Renzi, dal Wef di Davos al bilaterale con Merkel

Creato il 26 gennaio 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

" L'Italia è un Paese solido e forte ": con questa convinzione il premier Matteo Renzi ha lasciato giovedì la cittadina svizzera di Davos, dove si sta svolgendo il World Economic Forum (Wef), per fare rientro in Italia, dove lo attende un bilaterale di due giorni con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

L'intenso finesettimana del presidente del Consiglio è iniziato proprio nella località elvetica, dove è intervenuto alla sessione congressuale " ", introdotto dal guru del Wef Klaus Schwab. Davanti ad una platea internazionale il premier ha toccato diversi temi, a partire dalla politica interna. Renzi ha assicurato che il suo governo completerà il mandato e con l'Italicum l'Italia avrà in futuro leadership quinquennali e stabili. L'immagine dell'Italia come preda delle divisioni e dell'incertezza istituzionale, ha sostenuto il premier, deve essere cambiata da una " Trasformational Leadership " che " visione ". Il rottamatore non risparmia l'Europa - " " - ma ammette di non aver raggiunto tutti gli obiettivi di crescita e investimento che si era posto per il semestre italiano alla guida dell'Unione. Positiva dunque la valutazione sul Quantitative Easing, il piano di investimenti varato dalla Bce di Mario Draghi: " trasformi i rischi in opportunità ". In questa chiave Renzi ricorre ad Orazio per lanciare un chiaro messaggio agli investitori: " se è solo burocrazia è la fine ". Insomma, un invito ad osare a credere nelle potenzialità dell'economia del Belpaese che il presidente del Consiglio aveva già rivolto, il giorno precedente, al gotha dell'industria italiana, e il mattino stesso a boss dell'economia mondiale quali i Ceo di Bank of America, Royal Dutch Shell e Goldman Sachs. dia il messaggio che l'Europa deve andare verso un nuovo cammino di crescita Ricordate i latini? Dicevano carpe diem, cogli l'attimo. Il futuro dell'Italia è oggi

L'economia è stata anche al centro del primo giorno di colloqui bilaterali tra il premier e Angela Merkel, arrivata a Firenze ieri. La Cancelliera tedesca si è fatta precedere da poche ma significative parole - " Ci sono sforzi di riforme anche in Italia. Finalmente." - , con un chiaro riferimento all'approvazione in Senato della nuova legge elettorale. Il premier ringrazia ma sa che, se vuole strappare ai Berlino ulteriori margini di flessibilità ed investimenti in Europa, deve mettere sull'altro piatto della bilancia il rispetto per i parametri e l'impegno continuativo sulle riforme. Per questo, nella conferenza organizzata sotto il David di Michelangelo, Renzi assicura che " non si può bloccare il percorso riformatore, anzi, questo percorso va accelerato. [...] L'Italia può e deve mettere il turbo alle riforme. Guai a chi pensasse di scalare marcia". Il richiamo è ai timori della Germania sul piano di acquisto dei titoli di stato voluto da Mario Draghi. Il governo tedesco teme infatti che il "bazooka" monetario sfoderato dall'Eurotower possa spingere alcuni Paesi a rallentare lo sforzo riformatore. "" Rispettiamo l'autonomia della Bce - fanno sapere da Berlino - ma i politici non devono distrarsi dal prendere i passi necessari per assicurare la ripresa". Frau Merkel fa mostra di apprezzare la determinazione di Renzi, definendo il suo piano di riforme " molto ambizioso" e " molto importante". Sarà un " processo lungo" che " sono sicura che porterà dei risultati. [...] Il processo delle riforme non debba essere bloccato: dovete andare avanti". Il premier incassa anche un giudizio positivo sul jobs act e sulle sue ricadute sull'occupazione: " gli imprenditori tedeschi mi hanno detto che ora possono assumere, non hanno più paura di costi incalcolabili, possono agire in modo più chiaro ".

I due leader hanno commentato anche la situazione greca, con il leader di Syriza, Alexis Tsipras, che ormai parla da presidente in pectore e annuncia che disconoscerà tutti gli accordi presi con la troika dai suoi predecessori. " Non sono preoccupato - ha detto Renzi - per i risultati delle elezioni greche, rispetto la libera determinazione dei cittadini e dalla prossima settimana i partner lavoreranno" con il nuovo premier " nel rispetto del percorso già avviato". " Voglio che la Grecia, nonostante le difficoltà, continui a far parte della nostra storia", ha aggiunto la leader tedesca. L'armonia di intenti tra l'inquilino di Palazzo Chigi e la Cancelliere sembra piena, ma restano sul tavolo ancora diversi dossier da discutere, dalla politica estera - con la minaccia crescente dell'Isis - ad altre questioni economiche, come quella, particolarmente spinosa, del "made in". Renzi lo ritiene un obiettivo mancato della sua presidenza europea e intende continuare a spronare Bruxelles per una nuova legislazione sulla produzione, mentre la Germania e i paesi del nord, tradizionalmente forti nel commercio e nella logistica, non intendono far passare il provvedimento. Insomma, si preannuncia una due giorni intensa per il premier, che, tra un piatto tipico e una visita agli Uffizi, si confronterà con la cancelliera sui temi cruciali dell'agenda europea. Per parte sua, Merkel ha già detto di attendersi " colloqui costruttivi": l'Italia, ha aggiunto, è uno dei " principali partner " della Germania sia in Europa che nel G7.


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