere il suo lato umano. La storia ha senza dubbio del potenziale ma dopo questo volume non ho intenzione di continuare, non credo che sia brutto ma non mi ha coinvolto come mi aspettavo (in alcuni punti il romanzo è un po' lento). Il finale non lascia l'amaro in bocca ma come tutti i volumi che fanno parte di una serie la storia non è ancora totalmente conclusa.