Magazine Lavoro

Report il futuro è passato

Da Funicelli
Il futuro che è già passato è quello che stiamo rubando alle generazioni che oggi con molta fatica sono entrate o stanno entrando nel mondo del lavoro. Futuro rubato perchè a queste persone il sistema offre lavori scarsamente qualificati, mal retribuiti e una pensione che arriverà tardi e sarà di poco superiore a quella sociale. Si dice che questo succeda perchè in Italia abbiamo troppi vecchi e pochi giovani che pagano i contributi, e allora per questo occorre abbassare le pensioni. Per questo occorre rivedere al ribasso il welfare, è l'Europa che ce lo chiede, si sente dire.Tutto falso: al netto delle tasse, del TFR, le tabelle Eurostat riportate nella puntata di Report indicano come l'Italia spenda di meno della media europea in pensioni, in pensioni di invalidità, in bonus per la famiglia.6999 la media UE.6515, la spesa italiana.Falso anche che il carrozzone dell'Inps sia in rosso (ha un positivo di 6,8 miliardi di euro): la verità è che il sistema introdotto in Italia, della flessibilità del lavoro, ha portato a troppe forme di contratto, dove le aziende fanno i furbetti pur di pagare meno contributi (con contratti part time, con partite IVA, con il lavoro discontinuo), con stipendi al limite della fame, senza straordinari pagati, senza ferie. Pagare poco, anche in nero, per guadagnare il massimo, e magari spostare anche su conti esteri questi soldi. Tanto, prima o poi, un condono, uno scudo arriva.Il risultato è un mondo del lavoro di precari eterni, una generazione cui è rubato il futuro. Un sistema che, se non vi si pone rimedio, portetà il paese al collasso.
L'inchiesta, partendo da questa impostazione generale, ha messo in luce anche alcune situazioni paradossali: come le partite Iva dentro i sistemi informatici dell'Inps, affidato a ditte esterne appaltatrici. Di fronte a 300 dipendendeti inps, ci sono 1200 esternalizzati: ragazzi che temono pure di doversi esporre, per delle rappresaglie sul posto di lavoro. Dipendenti che fanno un lavoro come un dipendente fisso, ma che devono emettere 12 fatture per prendere gli stipendi. Persone che non godono di malattia, per uno stipendio di circa 1000 euro.Inps sa di questa situazione. A capo, c'è il presidente e commissario straordinario Mastropasqua: 2 stipendi per le due cariche (125000+50000 euro circa).Il presidente dai troppi incarichi, di cui si è pure occupata la Corte dei conti. Forse è proprio per la legge del contrappasso , a chi tanto a chi poco.Presidente Inps, Equitalia, pres. Colleggio dei sindaci, di società di call center di Coni Servizi.Ecco, Coni servizi non paga i contributi ai dipendenti all'Inps: di mezzo ci sono le stesse persone e gli stessi avvocati. Tutto normale?
Il call center di Bari: qui i lavoratori hanno un contratto a progetto per 6 ore al giorno, contratto rinnovato di 3 anni in 3 anni, per 800 euro al mese.Lavoro part time e contributi ridotti: perderanno circa 8-9 anni di contributi alla pensione, se mai vi arriveranno.Il 54,2% delle pensioni future sarà sotto i 500 euro.Perchè con la riforma Dini, le iniquità del mondo del lavoro, si trasmettono poi nella tua pensione. Se hai passato la vita tra lavori determinati, lavoro nero, co co pro, non puoi aspettarti nulla di buono su questa terra.Chi ci guadagna sono le cooperative, le società appaltatrici e subappaltatrici che, anche con lo spauracchio della crisi, possono pure permettersi di ricattare.I lavoratori della LSU (lavori socialmente utili) del Lazio. Altro caso emblematico: disoccupati dal 1994, sono stati dirottati nella