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Recensione: "LA LOCANDA DELL'ANGELO" di Alexandra J. Forrest.

Creato il 28 maggio 2015 da Blog
 




Genere: Romanzo StoricoEditore: Self-PublishingPrezzo: 1.49€
Pagine: 327
Uscita: 26 Maggio 2014



Sinossi:Francia, XVII secolo.
L’Inquisizione getta la sua terribile ombra sulla Francia e ai suoi tentacoli non sfugge neppure il conte di Saint-Clair, accusato di stregoneria. Sua figlia Angelica si batte fino all’ultimo per dimostrare l’innocenza del padre, ma alla fine è costretta ad arrendersi.
Abbandonata dal fidanzato, sola e disperata, Angelica lascia la Francia per fuggire nelle Indie Occidentali.
Armata soltanto del proprio coraggio e del profondo senso d’indipendenza che a volte rasenta la spregiudicatezza, Angelica affronterà l’ignoto destino e incontrerà un nuovo amore.

L’autrice:
Nata ad Asti, dove risiede tuttora, Angela Pesce Fassio è un’autrice versatile, come dimostra la sua ormai lunga carriera e la varietà della sua produzione letteraria. Questo romanzo, uscito nel 1999 nella “Collana Romantica” dell’Editrice Nord, era stato pubblicato sotto lo pseudonimo di Alexandra J. Forrest, l’alias senz’altro più usato dall’autrice.
Coltiva altre passioni, oltre alla scrittura, fra cui ascoltare musica, dipingere, leggere e, quando le sue molteplici attività lo consentono, ama andare a cavallo e praticare yoga. Discipline che le permettono di coniugare ed equilibrare il mondo dell’immaginario col mondo materiale.
I suoi libri hanno riscosso successo e consensi dal pubblico e dalla critica in Italia e all’estero.

L’autrice scrive nelle note finali:
“Le protagoniste delle mie storie… sono sempre donne di carattere. A volte, come in questo caso, devono affrontare rovesci di fortuna e prendere in mano le redini del proprio destino. … l’eroina… deve comunque lottare per affermarsi, per far valere i propri diritti, per dimostrare ciò che vale in una società che da sempre sottovaluta l’altra metà del cielo.”
È il ritratto perfetto della protagonista assoluta, Angelica. Un’eroina del XVII secolo che osa sfidare con tenacia ciò che il destino le riserva. Un destino crudele che la trascina in un viaggio fisico e interiore, fino a trovare ciò che anela lontano dalle origini e dal passato, in Giamaica.Il lettore rimane coinvolto in un vortice di emozioni, sentimenti e azione.Anche se Angelica ricalca il modello classico dell’eroina avvenente e passionale, ne sono stata conquistata. Alexandra J. Forrest è abile nel gestire il temperamento sfaccettato e l’evoluzione psicologica della giovane, fino alla maturazione in donna appropriata con le circostanze, il carattere e l’ambito storico.Attorno ad Angelica gravitano gli altri personaggi con cui si relaziona, che rivelano una caratterizzazione solida. Li ho apprezzati tutti, nessuno escluso. Interessanti i ritratti dei reali francesi, anche se compaiono solo per brevi istanti. Una menzione particolare per gli amanti di Angelica che contribuiscono alla sua sorte: Thierry, nobile di nascita ma non di spirito; Guglielmo, garzone sensibile ed affidabile; sir James, dalla personalità affine ad Angelica. Ed è con quest’ultimo che finalmente lei trova il suo posto.Evidente l’accuratezza storica che si esplica anche attraverso termini ed espressioni dell’epoca. Pertanto lo stile presenta un lessico accurato, ma senza perdere la vividezza delle immagini e delle sensazioni, la naturalezza e il ritmo.La sensualità ha un ruolo rilevante ma non preponderante. Apprezzo quando le scene di sesso si amalgamano bene con l’intreccio e non sono volgari.Purtroppo, però, ho riscontrato una pecca: non mi hanno convinto l’innamoramento tra sir James e Angelica e alcune scelte di lui. Secondo me l’amore tra i due sboccia in modo troppo rapido, e le decisioni di Sir James sul proprio futuro mi sono parse contraddittorie. Peccato, perché il romanzo avrebbe potuto essere perfetto.Consiglio “La locanda dell’Angelo” a chi vuole immergersi nel XVII secolo, tra avventura ed emozioni, filtrato dalle vicende verosimili e dallo sguardo di una giovane intraprendente.

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