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Recensione videogioco "Time Hollow" (Nintendo DS)

Da Valentinabellettini
Recensione videogioco "Time Hollow" (Nintendo DS)




Basta poco per cambiare il nostro destino


Per la prima volta mi accingo a recensire un videogioco: volevo farlo da tempo, ma sembra proprio questa l'occasione giusta per rompere il ghiaccio, poiché "Time Hollow" fa parte di quella tipologia di videogiochi che, se non fosse per la componente interattiva, sarebbero libri. Si tratta infatti di un'avventura grafica, di quelle che ebbero origine sul PC e che coniarono la definizione "punta e clicca"; il Nintendo DS sembra fatto apposta per questo genere, grazie al pennino e allo schermo touch-screen.
Ma torniamo al videogioco.
Come ogni avventura grafica che si rispetti, "Time Hollow" ha come punto di forza la trama: nel giorno del suo diciassettesimo compleanno, Ethan Kairos (Tokyo Horo, nella versione originale giapponese) si risveglia dopo un terribile incubo nel quale i suoi genitori - più giovani di come sono in realtà - erano imprigionati in un edificio in fiamme. Ancora sconvolto, Ethan si alza dal letto, il tempo di vedere che l'arredamento della sua camera è leggermente diverso, poi scende al piano inferiore e trova suo zio che lo aspetta per la colazione: ma come, lo zio Derek vive con lui? Da quando? Ma soprattutto, dove sono finiti i suoi genitori? Confuso, Ethan parla con Derek, e viene improvvisamente a conoscenza dell'assurda verità: i suoi genitori sono scomparsi da quando aveva dodici anni! Ciò che aveva vissuto quella mattina, infatti, non era un sogno, ma la cruda realtà. Ethan s'interroga su come sia possibile, visto che fino alla sera prima aveva parlato coi genitori del suo regalo di compleanno, ma la verità è che si trova in universo alternativo, un mondo parallelo. Poco dopo, Ethan scopre che per cambiare le cose occorre identificare i flashback che ha di volta in volta, e sfruttare i poteri della Hollow Pen, una misteriosa penna che gli viene recapitata assieme a un bigliettino anonimo legato al collare del suo gatto Sox; tramite la Hollow Pen, Ethan impara ad aprire dei varchi temporali nel passato, e intervenendo, cambia il presente. Ma non solo il suo: la sua vita, come quella degli amici e delle persone che gli stanno accanto, con ogni piccola variazione, anche la più insignificante, è soggetta a continui risvolti inaspettati, a volte addirittura drammatici. Chi ha dato origine a tutto questo scompiglio non ci è dato sapere (lo si può ipotizzare una volta finita l'avventura), ciò che è certo, è che qualcun'altro sta intervenendo sulle loro vite, una persona che agisce nell'ombra e che Ethan non conosce; un'altro che possiede la Hollow Pen. Quest'informazione sarà rivelata da una ragazza misteriosa che piomba improvvisamente nel liceo e nella vita del ragazzo: Kori.
Fin dall'inizio, la storia mi ha ricordato il manga/anime "Death Note", perché usare la Hollow Pen è come usare il quaderno della morte, infatti i protagonisti determinano i destini delle vite altrui come se fossero una sorta di dio. In entrambe le opere, inoltre, lo strumento finisce nelle mani di una seconda persona, che nel caso di "Time Hollow" è l'antagonista.
Se paragonato ai videogiochi, invece, è facile associare il titolo ad altre avventure per Nintendo DS, come quelle dell'avvocato Phoenix Wright, anche se qui non ci sono casi da risolvere, le indagini sono più alla leggera, e anche le azioni da compiere sono più limitate, perciò lo assocerei piuttosto a un "Hotel Dusk: room 215" che è una sorta di romanzo interattivo, così come "Another code: two memories" con cui ha in comune anche la brevità dell'avventura.
E qui occorre chiarire.
Prima di tutto, la caratteristica delle azioni limitate.
Contrariamente a ciò che sembra, le possibilità di cambiare il passato non sono infinite, e non lo si può fare a piacimento sperimentando le alternative; piuttosto, è come se ci si muovesse su dei binari, perché si può intervenire solo in determinate circostanze (quando la Hollow Pen brilla) per apportare quelle specifiche modifiche che danno poi quel preciso risvolto. Una maggiore libertà in questo senso avrebbe aggiunto longevità al titolo, ma soprattutto, lo avrebbe reso più ricco, perché avrebbe creato anche situazioni curiose e simpatiche, quando il più delle volte, invece, si respira un'atmosfera tetra e drammatica. Mi sarebbe piaciuto, ad esempio, provare a modificare il destino dell'amico Vin, che a causa di un infortunio non può più giocare a basket, oppure fare in modo che la cameriera s'interessasse all'amico Ben, che ha una cotta (non ricambiata) per lei. Di certo, tutte le avventure grafiche si svolgono in modo che si debba arrivare a quella determinata fine (a parte titoli come "Post Mortem", per PC, che si diramano in più sviluppi e finali) ma c'è una bella differenza se s'induce il giocatore a compiere certi passi spontaneamente, lascinadolo a tu per tu con l'avventura.
