RECENSIONE: "Sovietopia", di Marcello Nicolini

Creato il 20 febbraio 2014 da Beachild

TITOLO: Sovietopia
AUTORE: Marcello Nicolini
EDITORE: La Ponga Edizioni
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IL MIO VOTO: 4 su 5

LA MIA RECENSIONE:
Questo romanzo mi ha messo al cospetto di una trama che mai e poi mai avrei immaginato se mi fossi basato solo su titolo e copertina. In poche parole la storia è veloce, piacevole, “fresca”, con tratti comici e tratti surreali e un finale inaspettato condito di azione e colpi di scena. Sembra esagerato, detto così, ma se lo leggerete non mi smentirete.Seguiamo alcune vicende dell’ex zampolit (commissario politico) Talimov, nella cittadina di Staliza, sulle rive del fiume Amur, nei giorni successivi alla caduta del socialismo. E veniamo resi partecipi degli sforzi di Anton Ivanich (questo il nome del protagonista) di voltare subito pagina, in senso capitalistico, con l’apertura di una fabbrica di bacchette giapponesi.Sullo sfondo c’è un mondo in lenta evoluzione, a seguito delle recenti vicende politiche, ma ancora legato alla tradizione (ben impersonata dalla babushka Nastia). Uno scenario nel quale Talimov, mentre cerca di realizzare il proprio progetto, ha a che fare con un rapporto difficile con la moglie, il sospetto della presenza occulta di agenti del KGB e il contrasto con un delinquente di stampo mafioso noto come “il pescivendolo”.Qui mi fermo per non svelare troppo della trama, che è ben sviluppata, con descrizioni e riflessioni che non sono mai noiose ed eccessive. Perché, come dicevo, nonostante la copertina e il titolo (Sovietopia va letto come rielaborazione di Utopia, quella della svolta sognata da Talimov) sembrino suggerire altro, la lettura è molto scorrevole. In alcuni passi diventa addirittura divertente: mi riferisco alla scena in auto con i clienti giapponesi che troverete a circa metà romanzo.Nessuna pecca dal punto di vista lessicale e grammaticale. Strutturalmente, i capitoli sono ben suddivisi, anche se nella parte centrale se ne trova uno a mio parere eccessivamente lungo e che l’autore avrebbe potuto dividere in due o tre parti. Se devo trovare un difetto, penso alla poca profondità data ai personaggi secondari (Talimov è protagonista assoluto e le altre figure sono “spalle” non sempre caratterizzate al meglio) e alla povertà di descrizioni dei luoghi del romanzo, che forse avrebbero potuto essere dipinti con più dettagli.
Una lettura comunque consigliata per la suggestività dell’ambientazione, la non banalità delle vicende e la commistione di “registri” diversi nel corso della trama.

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