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Renzi: “A primavera l’Italia riparte” … ma non dice di quale anno

Da Pukos
Renzi: “A primavera l’Italia riparte” … ma non dice di quale anno

Ricordate “L’Italia è già ripartita bisogna solo incoraggiarla” e subito dopo “Italiani andate in ferie tranquilli, noi ad agosto staremo a completare il pacchetto dei mille giorni. A settembre ci sarà una grande ripartenza col botto”?

Penso che queste frasi, pronunciata dal nostro Premier il  primo agosto scorso, nessuno di voi se le sia dimenticate … o no? Forse, invece, non le ricordano tutti i giornalisti della televisione e della carta stampata, visto che non c’è stato uno solo di loro che le abbia rinfacciate al nostro Premier che, veramente, non riusciamo a capire dove trovi la faccia (tosta) per dire ora “A primavera l’Italia riparte”.

Davvero, a questo punto, se la prossima primavera l’Italia non dovesse ripartire, incalzato sul tema, Renzi risponderebbe “Sì, ho detto primavera, ma non ho detto di quale anno”!

Probabilmente Renzi, rimasto scioccato dalle “sberle” che prende giornalmente, ha perso il contatto con la realtà, d’altronde, poveraccio, non c’è lo straccio di un dato minimamente incoraggiante, e qualsiasi altra persona, nei suoi panni, a questo punto, avrebbe perso la testa come è capitato a lui.

Vi ricordate quando si rimproverava a Berlusconi l’eccessivo ottimismo? E Berlusconi parlava con un’economia italiana in ripresa ed un Pil che faceva segnare variazioni positive, questo qua, invece, dopo tre anni di recessione continua a fare dichiarazioni come se fossimo in un vero boom economico.

Continua a ripetere di aver abbassato le tasse, ed arriva a dire, senza ritegno, di aver effettuato addirittura la “più straordinaria riduzione di tasse della storia”, quando la verità è esattamente il contrario, come ogni italiano ha potuto rendersene conto.

Ma poi c’è una maniera semplice per smascherarlo, con l’Italia in recessione, quindi Pil in riduzione, automaticamente l’ammontare delle tasse pagate dovrebbe diminuire (visto che le aziende producono di meno), se poi ci aggiungiamo le centinaia di attività che hanno chiuso in questi ultimi anni, il prelievo fiscale, anche senza la riduzione di alcuna aliquota, dovrebbe drasticamente calare.

Ed invece i dati ufficiali del Ministero dell’Economia indicano un ammontare globale del prelievo in linea con quello dello scorso anno, ciò significa che la pressione fiscale, nei confronti di chi non vuole abbandonare questo Paese … è aumentata.

E’ un dato incontrovertibile, ma certamente Renzi giustificherà la stabilità dell’ammontare del prelievo fiscale con una incisiva e fruttuosa “lotta all’evasione” (figuriamoci!).

Insomma siamo nella melma fino al collo, abbiamo un Premier che sta dando segni di squilibrio, la Unione europea ci incalza per i nostri conti in “disordine”, la domanda è: cosa può capitarci di peggio?

La banale risposta è: continuare su questa strada!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro


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