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Recensione: "Se fosse per sempre" di Tara Hudson

Creato il 12 gennaio 2012 da Giulie

La trama:
Chissà da quanti anni Amelia si aggira inquieta sulla riva del fiume. Quand’è morta, ne aveva solo diciotto e, da allora, ha perso la cognizione del tempo e non ricorda nulla del suo passato: né i suoi genitori, né i suoi amici, nemmeno il proprio cognome. Rammenta solo le acque scure che si sono chiuse su di lei, soffocandola. Le stesse acque che vede nei suoi incubi quando, atterrita, è costretta a rivivere ogni angosciante momento della propria morte. Un giorno, però, dopo uno di quegli orribili sogni, Amelia capisce che c’è qualcosa di molto diverso. Perché stavolta non si tratta di lei, bensì di un ragazzo che sta davvero affogando e che lotta per sopravvivere. Amelia non può lasciare che pure lui subisca il suo stesso destino e decide di aiutarlo: come per magia, il ragazzo non solo trova la forza di nuotare verso la riva, ma riesce addirittura a vedere il viso di Amelia, a sentire la sua voce, a sfiorarle una guancia con la punta delle dita. E, in quell’istante, lei capisce di non essere più sola, di aver trovato qualcuno di cui potersi fidare, qualcuno disposto a scoprire chi l’ha uccisa. Qualcuno che, per amor suo, sfiderà perfino le forze oscure che stanno cercando di distruggerla…

La mia recensione
Se fosse per sempre è il romanzo d’esordio di Tara Hudson, uno young adult urban fantasy pubblicato in Italia dalla casa editrice Nord. Il titolo originale è Hereafter, parola inglese che indica il futuro ma anche l’al di là, e non c’è vocabolo che meglio descriva la situazione in cui si trova a vivere Amelia, la giovane protagonista del libro.
Amelia è sospesa tra la vita e la morte, sa di essere affogata nelle acque di un fiume in Oklahoma, ma non sa il perché della sua terribile fine. Costretta a vagare nei luoghi che hanno segnato la sua scomparsa prematura e nella vicina città, facendo tappa a volte in un inquietante cimitero, la ragazza vive ogni giorno, se così si può dire, un’esistenza solitaria e avvilente. Nessun contatto con il mondo dei vivi, Amelia può solo vederli.
Un ragazzo, però, sta per compiere la sua stessa fine tra i flutti limacciosi dello stesso fiume che ha inghiottito Amelia e nel disperato tentativo di salvarlo, come una novella Sirenetta, si accorge di una cosa sconvolgente, lui l'ha vista e le ha sorriso.
Inizia così una storia romantica, un amore delicato quanto complesso. Due mondi a confronto che cercano di interagire, due ragazzi alle prese con la conoscenza di sé e dell’altro. Joshua, il giovane salvato da Amelia, la aiuterà a scoprire qualcosa di più su se stessa e sul passato cercando di capire qual era la sua identità da viva; lei cercherà di salvarlo da una forza oscura che si aggira nei pressi del ponte che attraversa il fiume, il quale li ha visti entrambi protagonisti.
Non solo romanticismo e soprannaturale, Se fosse per sempre è anche un mystery che ruota intorno alla morte di Amelia. Scoprire perché la sua vita si è spenta tra quelle acque è l’unico modo per capire cos’era e cosa è diventata.
Uno urban fantasy autoconclusivo, cosa decisamente apprezzabile, che mette in campo il sovrannaturale ma cercando di discostarsi dalle solite figure. Tara Hudson ha scritto una storia piacevole, che si legge velocemente, anche se presenta punte di acerbezza. La scrittrice pecca un po’ di superficialità nella descrizione dei personaggi. Caratterialmente e nelle emozioni Amelia è tratteggiata con più cura rispetto alle altre figure, le quali in certe occasioni escono fuori un po’ stereotipate.
Altro punto non particolarmente saldo nella narrazione è un finale che arriva troppo precipitoso, non permettendo al lettore di capire pienamente il perché degli avvenimenti finali, che tendono a rimanere sospesi.Da contraltare vi è un linguaggio fresco e giovanile che ben si abbina alla storia narrata e ai personaggi che si muovono in essa.
Tara Hudson ha intessuto un racconto che intreccia gli stilemi classici del genere young adult, come l’innamoramento e l’accettazione della propria persona, con una figura soprannaturale, quella del fantasma, poco usata e trattata con una certa originalità.
In definitiva Se fosse per sempre è un romanzo che risulta tenero e incerto come la sua protagonista e il lettore non può che provare empatia per questo fantasma dai sentimenti decisamente umani.
VOTO DEL BLOG:
 Good Book. Libro gradevole, per una lettura spensierata.

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