
Settembre si avvicina e le scuole che hanno in programma di gestire una mensa per gli studenti, devono rivolgersi in tempo utile a società in grado di offrire questo servizio.
La refezione scolastica a Roma è una realtà molto diffusa: sono molte le famiglie che, per scelta o per necessità lavorative, affidano i figli alla scuola anche nel momento della pausa pranzo e si aspettano che l'istituto scolastico offra un servizio di qualità.
La scelta della ditta che si occuperà di preparare il cibo nelle mense è una questione spinosa: lontani i tempi in cui il cibo della mensa scolastica era considerato naturalmente scadente, ora le famiglie (e i ragazzi stessi) richiedono una gestione eccellente della pausa pranzo, con pasti variegati, possibilità di scelta, ingredienti di qualità e cibo sano e salutare.
La mensa scolastica, quindi, non solo come necessità, ma anche come occasione di educare i ragazzi a uno stile di vita più sano, a partire proprio dal cibo.
Nutrizione, salute, educazione: questi i pilastri dell'educazione alimentare e le società che gestiscono la refezione scolastica a Roma, servendo migliaia di pasti ogni giorno, hanno un enorme potenziale nell'orientare la gioventù verso comportamenti alimentari virtuosi.
Compito della scuola è scegliere attentamente e con criterio la società più adatta a ricoprire il ruolo fondamentale della scelta del cibo e del servizio da offrire agli studenti.
<h2>La scelta della società giusta per la refezione nelle scuole</h2>
L'associazione Slow Food ha stilato un elenco delle caratteristiche che dovrebbe soddisfare una mensa di qualità, soprattutto in un Paese come l'Italia, che vanta una tradizione gastronomica secolare e che ha il dovere di " dare l'esempio ".
Le ditte che svolgono il servizio di refezione scolastica dovrebbero prediligere i prodotti a chilometro zero, provenienti cioè dall'area geografica in cui è situata la scuola, in modo da abbattere i costi e l'impatto ambientale; la qualità del prodotto passa anche attraverso la certificazione di produzione da agricoltura biologica, che garantisce l'assenza di insetticidi e antiparassitari e una coltivazione nel rispetto delle biodiversità e dell'ambiente.
Il menu dovrebbe essere redatto con la supervisione dell'ASL territoriale oppure di un dietologo e dovrebbe essere diversificato in base alla stagionalità dei prodotti alimentari, oltre che evitare le ripetizioni di pietanze già proposte nella stessa settimana.
Il rispetto della cultura gastronomica del territorio non solo riduce i costi del cibo, ma educa i ragazzi alle tradizioni locali, investendo nella sostenibilità e nella filiera corta.
E' essenziale che la società scelta rispetti rigorosamente le norme HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), una serie di procedure volte a prevenire la contaminazione degli alimenti.
Si tratta di una serie di controlli e di monitoraggi specialmente nelle fasi più sensibili della lavorazione del cibo, in cui il rischio di contaminazione è più alto; il rispetto di tali norme nel settore alimentare è stato reso obbligatorio dal decreto legislativo 193/2007.
Il servizio di refezione scolastica quindi non è un mero momento di consumo del pasto, ma un'occasione educativa per i ragazzi e istruttiva per gli insegnanti; una mensa ispirata alla sostenibilità, alla socievolezza e all'innovazione favorisce il benessere degli studenti e dell'ambiente.

