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Recensione la sposa in bianco ...

Creato il 10 novembre 2010 da Isn't It Romantic?

RECENSIONE LA SPOSA IN BIANCO (Vision in White) di Nora Roberts


RECENSIONE LA SPOSA IN BIANCO ...Prima edizione
:  2009 by Berkeley
 
Edito in Italia da:  Leggereditore, ottobre 2010
 
Formato:  trade paperback
 
Traduzione di:  Federica Ressi
 
Ambientazione:  contemporanea, USA
 
Genere:  women’s fiction
 
Livello di sensualità:  warm (tiepido)
 
Voto/rating:  8-/10
 
Collegamenti ad altri libri:  è il primo volume della serie “The Bride Quartet” così composta:
 
1- LA SPOSA IN BIANCO (Vision in White)
2- Bed of Roses
3- Savour the Moment
4- Happy Ever After
 
  

Il bianco è il colore della purezza, il colore dell’innocenza, il colore della pulizia. Ma è anche il colore principale degli abiti da sposa, dei desideri ancora da realizzare e delle pagine della nostra vita ancora da scrivere, così come della neve. Il bianco è decisamente il colore di questo libro, perfettamente espresso dal titolo originale Vision in White. In un Connecticut ricoperto da un manto nevoso tutti questi elementi  sono protagonisti, insieme a quelli in carne ed ossa, del romanzo.
La tosta Mackenzie Elliott ha fondato insieme alle amiche  di una vita Emma, Parker e Lauren, Promesse un’agenzia di wedding planning, eppure è un’incallita single, apparentemente per convinzione, in realtà per paura di soffrire e per timore di essere incapace di instaurare una relazione positiva e durevole. Il successo, personale come fotografa, e collettivo dell’agenzia, assieme alla profonda amicizia con le sue socie, sono il fulcro e il motore della sua esistenza. Mac non cerca e non si aspetta di imbattersi nel principe azzurro, benché abbia aiutato molte coppie a coronare il loro sogno di felicità. Incontrare quindi, dopo tanti anni, un suo ex compagno di liceo, venuto nella sede della società come fratello della sposa/ potenziale cliente di Promesse e sentirsene immediatamente attratta non la impensierisce più di tanto. Anche perché Carter, insegnante di letteratura inglese al liceo, non è certo quel che si dice un seduttore: è impacciato, si imbarazza ed arrossisce, manca di quella sicurezza tipica del maschio aduso alle conquiste. Mac ritiene di potersi concedere un flirt senza conseguenze, sottovalutando la tenacia, la determinazione e la generosità di Carter, che le si insinueranno sotto pelle, indebolendo pian piano le difese che Mac ha eretto intorno al suo cuore per farla aprire all’impensabile, ovvero progettare un intero futuro, e non scampoli rubati di qualche settimana o mesi, con un uomo.
 
La trama di questo libro è semplice e sicuramente già letta e riletta, tuttavia  Nora Roberts, come solo i grandi scrittori sanno fare, sa renderla tesa, accattivante e vibrante, nonché molto divertente in diversi punti. Fin dalle prime pagine siamo attirati dentro la storia e dentro i personaggi, dai principali ai secondari, tutti solidi e credibili. Seguiamo il lento e ragionato avvicinarsi di Mac e Carter, i loro dubbi, le loro speranze, le loro sconfitte. Il loro desiderio a un certo punto, di riconquistare, in un certo qual modo l’innocenza perduta, cancellando esperienze dolorose  e negative per poter approdare vergini nell’animo a una nuova relazione. Di credere che i nuovi inizi siano possibili, che sia possibile cambiare e quindi ricominciare.
Mac pare una donna realizzata, forte, dinamica, che come molti maghi dell’obiettivo, vive le emozioni vicariamente attraverso quelle dei soggetti delle sue fotografie e la sua unione con un tipo come Carter sarebbe sulla carta improbabile. Ma come spesso accade nella realtà, e qui la Roberts ci descrive con grande maestria, sono forse queste le relazioni destinate ad avere migliore riuscita. Un innamoramento graduale e realistico tra persone complementari, che seguiamo passo passo senza mai annoiarci e desiderando sfogliare la pagina successiva per scoprire cosa accadrà. Il merito, va detto, è anche del personaggio di Carter, un meraviglioso e non scontato eroe beta, anziché il solito  sciupa femmine dallo sguardo assassino, del tipo: l’uomo che non deve chiedere mai. Carter è un intellettuale simpatico, complicato a volte goffo e timido, ma molto appassionato, quello che a me sarebbe tanto piaciuto avere come insegnante (in realtà quasi tutti i professori liceali e universitari sono dei brutti e vecchi babbioni piuttosto lumaconi!). Un uomo che sa come restare accanto alla sua compagna e sostenerla, superando i propri limiti e i propri freni. Io l’ho trovato delizioso e davvero rinfrescante. Purtroppo l’autrice non dedica sufficiente spazio ad approfondire e spiegare il rapporto morboso di Mac, una vera combattente, con l’odiosa madre che la vampirizza psicologicamente ed economicamente e che dovrebbe essere pure alla base della sua reticenza a legarsi, ma a parte questo il romanzo non ha grandi mancanze, se non una certa prevedibilità, che però in questo caso è anche piacevolmente rassicurante. Dopo un’invasione di chick-lit e paranormali, non sempre di buon livello, finalmente un libro contemporaneo tradizionale nei temi e nello stile narrativo, con una storia ben congegnata e ben condotta, che non ha bisogno di nessun effetto speciale o effettaccio per convincere. Senza essere un capolavoro è però uno di quei volumi da leggere per star bene, per riconciliarsi con la forza dei sentimenti quieti ma perseveranti, per tenerci al caldo in queste sere d’inverno alle porte. Per avere la nostra dose giornaliera di buonumore. E poi, lasciatemelo dire per una volta, la copertina è davvero bellissima!  
 


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