Pubblica amministrazione, in cui non si fanno concorsi da tempo.Per 500 euro fanno i lavori impiegatizi, senza straordinari e spesso senza contributi per gli straordinari. Come fossero figurine, da prendere e spostare.L'ecomista Roberto Pizzuti spiegava come questo sistema veda nel Welfare un costo (anziché un meccanismo in cui a guadagnare è tutto il sistema in modo organico); il sistema produttivo cerca oggi gente non formata: il modello ideale è proprio l'immigrato.Gli immigrati ci salvano.Gli immigrati che oggi lavorano e pagano i controbuti stanno tenendo in piedi il meccanismo delle pensioni, perchè versano i contributi e hanno un'età prenderanno la pensione più avanti negli anni. Sono 2 milioni (il 10% dei lavoratori dipendenti) e versano 7 miliardi alle casse dell'Inps.Producono ricchezza: come anche i loro fratelli, impiegati però nei lavori a nero. Per la raccolta di arance, di pomodori. Lavoratori sottocosto per merci sottocosto che troviamo nei banconi dei supermercati.Le truffe all'inps.Laddove l'inps perde soldi è nelle truffe. Come per le truffe agricole dei falsi braccianti o per le imprese fittizie, senza lavoratori o senza terreni.Poi ci sono le cause di salario reale: l'inps paga 3 euro in meno i braccianti che hanno la disoccupazione agricola, a Foggia.Questi fanno causa, per una cifra che si aggira sui 350 euro, e così l'inps subisce una azione esecutiva.Poi i braccianti devono pure fare causa per avere i soldi: sono tutte cause perde dall'inps, per un totale di 27 milioni di euro.Per un disguido amministrativo, si intasano i tribunali con 80000 cause. Con spese legali a carico dello stato. Perchè?Norme sbagliate, burocrazia e incapacità.Il caso Inpdap. Le pensioni dei lavoratori pubblici.Il giornalista ha paragonato la situazione dell'Inpdap a una nave che imbarca acqua.Perchè grazie al blocco dei concorsi e delle assunzioni, il mondo del lavoro nella PPAA è tutto un insieme di lavoratori esternalizzati, cooperative, a progetto, co co pro, part time, lavoratori discontinui.Tutte persone che non possono versare i contributi sufficienti nelle casse dell'ente.I fonici del consorzio Strea, che ha vinto un appalto milionario per il lavoro di fonico nei trobunali. Appalto diviso nelle 17 consociate, che si sono divise i tribunali. E le persone addette, che dovrebbero fare il part time, ma sono invece impiegate come dipendenti comuni, si sono pure visti imporre un ultimatum.Accettare o meno un contratto a progetto a 27 euro al giorno.E al rifiuto sono stati prontamente sostituiti da altre persone, neolaureate. Come fossero figurine e non persone.Nella PPAA sono aumentati i contratti di tipo determinato e di questi, il 75% dura meno di un anno. Precario una volta, si rischia di rimanere precario per sempre.Basse retribuzioni, poca voglia di fare figli, lavoro di scarsa qualità, basse pensioni.Tra i Vigili del fuoco (quelli che poi chiamiamo eroi, quando intervengono a risolvere un incidente). Nella scuola, ad insegnare ai nostri figli.Che fare? Il presidente dell'Inpdap, avvocato Crescimbeni (doppio stipendio anche lui) propone di fare come quell'insegnate che in agosto lavorava con i turisti. Ecco, se questi sono i manager italiani, forse è il caso di iniziare a tagliare da loro gli stipendi.Che fa la politica? Se nel passato recente si era parlato dei precari (spesso )a vita, introdotti dall flessibilità, oggi non è più un argomento in agenda.Eppure, il problema rimane, di una generazione col futuro rubato, che gli è già passato davanti.Non usciremo mai dalla crisi, in queste condizioni.Technorati: Report