Anche l'ambiente di gioco è limitato: nonostante la grandezza della mappa, le locations raggiungibili sono pochissime, e per di più, una volta esaurita la necessità di andarci, non saranno più evidenziate. In questo modo, inevitabilmente, si dimezza la quantità di enigmi e anche la loro tipologia, perché a parte interagire con gli oggetti (spostandoli, prendendoli, modificandoli, eccetera) l'unica alternativa è quella dei dialoghi, dove però ho trovato una forzatura: non solo si è costretti a cliccare sulle frasi da dire in quanto non ci sono altre opzioni, ma, peggio, occorre ripetere le stesse domande perché altrimenti non se ne esce!
Fortunatamente, nel capitolo finale si cambia impostazione e i dialoghi presentano varie opzioni di risposta ai quesiti (non capisco perché non sia stata adottata questa scelta fin dall'inizio) comunque, anche nel caso si rispondesse in maniera errata, non c'è alcuna penalità, e a voler essere pignoli non sarebbe stato male prendere l'esempio di "Phoenix Wright" che per ogni risposta sbagliata si restringe la barra di energia; insomma, in questo gioco manca un po' di sfida.
Una forzatura l'ho percepita anche nelle occasioni in cui sapevo come procedere ma il gioco m'impediva di agire perché richiedeva di fare prima altri passi, ad esempio, passare da tutte le locations disponibili e sentirmi rispondere ogni volta qualcosa del tipo: "qui non è", finché arrivavo al punto giusto, che era poi quello che avevo in mente fin dall'inizio (e qui ci vuole una faccetta frustrata >_<)
Sono questi, e non la brevità dell'avventura, gli aspetti negativi del gioco.
Ci sono avventure, ci sono storie, che seppur brevi, regalano momenti emozionanti e intensi, difficili da dimenticare: "Time Hollow" (nonostante i difetti elencati) è proprio uno di questi; l'ho trovato avvincente. Ero catturata dalle vicende e dai possibili sviluppi della trama, perché si tratta di una storia ricca di colpi di scena. Inoltre, il susseguirsi di eventi a catena trasmette un ritmo adrenalinico, che specie negli ultimi due capitoli si trasforma in una corsa contro il tempo per riparare ciò che ha causato il nemico.
Ho concluso l'avventura in soli due giorni perché ero avida di sapere come andava a finire; non è una cosa che accade proprio con  i romanzi? E' poi entusiasmante vedere che rivoluzionando certi eventi del loro passato, mutino anche le personalità dei personaggi; buona la caratterizzazione psicologica.
Come si nota dalle immagini, i personaggi sono riprodotti in stile anime, e nel corso della storia assistiamo a diverse sequenze filmate - che nell'edizione europea sono doppiate in inglese e sottotitolate in italiano -d'impeccabile fattura, capaci di far sperare in un anime. Guarda caso, all'inizio dell'avventura abbiamo anche una sigla a tutti gli effetti, cantata da Masanori Akita e contenuta in "Dance Dance Revolution 2 Supernova" per PS2.
A parte che non condivido la scelta di cambiare i nomi giapponesi con nomi inglesi (e tradurre i cognomi con un gioco dei numeri che comunque in inglese non rende alla pari), la traduzione italiana non è delle migliori, e trattandosi di un libro interattivo l'uso corretto della lingua è fondamentale... invece troviamo errori grammaticali, addirittura ortografici, e se chiudiamo un occhio, poi succede che verso l'atto finale troviamo un oggetto con un numero, il 15, che successivamente, durante un dialogo, si trasforma in 18! Il bello è che c'è un enigma correlato a questo oggetto: ma quale dei due numeri va preso in considerazione? Imperdonabile.
Il finale della storia è qualcosa di magico, romantico e intelligente. L'epilogo si sviluppa in un modo che inizialmente può sembrare privo di senso, ma una volta che si assiste alla scena finale, tutto, ma proprio tutto, torna. E vogliamo dimenticare la breve scena che appare dopo la sigla? Da sognarci sopra elaborando teorie su teorie.
A quel punto si vorrebbe che la storia continuasse, e in un certo senso è davvero quello che accade: il cosidetto finale alternativo, lo vedrei piuttosto come un inizio alternativo, perfettamente logico considerando come finisce la storia (ma anche come inizia), e presenta un nuovo finale che è ancora più enigmatico; sempre che sia quella, la fine!
In conclusione, "Time Hollow" ha un'ottima trama e un'ottima storia, con personaggi davvero belli da vedere e una buona grafica; se fosse un manga, un anime, o anche un libro, meriterebbe cinque stelle. Siccome, però, si tratta di un videogioco, occorre tenere in considerazione anche le caratteristiche fondamentali del genere, tra cui il gameplay, la difficoltà, e la qualità degli enigmi, per cui non me la sento di andare oltre al 7. Beh, mica male!
Voto globale:  7

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