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Revenants

Creato il 12 luglio 2012 da Funicelli
Revenants Quando, dopo il 25 luglio 1943 e l'arresto di Mussolini, il re Savoia liquidò il ritorno  sulla scena politica dei vecchi liberali come Vittorio Orlando, Pacciardi, Nitti e Bonomi, con uno sprezzante "Ma i sun de revenant"!.
E Badoglio rispose con "Anch'io e Lei, maestà, siamo degli spettri".
Revenant, come le creature tornate dalla morte. Nel senso di morte politica: come il cavaliere, autoricandidatori premier per le prossime elezioni (con Monti candidato per l'alto colle).
D'altronde i sondaggi, se dobbiamo fidarci dei sondaggi, parlano chiaro: senza lui il PDL perde voti. La memoria degli italiani e il potere della televisione faranno il resto.
Il suo è un ritorno scontato, lontano da Palazzo Chigi le sue aziende vanno male: Davide Vecchi su Il fatto
Insomma per salvare la “roba” Berlusconi si ricandida. Ma anche per salvare se stesso dai processi e le sue aziende dalla crisi. Preoccupato certamente dal caso Ruby e in attesa della pronuncia della Cassazione sul ricorso presentato sul Lodo Mondadori: 560 milioni versati alla Cir di Carlo De Benedetti che l’ex premier (e soprattutto la figlia Marina) rivogliono veder tornare indietro.
Questioni di famiglia
Le aziende poi hanno smesso di registrare (e regalare) utili. Fininvest ha chiuso il bilancio 2011 con un indebitamento di 2,07 miliardi di euro, circa la stessa esposizione che aveva nel 1993 (1,7 miliardi di euro). Poi la discesa in campo cambiò tutto. Nel 2005, alla scadenza del secondo Governo Berlusconi, l’azienda distribuì ai soci cedole per un miliardo mentre nel 2010 chiuse il bilancio con un utile di 160 milioni. La permanenza a Palazzo Chigi ha coinciso anche con una costante crescita del reddito personale: dai 14 milioni dichiarati nel 2008, anno in cui Berlusconi torna a Palazzo Chigi per la terza volta, fino ai 48 registrati nel 2011.
Ma come si allontana dalla presidenza del Consiglio cominciano i guai. Mediaset, ad esempio, nel primo trimestre 2012 ha chiuso con un utile di 10,3 milioni di euro contro i 68,4 dello stesso periodo del 2011 poi chiuso con 225 milioni di utili e 1,77 miliardi di indebitamento. E poi c’è il Milan, poche gioie e tanti dolori. È dovuta intervenire Fininvest nel 2011 per ripianare i conti della squadra, in perdita di 67,3 milioni, così da permetterle di rispettare le regole Uefa. Ma la società di via Turati è una cambiale continua per il Cavaliere, che tenta da anni di venderla, senza però riuscirci. Ma ora gli sarà utile, come negli ultimi venti anni, a fini elettorali. Una corsa, quella alle politiche del 2013, che si annuncia dunque importante. Per Berlusconi. Che anche a Piazza Affari soffre notevolmente. La settimana del passaggio di consegne a Mario Monti la famiglia del Cavaliere lasciò in borsa 160 milioni. Una perdita secca di circa 100 milioni di euro per Silvio Berlusconi, di 13 milioni ciascuno per Marina e Piersilvio e di 34 milioni in tutto per Barbara, Eleonora e Luigi, i figli del premier e di Veronica Lario.

La domanda è, che altre promesse ci farà questa volta? Punterà la sua campagna contro le tasse del governo tecnico, sostenuto senza se e senza ma dal centrosinistra (che si prenderà pure le colpe)?.
Revenants: perchè in fondo siamo il paese del passato che ritorna.

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