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Rembrandt: The Late Works alla National Gallery

Creato il 21 dicembre 2014 da Nebbiadilondra @nebbiadilondra

Nel corso della sua vita di Rembrandt (1606-1669) si adoperò incessantemente per  ottenere successo artistico e riconoscimento sociale e ottenne entrambi  a piene mani. Almeno fino agli anni Cinquanta del XVII secolo, quando tutto cambia: la sua espressività, passa di moda e le grandi, commissioni pubbliche vanno a pittori meno bravi, ma più economici e (soprattutto) piú malleabili. Ma non finisce qui. Perpetuamente afflitto da problemi finanziari, Rembrandt è costretto a vendere la sua grande casa e la sua preziosa sua collezione d'arte. E se questo non fosse stato sufficiente, vede morire il suo grande amore Hendrickje Stoffels e il figlio Titus. C'è poco da stare allegri.
Gli olandesi, dal canto loro, consideravano Rembrandt bello che finito. Eppure proprio in questi anni, tra il 1650 e la sua morte, avvenuta nel 1669, il nostro crea alcuni dei più grandi capolavori della sua vita.  

Rembrandt: The Late Works alla National Gallery

Self-portrait, 1659. Photograph: Andrew W Mellon Collection/courtesy National Gallery

Tutto questo e molto di più in Rembrandt: The Late Works alla National Gallery. Non è un mostra per i deboli di cuore, che tanta è la bellezza racchiusa tra queste pareti che si rischia più volte di cadere preda della Sindrome di Stendhal. Non molti dipinti, molte stampe una volta tanto complementano la mostra invece che che fare volume. Ma la mia preferita è la prima sala. Qui il viso di Rembrandt segnato dall’età  e dalla vita, osserva chi entra con occhi attenti. Cinque autoritratti dipinti tra il 1659 e il 1669, cinque piccole finestre affacciate sul mondo . Un mondo che, nonostante tutto e tutti, non si ferma mai. E la sua pittura? Che mi dite della sua pittura? Densa e spessa, possiede una qualità pittorica allora sconosciuta. Andando contro le convenzioni dell’epoca, Rembrandt  usa la spatola per costruire “edifici” di colore per creare immagini che riescono a trasmettere emozioni intime anche in dipinti di grandi dimensioni. È difficile guardare uno dei suoi dipinti senza sentire una qualche affinità con il personaggio (ma sarebbe meglio dire la persona) ritratta.  Sono semplicemente ipnotici.E vista la folla che continua senza tregua a popolare le sale della National Gallery non credo di essere l’unica a pensarla così....
Fino al 18 Gennaio
The National Gallery
Trafalgar Square, London WC2N 5DN

Closed 1 January and 24-26 December

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