Recensione | Poldark 1×04 “As Love is Red as Copper is”.

Creato il 30 marzo 2015 da Parolepelate

E’ la puntata che tutti/e attendevamo, per una serie di ragioni. Se le campane tornano a suonare per le festività Natalizie in Cornovaglia, e soprattutto per il ritrovato Rame, tornano a suonare anche per la gioia che portiamo nel cuore, in questo momento idilliaco che ci sembra senza fine quanto il nostro malcelato stupore.

Ci eravamo lasciati con un matrimonio, un gesto di ribellione e pentimento post-passionale, una sfida, un ‘cerotto riparatore’ sistemato laddove c’era stato uno strappo inconsapevole. Ora invece ci ritroviamo ad osservare cosa ne è di quello strappo una volta tolto quel cerotto, anche tirato via con una certa fretta e con un poco di dolore.

Ci rendiamo conto di come avevamo ragione di credere che quel matrimonio fosse innanzitutto uno schiaffo morale, l’ennesimo gesto ribelle del Dark Poldark, che riceve ben pochi consensi e molte porte vede chiudersi davanti al suo muso duro. Ross, tuttavia non demorde e persiste come sempre, riuscendo infine a ritrovare quel che sperava, e soprattutto a ritrovare se stesso.

E’ una ricerca costante la sua, quella di un equilibrio stabile, e nell’incertezza dei tempi cupi, riesce a trovare la sua venatura di Rame, nella vita così come nella miniera. Non ci appare un caso infatti che quella sfumatura di rosso, così nella roccia come nei capelli di Demelza, sia un dettaglio messo lì tanto ‘per’. Il rosso torna a colorare la sua vita, così come le sue guance si colorano nell’emozione di parole sussurrate o di una canzone intonata nella sera di natale, il rosso di un vino o di un vestito, il rosso dell’ amore (con la A quasi quasi maiuscola. Ma quasi).

Le parole infatti, ancora una volta, hanno un’importanza fondamentale nell’episodio e nelle dinamiche dei dialoghi tra i personaggi, e mai come questa volta vengono sottolineate in maniera magistrale dagli sceneggiatori.

Sono ad esempio le parole maligne ed acide della piccola-stronzetta snob a tavola, rivolte a Verity e al suo infausto presente quelle che feriscono, e allo stesso modo sono rivolte alla “arrampicatrice sociale” Demelza. Sono anche quelle parole soppesate che, una volta pronunciate, assumono sempre più significato, specie se devono definire un sentimento, parole che lo stesso Ross fa fatica a trovare ma alle quali arriverà alla fine – e le dirà perché avranno finalmente senso, un significato pieno.

E’ infatti il sentimento tra Ross e Demelza che viene definito man mano col progredire dell’episodio, come in un crescendo, così come nella crescita che quel sentimento stesso ha avuto nel cuore di Ross, andando incontro al cuore di Demelza già pronto e fermo al crocevia sulla scogliera, in attesa del suo futuro, di SUO marito.

Ross, infatti, parla agli altri di Demelza come una bellezza “a modo suo”, e quando gli si chiede “Tu la ami?” lui risponde “We get on”, ossia “andiamo d’accordo”. Non si sbilancia mai, ma vediamo come con piccoli gesti e dimostrazioni di quella che ora è sua moglie, inizi ad osservare con occhi nuovi quel pezzo di rame grezzo, scalfendola e limandola così che mostri la sua purezza (come suggerisce la vecchia Zia), arrivando ad affermare che è stata più che semplice consolazione o voglia di compagnia la sua. Lo dice ora e lo ha compreso solo ora.

Demelza dal canto suo, sempre col timore di esser sotto esame e di esser paragonata a quell’amore che Ross non ha potuto avere, è la quint’essenza dell’impegno, della pazienza, della volontà di cambiare rimanendo con una mano però aggrappata al suo essere, al non volersi snaturare del tutto, perché per salvare Ross non deve perdersi e non deve perdere Lui come se stessa.

Di quel che ha perso, invece, e di come poteva essere la sua vita, se ne rende conto Elizabeth, in costante patimento da madonna Addolorata, e mi permetterete se – per una volta – do ragione a Francis.

Falsa…falsa….falsa…! (leggere con la voce di Sgarbi)

Elizabeth è, per carità, fin troppo vittima degli eventi, del ritardo di Ross, delle decisioni di sua madre, PERO’ è anche subdola per certi versi.  E seppure voglia giocare la carta della pia compassionevole, Francis ha capito bene che in realtà mira solo a riguadagnare punti agli occhi di Ross, perché nulla è fatto per nulla, nel gioco d’azzardo come in amore o in affari. Ed il Povero Francis, bistrattato da tutti, ci regala perle di amara verità in questo episodio che non possono non essere ascoltate e compatite.

