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Recensione: "Prima o poi ti ammazzo"

Creato il 14 agosto 2014 da Ilary
Recensione: Titolo: Prima o poi ti ammazzo Autore: Christina Anagnos Editore: autopubblicato Pagine: 185 Prezzo: 0,98 € ebook
Marianna Torres, che narra la storia, vive e lavora nella periferia di Milano, facendo le pulizie negli uffici di una ditta della zona. Con pochi soldi e poca istruzione, di umili origini, conduce una vita grigia, priva di amore e sentimenti. Dafne Stavridou è un neurochirurgo, nata in Grecia, lavora e vive nel centro di Milano. Donna elegante e di famiglia ricca, attraente, inquieta, professionalmente affermata, ma personalmente piena d’insicurezze. Silvia Greco invece è un carabiniere, appena trasferita nel capoluogo milanese. Viene da una famiglia umile, è una persona di poche parole e di tanto coraggio. Tre donne diverse che, anche se apparentemente non hanno niente in comune, sono legate da un passato di violenze famigliari. Si incontrano casualmente ad uno degli incontri dell’associazione contro la violenza domestica “No Violence”, e iniziano a frequentarsi. Silvia ha l’obiettivo di fare qualcosa per salvare le donne maltrattate che sono in pericolo di vita, e ha in mente un piano di prevenzione estrema, un modo drastico di reagire alla paura di morte e alla violenza...

Recensione
Prima o poi ti ammazzo è un libro che affronta uno dei temi più attuali e del quale purtroppo si sente parlare fin troppo spesso, ovvero quello della violenza sulle donne che sfocia spesso in quegli omicidi che vengono chiamati "femminicidi" per indicare la vastità e la specificità del fenomeno. Neanche a farlo apposta, proprio nei giorni in cui leggevo questo romanzo, mi sono imbattuta nella notizia che soloin Europa ogni giorno 12 e dico 12 donne muoiono a causa delle violenze domestiche. Vi rendete conto? Per non parlare poi delle violenze psicologiche, lo stalking e le molestie, c'è da inorridire. Ecco, questo libro parla proprio di donne maltrattate ma non lo fa cercando di impietosire il lettore o scadendo nel moralismo spicciolo, lo fa raccontando la storia di tre donne che trovano una soluzione diciamo "particolare" al loro problema e che si potrebbe riassumere sotto un unico termine: vendetta. Marianna, Dafne e Silvia sono tre donne che non potrebbero essere più diverse tra loro e che apparentemente non hanno nulla in comune: Marianna è una donna di umili origini, con una scarsa istruzione e un lavoro come donna delle pulizie in un'azienda di Milano; Dafne è un neurochirurgo di origine greca, una donna ricca ed elegante; Silvia, infine, è un carabiniere, una donna schiva e coraggiosa. Ma, in realtà, qualcosa che le accomuna c'è: tutte e tre sono vittime di violenza domestica. Marianna viene regolarmente picchiata dal marito alcolizzato, Dafne è sposata con un medico affermato che nasconde un animo nero e l'ha coinvolta in orge e festini sempre più violenti, Silvia ha perso la madre a causa dei maltrattamenti del padre. Le tre si incontrano in un'associazione di supporto per donne maltrattate chiamata "No Violence" e lì, dopo le iniziali diffidenze, iniziano ad aprirsi l'una con l'altra e Silvia propone a Marianna e Dafne una soluzione estrema ai loro problemi: l'uccisione degli uomini violenti. Da quel momento Marianna, Silvia e Dafne formano un sodalizio criminale che si propone di fare giustizia in modo drastico, ma decisamente efficace... finchè qualcosa non si incrina... Devo dire che questo libro mi è proprio piaciuto, non pensavo che mi sarei appassionata così tanto alla storia di queste tre donne e invece l'ho letto tutto d'un fiato. Quella raccontata da Christina Anagnos è una storia decisamente originale e forse anche un po' inverosimile (anche se poi il finale riporta il tutto su un piano più realistico) ma riesce a raccontare in modo differente dai soliti, da un diverso punto di vista un tema difficile come quello della violenza sulle donne. L'autrice, pur avendo scritto un romanzo e quindi un'opera di fantasia, tratta questo argomento con profondità e cognizione di causa, ma anche con qualche momento di ironia e umorismo nero, perchè è decisamente nero, dando vita a una storia che, visto il tema drammatico, potrebbe sembrare strano definire "piacevole", eppure è proprio così. In questo romanzo si apre una finestra su un mondo che spesso si preferisce ignorare, nascondere e sviscera in modo direi ineccepibile gli stati d'animo e le dinamiche sociali e anche culturali che si instaurano nelle e tra le donne vittime di violenza. Proprio attraverso gli occhi disincantati di una delle protagoniste, Marianna, ci viene raccontato il tutto e così scopriamo che cosa significhi per una donna essere vittima di maltrattamenti fisici e psicologici da parte di chi invece dovrebbe amarla, ovvero mariti, padri, fidanzati. Marianna racconta tutta la storia dal momento in cui ha conosciuto Dafne e Silvia, dalla nascita della loro amicizia, all'inizio del loro sodalizio fino al finale, inserendo tra i fatti così come si sono verificati le sue riflessioni, i suoi pensieri, i suoi tormenti e le sue piccole conquiste giorno per giorno dopo che finalmente si è liberata dall'oppressione del marito. Ho apprezzato molto il personaggio di Marianna, questa donna umile e semplice che riesce a trovare in sè una forza incredibile, una grande voglia di vivere, anzi di ricominciare a vivere e a sperare; ma ho apprezzato anche le altre due donne protagoniste, Dafne e Silvia e trovo che l'autrice abbia fatto un ottimo lavoro nella caratterizzazione di questi personaggi. Marianna, Dafne e Silvia sono tre protagoniste a cui è impossibile non affezionarsi, per le quali non si può non provare simpatia e solidarietà, si fa il tifo per loro durante la lettura pur sapendo che quello che queste tre donne compiono è comunque un crimine... però ammetto che mentre leggevo le loro "malefatte" non ho potuto fare a meno di pensare che i soggetti dei loro delitti avessero quello che si meritavano. Come ho detto prima è Marianna in prima persona che racconta tutta la storia e dato che è una donna con un'istruzione di base anche il registro linguistico è adeguato al suo personaggio: la scrittura è molto semplice, lineare, colloquiale; è stata brava l'autrice a calarsi nei panni di Marianna, a pensare come potrebbe pensare una donna come lei. Insomma, Prima o poi ti ammazzo è stata una lettura molto appassionante, coinvolgente e sconvolgente, è un romanzo che va a toccare argomenti profondi e lo fa alternando la serietà dovuta a questi temi a momenti divertenti e ironici che spezzano la tensione; è un libro che parla di amicizia, quell'amicizia al femminile fatta di complicità e segreti, e del coraggio e della forza delle donne che sanno riprendere in mano la propria vita con le mille difficoltà che devono affrontare per tornare a un'esistenza "normale" dopo anni di soprusi fisici e mentali.  Assolutamente consigliato!
Il mio voto: Recensione:

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