Riassunto e chiave generale delle quattro scienze occulte

Creato il 21 marzo 2012 da Balinas
Signa Thot Pan
Riassumiamo ora tutta la scienza con principii:
L'analogia è l'ultima parola della scienza e la prima della fede.
L'armonia è nell'equilibrio, e l'equilibrio sussiste per l'analogia dei contrarii.
L'unità assoluta è causa suprema ed ultima delle cose. Ora questa unità non può essere nè una persona nè tre persone: è una causa, ed è la causa per eccellenza.<<Causa causarum>>.
Per avere l'equilibrio è necessario dividere ed unire; dividere per i poli e riunire per il centro. Ragionare sulla fede vuol dire distruggerla, fare del misticismo in filosofia è un attentato alla ragione.
La ragione e la fede mutuamente si escludono per natura, e si uniscono per analogia.
L'analogia è il solo possibile mediatore fra il visibile e l'invisibile, fra il finito e l'infinito. Il dogma è ipotesi sempre ascendente di un'equazione che si può impostare.
Per l'ignorante l'ipotesi è affermazione assoluta mentre l'affermazione assoluta è l'ipotesi.
Vi sono nella scienza delle ipotesi necessarie e chi cerca di realizzarle ingrandisce la scienza senza sminuire la fede, poiché dall'altro lato della fede v'ha infinito.
Si crede ciò che si ignora ma che la ragione vuole si ammetta. Definire l'oggetto della fede e circoscriverlo è dunque formulare lo sconosciuto. Le professioni di fede sono formule dell'ignoranza e delle aspirazioni dell'uomo; i teoremi della scienza sono monumenti delle sue conquiste.
L'uomo che nega Dio è un fanatico come quello che pretende di definirlo. Ordinariamente si definisce Dio dicendo tutto ciò che egli non è[1].
L'uomo immagina Iddio per una analogia del meno al più; ne risulta che la concezione del Dio presso l'uomo è sempre quella di un uomo infinito che fa dell'uomo un Dio finito. L'uomo può realizzare ciò che crede senza la misura di ciò che sa, in ragione di ciò che ignora, e fa tutto ciò che vuole nella misura di ciò che crede ed in ragione di ciò che sa.
L'analogia dei contrari è il rapporto della luce all'ombra, della vetta all'abisso, del pieno al vuoto. L'allegoria, madre di tutti i dogmi, è la sostituzione dell'impronta al suggello, delle ombre alla realtà; è la menzogna della verità e la verità della menzogna.
Non si inventa un dogma; si vela una verità e si produce l'ombra a riparo degli occhi indeboliti. L'iniziatore non è un impostore, ma un rivelatore, cioè, secondo il significato della parola latinarevelare,un uomo che nuovamente vela; esso è il creatore di una nuova ombra.

Michael Maier, Atalanta Fugiens, Emblema XXVII

L'analogia è chiave di tutti i segreti della natura e sola ragion d'essere di tutte le rivelazioni; ecco la ragione per cui tutte le religioni sembrano scritte in cielo e in tutta la natura! Questo deve necessariamente essere poiché l'opera di Dio è il libro di Dio e in quello ch'egli scrive si deve vedere l'espressione del suo pensiero, e di conseguenza dell'essere suo, giacché noi lo concepiamo solo come pensiero supremo. Dupuis e Volney non hanno veduto che un orribile plagio nella splendida analogia che avrebbe dovuto condurli a riconoscere la cattolicità, cioè a dire l'universalità del dogma primitivo, unico, magico, cabalistico ed immutabile della rivelazione per analogia.
L'analogia dà al mago tutte le forze della natura, l'analogia è la quintessenza della pietra filosofale, il segreto del moto perpetuo, la quadratura del circolo; essa è il tempio che riposa su due colonne JAKIN e BOHAS, la chiave del Grande Arcano, la radice dell'albero della vita, la scienza del bene e del male.
Trovare la scala esatta delle analogie nelle cose apprezzabili della scienza è fissare le basi della fede e impadronirsi così della bacchetta dei miracoli. Esiste un principio, una formula rigorosa che è il grande arcano; il saggio non lo cerca, ché già lo ha trovato, mentre il volgo sempre ne va in traccia, ma non lo troverà giammai.
La trasmutazione dei metalli si opera materialmente e spiritualmente con la chiave positiva delle analogie[2].
La medicina occulta non è che l'esercizio della volontà applicata alla sorgente stessa della vita, a quella luce astrale la cui esistenza è un fatto e il cui moto è conforme ai calcoli di cui la scala ascendente e discendente è il grande arcano magico. 
L'arcano universale, ultimo ed eterno segreto dell'alta iniziazione, è nei tarocchi rappresentato da una giovane nuda che tocca la terra con un solo piede, tiene in mano una bacchetta magnetica e sembra correre in una corona sostenuta da un angelo, da un'aquila, da un bue e da un leone. Questa figura è fondamentalmente analoga al cherubino di Jekeskiel e al simbolo indiano di Addhanari, analogo all'Adonai di Jekeskiel che noi comunemente diciamo Ezechiele.
Le note sono mie. Queste pagine sono tratte dall'ultimo capitolo delDogma dell'alta magia, un classico dell'occultismo di . Eliphas Levi(1810-1875), considerato il fondatore del neo-occultismo.  La sua figura e la sua dottrina si riallacciano all'antica tradizione occulta idealmente iniziata da Bolo di Mendes, alchimista ed agronomo vissuto nel IV sec. A.C. (o forse nel III-II sec. A.C.) le cui opere sono andate quasi integralmente perdute. Ex sacerdote e rivoluzionario del '48, Levi rese popolare il termineoccultismecon le sue opere e il suo stile gotico, sebbene spesso manchi di rigore (tanto che Vulliaud[3]  molto severamente definirà le sue argomentazioni cabalistiche "frottole lepide e bizzarre"), è molto evocativo.  Fondò unaRevue philosophique et religieusevietata poi nel 1858.
I principi base su cui poggia l'occultismo sono tre: -  la Realtà e l'Uomo sono costituiti da unaparte visibile, indagabile con mezzi fisici e da unaparte invisibile(occulta) indagabile con mezzi appositi, messi a disposizione dalle scienze occulte. Levi, nelDogmatiene comunque a precisare che non esiste un vero e proprio mondo invisibile ma solo organi più o meno sviluppati per esplorarlo; ma considerando il limite esplorativo determinato dallo sviluppo medio degli 'organi di senso' di un individuo (che non ha studiato e praticato l'occultismo), ècome seesistesse un mondo invisibile. - l'occultista riesce a chiarire questa Realtà e far emergerein totole sue caratteristiche - una volta raggiunto questo livello gnoseologico l'occultistarivela(in senso etimologico) questi insegnamenti.


[1] Da notare che l’occultismo, al di là dei fraintendimenti a cui si è arrivati oggigiorno, si inquadra tutto sommato nel monismo (seppur modificato) prevedendo l’esistenza di Dio e non si dedica al culto di entità demoniache “Il demonio è la morte che si maschera delle vesti usate dalla vita” (Dogma dell’alta magia, pag.132). [2] Esplicita dichiarazione sulla natura dell’alchimia. Essa non è solo ed esclusivamente una via di trasformazione interiore ma la trasmutazione materiale ne rappresenta il naturale complemento. [3] La kabbale juive, 1923

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