Nel rivolgersi a Ross, in particolare, Francis fa capire lui come spesso un uomo desideri quello che l’altro ha ma che, in realtà, non si rende conto di ciò che di prezioso già possiede, commettendo così un peccato più di principio che di morale nel voler avere quel che l’altro dovrebbe invece tenersi stretto, e ritenersi fortunato di averlo. Francis invidia Ross, non perché teme l’infedeltà di sua moglie(non più di quanto non sia reale), ma anche perché Ross nella sua impulsività ha trovato un gioiello raro, una compagna fedele e che sa il fatto suo, in grado di parlare con la propria testa e difendersi seppur fuori da ogni etichetta, cosa che invece Elizabeth per lui non farà mai – seppure i destini delle due mistresses Poldark siano così diversi (per ora).

Verity, invece, si rende conto da subito di come Demelza abbia portato chiarore nella vita di Ross, e lei stessa si sente accettata a sua volta, soprattutto perché sta ancora lasciando guarire le ferite profonde che porta nascoste nel cuore. Demelza anche per lei è come unguento curatore, e come benefica è stata per Ross, così comprende che lo sarà per lei (ed intuiamo già qualcosa, soprattutto dal trailer di fine puntata, seppur non dobbiamo aspettarci rose e fiori – quando finiranno le sofferenze de’ sta povera ragazza????).

Verity non finge amicizia ma apre lentamente il cuore, con sincerità, sentendosi anche lei ormai al margine di quella nobiltà fatta di nomi  e famiglie, nomi che sembrano schiacciarla col peso della loro storia. E ci fa sorridere vederla gongolare quando Demelza le è intorno e la difende persino, perché nel suo essere una umile sguattera da cucina, paragonata ad un “fiore pronto ad appassire” o ad una bestiolina selvaggia, come tale sa mostrare gli artigli quando serve, ma pur sempre ammaliare silenziosa.

Ed iniziano ad apprezzare la nuova mistress Poldark anche Jud e Prudie, perché è Demelza stessa con furbizia  a far capire loro che, in qualche modo, sono proprio i due ‘anziani’ ad averla educata e portata dove è adesso. E seppure i modi non sono quelli più gentili  e da signora per farglielo capire, finiscono per accettarla di buon grado, sempre meglio lei che chissà quale altra presuntuosa a comandarli da mattina a sera! ‘Tedn’t right, ‘Tedn’t fair!

Sembra così risolversi tutto per il meglio insomma, nonostante la dipartita dell’anziano Poldark, e le mire dei Warleggan sempre pronti a trafficare, anche se c’è qualcosa che ci fa presagire che questo stato di calma apparente non durerà a lungo, non credete anche voi?
Sappiamo bene infatti che, quando sembra esserci un periodo di sole splendente, le nuvole sono sempre in agguato all’orizzonte, e vedremo se i nostri #Romelza riusciranno a sopravvivere all’eventuale burrasca (ed alla prossima gravidanza di Demelza).

Presagio o meno che si voglia considerare, non possiamo ignorare la canzone intonata da Demelza la sera di Natale, un motivo dolce ma con una tristezza di fondo che ben potrebbe descrivere il rapporto tra i due, ma anche la voglia di Demelza di far capire a Ross che è amato senza riserve, sebbene tema che per lui possa non essere lo stesso.
La canzone è presente nel libro, esattamente come viene cantata nell’episodio, e penso sia davvero emblematica se si pensa al rapporto dei due, a quel che è stato e quel che forse sarà. Perché è indubbio che abbiano imparato ad amarsi, ed impareranno a farlo e a dimostrarlo l’uno all’altro, ma troppo è ancora in gioco e molto c’è da mettere in conto.
Non ho potuto non amare gli sguardi di Demelza a Ross, come fossero una dedica silenziosa, ed il suo realizzare che nulla sarà facile, e forse sarà solo un sollievo averla lì al suo fianco, perché comprende di amarla.

Le perle di Tumblr…

Di seguito dunque, per deliziare i vostri cuori da inguaribili romantici e ringraziarvi di aver letto fin qui, vi lascio il testo della canzone con traduzione fatta di mio pugno, in modo che oltre le parole, il senso strettamente letterale possa lasciare il passo al sentimento che queste sottintendono, e si possa capire quanto di più profondo è rappresentato. <3"><3"><3"><3

“I’d pluck a fair rose for my love
I’d pluck a red rose blowing
Love’s in my heart
A-trying so to prove
What your heart’s knowing.
I’d pluck a finger on a thorn
I’d pluck a finger bleeding
Red is my heart
Wounded and forlorn
And your heart needing.
I’d hold a finger to my tongue
I’d hold a finger waiting
My heart is sore
Until it joins in song
Wi’ your heart mating”.

Ho colto una splendida rosa per il mio amore
Ho colto una rosa rossa pronta a sbocciare
perché l’amore alberga nel mio cuore
ed è ciò che ti voglio dimostrare
perché è ciò che già sai in cuor tuo.
Ho colto ed un dito mi son punta
Ho colto ed il mio dito ora sanguina
Rosso è parimente il mio cuore
così ferito e ricolmo di tristezza
perché ha solo bisogno del tuo amore.
Ho portato il dito alle labbra
e così lo tengo sanguinante ed in attesa
perché il cuore mio duole e si strugge
solo finché non si congiunge
infine assieme al tuo, cantando.

Sono o non sono stupendi?
Io li amo a dismisura!

-Notforyourears

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