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COMMENTI (1)

Da PaolaB.
Inviato il 16 maggio a 23:23
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Trovare le parole per descrivere la vita di un precario nel nostro caso di lavoratore socialmente utile, non è semplice; tale è il disagio in cui si vive e tali le ingiustizie perpetrate che spesso evitiamo di parlarne anche se le urla di rabbia escono silenziose e ci fanno male. Siamo definiti precari storici, anzi potremo definirci preistorici; la nostra vita di precario inizia tramite una selezione dell’ufficio di collocamento e dal 1997 prestiamo servizio presso Ente Provincia di Frosinone con rinnovo ogni sei mesi senza mai aver avuto un contratto di lavoro, ma rispettando ogni obbligo come un dipendente effettivo (con la differenza che il nostro compenso è un misero sussidio di poco più di 500 euro mensili erogato dall’INPS); oggi, dopo 14 anni siamo rimasti in circa 90 poiché molti di noi sono fuoriusciti dal bacino chi arrendendosi, chi trovando altra sistemazione, chi andando in pensione (si fa per dire); tra noi in molti hanno una formazione professionale superiore alla figura lavorativa ricoperta ma mai riconosciuta tale, molti di noi sono preparati e competenti in materia da svolgere mansioni molto superiori e molti di noi coprono carenza di organico. Siamo una realtà scomoda che da molto all’ Ente a costo zero.

Anche se esiste una normativa prevede una serie di incentivi per favorire la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, dopo innumerevoli promesse mai mantenute come il miraggio della stabilizzazione di 100 lsu che doveva avvenire nei primi mesi del 2004 in seguito ad una Delibera di Giunta e che non si è verificata per decisione della nuova amministrazione che decise di annullare l’atto per poi nei cinque anni a seguire pensare solo alla sistemazione dei propri pupilli dando a noi lsu solo piccoli contentini, quali: un’assunzione di soli 4 lsu o una striminzita integrazione oraria oggi sospesa, noi siamo molto delusi, avviliti, sconcertati, abbiamo tanta rabbia dentro che sta esplodendo. Vorrei ricordare che il nostro Paese è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro, come cita il primo articolo della Costituzione ed il lavoro va garantito ad ogni cittadino poichè è un suo sacrosanto diritto, come cita l’articolo 4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Siamo stanchi di non avere un Lavoro, stanchi da una vita precaria e vittime di continui soprusi, stanchi di essere sfruttati in nero e di mansioni superiori spesso svolte nell’ombra, stanchi di non veder riconosciuto ciò che veramente facciamo, stanchi di aver visto ingiustizie e sprechi, stanchi di non avere un contratto di lavoro. Non siamo rimasti in molti però siamo ora più che mai uniti e cercheremo di farci sentire ovunque anche organizzando altre pacifiche proteste. Stiamo uniti perché l’unione fa la forza e noi abbiamo bisogno di essere forti soprattutto in un periodo di crisi come questo.

E’ difficile, ne siamo consapevoli, perchè ci troviamo in un marasma generale anche per colpa di politici che nulla o poco hanno fatto per risolvere seriamente il nostro problema lavorativo privilegiando invece altri a loro piacere attraverso assunzioni poco limpide. Ed oggi, anche se siamo stanchi di tutto ciò, dobbiamo lottare contro quei politici che ancora adottano sistemi clientelari e di protezione con la complicità della triplice sindacale, per non restare ancora dei fantasmi, l’ultima ruota del carro, dei lavoratori senza diritti e senza quella dignità che ci spetta dopo che per anni, con totale dedizione, abbiamo svolto il nostro dovere e fatto il nostro lavoro al servizio dell’ ente. Per la nostra dignità e per il rispetto di coloro che si sono arresi e non ce l’hanno fatta, uniti dobbiamo continuare a lottare. Diamoci da fare, scendiamo in piazza, lamentiamo la situazione di precariato, facciamo parlare di noi, ma soprattutto non continuiamo a vivere nel silenzio. Siamo persone che hanno una dignità e dei diritti che vanno rispettati, diamoci da fare tutti insieme.

Paola B. del. lsu rdb della Provincia di Frosinone

Inoltre: – La nostra voce vuole farsi sentire anche in rete, il nostro neonato gruppo gruppo di facebook “Noi lsusb di Frosinone” è in crescita e sta avendo contatti anche fuori regione,questo è un modo per mettere in atto il motto: "connetti le tue lotte"